Archivi categoria: eventi e mostre

MOSTRAMILANO 2014
Qualche suggerimento su ciò che c’è da vedere a Milano nei primi mesi del 2014
Milano _ Palazzo Reale
fino al 27 aprile 2014

Kandinsky – La collezione del Centre Pompidou

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Il viaggio artistico e mentale di uno dei padri dell’arte astratta attraverso tutte le tappe del suo percorso. A cura di Angela Lampe – storica dell’arte nonché curatrice e conservatrice del Centre Pompidou di Parigi – e in collaborazione per l’Italia con Ada Masoero, la mostra è una grande retrospettiva monografica che presenta oltre 80 opere fondamentali dell’arte di Kandinsky in ordine cronologico.
Milano _ Palazzo Reale
fino al 9 febbraio 2014
Il volto del Novecento, da Matisse a Bacon
Capolavori del Centre Pompidour

Il ritratto, uno dei generi fondamentali della pittura, nel corso del Novecento non è scomparso con l’avvento dell’arte moderna ma, al contrario, è stato elaborato in modo del tutto personale da grandi maestri quali MatisseModiglianiPicassoBacon, sino all’iperrealismo di Chuck Close.

La straordinaria mostra “il volto del 900, allestita nelle suggestive sale di Palazzo Reale a Milano, raggruppa 80 capolavori fra i più importanti e significative del patrimonio artistico mondiale, provenienti dalla collezione del Musée national d’art moderne del Centre Georges Pompidou di Parigi.

Capolavori assoluti di artisti celebri come Henri Matisse, Bonnard, Amedeo Modigliani, Magritte(il cui celeberrimo Lo stupro con il volto-nudo femminile è l’immagine della rassegna), Suzanne Valadon, Maurice de Vlaminck, Severini, Francis Bacon, Robert Delaunay, Brancusi, Derain, Max Ernst, Miró, Léger, Adami, Pablo Picasso, Giacometti, Dubuffet, Fautrier, Baselitz, Marquet, Tamara de Lempicka e molti altri ancora, è esemplare nella selezione delle opere e degli artisti. La mostra di Milano a Palazzo Reale rivela infatti come il genere del ritratto sia rimasto, nel corso del Novecento, il sismografo delle rivoluzioni artistiche che hanno attraversato il secolo.

Milano –  Corso Venezia, 55 – Museo Civico di Storia Naturale
fino al 13 aprile 2014
BRAIN
Il cervello. Istruzioni per l’uso. 
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Allestita nel Museo Civico di Storia Naturale, ad oggi il più grande museo di storia naturale d’Italia e tra i più importanti d’Europa, la mostra, prodotta dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE e Codice. Idee per la cultura, è a cura di Rob DeSalle, condirettore dei Molecular Systematics Laboratories e curatore dellaDivisione di Zoologia Invertebrati dell’AMNH; Joy Hirsch, direttore delProgram for Imaging & Cognitive Sciences e professore presso laColumbia University; Margaret Zellner, neuro scienziata comportamentale e psicoanalista, professore associato presso The Rockefeller University.

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Il visitatore sarà accompagnato alla scoperta dello stupefacente strumento che è il cervello e delle immense potenzialità e capacità che esso ci offre, da un coinvolgente allestimento sensoriale con exhibit, installazioni, giochi e filmati: un omuncolo di quasi due metri mostra quanta parte del cervello sia dedicato al senso del tatto; un’opera video multimediale in cui un cervello in resina chiara mostra le aree funzionali che si accendono nella mente di una ragazza che sostiene un provino di ballo; uno schermo dei movimenti neuronali che evidenzia le modalità di connessione e comunicazione delle cellule cerebrali tra di loro; un modello dell’area sottocorticale del cervello – la regione che include le parti più “antiche” del cervello – che illustra la modalità attraverso cui il cervello elabora il linguaggio, la memoria e il processo decisionale; e, per la prima vola in un museo, un impianto di stimolazione cerebrale profonda.

Brain. Il cervello: istruzioni per l’uso è suddivisa in sette sezioni:
Intro>Dopo essersi imbattuti in un cervello umano conservato i visitatori passano attraverso un’installazione di Daniel Canogar che simula l’attività dei neuroni con un sistema luminoso. L’opera – quasi settecento chili di fili elettrici appesi a una struttura che si estende per oltre dieci metri – è stata creata usando materiali riciclati.
Teatro Introduttivo; Cervello Sensibile; Cervello Emozionale; Cervello Pensante; Cervello Mutevole; Cervello del Futuro.
Infine, i visitatori hanno la possibilità di rilassarsi sprofondando sulle sedute biomorfe della Lounge del cervello per sperimentare il sorprendente finale della mostra: delle proiezioni fluttuanti di immagini di risonanza magnetica che raccontano la storia di quattro persone: un’interprete delle Nazioni Unite che passa incessantemente dall’arabo all’inglese, un musicista di musica classica che suona; una rock star che si esibisce e un giocatore di basket che in campo si muove in risposta alle azioni di gioco. Osservando le immagini delle risonanze magnetiche, i visitatori riescono a intravedere come potrebbe funzionare il loro stesso cervello in situazioni simili.
Per info e costi:  02 54911

Museo del Manifesto Cinematografico di Milano
fino al 7 febbraio 2014
Il mito: da Guerre Stellari a Star Wars

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Un evento unico nel suo genere, una mostra dedicata a tutti gli appassionati della saga di Star Wars realizzata proprio dai fans più sfegatati e da gruppi di costuming ufficiali che per la prima volta mettono insieme le loro preziose collezioni per condividerle con il grande pubblico. Una mostra realizzata per i fans dai fans di Guerre Stellari (per i meno giovani che ancora la chiamano così) e Star Wars (per i più giovani che la chiamano così).
Per la prima volta in Italia, grazie alla collaborazione della 501st Legion e dellaRebel Legion, gli unici due gruppi di costuming mondiali che grazie all’accuratezza dei costumi e alla serietà dimostrata sono stati riconosciuti direttamente da Lucasfilm come “testimonial Star Wars”, e al supporto dell’associazione Galaxy, tutore della fondazione “bettola di Yoda” con una collezione che conta più di 15.000 oggetti, il Museo del Manifesto Cinematografico mette in mostra fedelissimeriproduzioni di costumi, robot e oggetti di scena, gadgets, diorami, autografi degli attori protagonisti, libri, figurine, poster, spade laser, stupende action figures: dai recenti collectibles alle “antiche” memorabilia che dal lontano 1977, anno dell’uscita del primo film, ad oggi hanno costruito il mito di Star Wars.
Tutte da ammirare anche le magnifiche action figures provenienti dalla Collezione Animetoys di Milano. Tra un cimelio e l’altro saranno anche esposte repliche perfette dei costumi di scena proveniente dai fornitissimi guardaroba dei membri della  501st Legion e della Rebel Legion: dall’inquietante figura nera di Darth Vader alle armature bianche di Stormtrooper e Clonetrooper, a costumi di spietati cacciatori di taglie e nobili cavalieri Jedi.

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Una vera chicca è la Cameretta dello Jedi: grazie alla collezione proveniente dallaBettola di Yoda, da cui proviene gran parte del materiale esposto in mostra, viene ricreata la cameretta dei sogni di qualsiasi appassionato di Star Wars: dal copriletto ai poster, dalla lampada al bicchiere fino allo scendiletto, tutto ma proprio tutto quello che non dovrebbe mancare nella camera tetta di un vero fan. Durante tutta la durata della mostra si terranno presso la Sala Cinecittà del Museo Fermo Immagine incontri a tema, proiezioni, giochi, tavole rotonde, presentazioni di fan film e tante sorprese.

Cuore della mostra saranno i manifesti cinematografici: edizioni rare, americane originali, provenienti da tutto il mondo e in tutti i formati. Un vera chicca: i manifesti più famosi, come quello del primo film, prenderanno vita in allestimenti 3D grazie all’esposizione dei costumi di scena e dell’oggettistica presente nell’immagine del manifesto stesso.

Una mostra nella mostra: Omaggi!
Grazie alla collaborazione di Pseudostudio di Milano saranno esposte tavole di importanti disegnatori di fumetti e illustratori che rendono omaggio all’universo di Star Wars con la loro arte raffinata.
– Nello shop interno al museo sarà possibile trovare numerosi oggetti a tema Star Wars, dalle action figures ai set LEGO®, dalla calamite alle t-shirts e molto altro.
– Star Wars, i personaggi, costumi, e tutti i relativi elementi sono proprietà intellettuale di Lucasfilm.

Milano – Museo del Novecento
fino al 9 marzo 2014
Quadri che costano come Sputnik
Rotocalchi italiani e boom del mercato dell’arte in Italia nei primi anni ’60
A cura di Mariella Milan

Sulla scia del miracolo economico, la prima metà degli anni Sessanta vede lo sviluppo, in Italia e in particolare a Milano, di un mercato dell’arte moderna adeguato agli standard internazionali, mentre il collezionismo d’arte sembra potersi espandere a nuovi strati sociali, tanto da rappresentare, per un breve momento storico, una più appetibile alternativa ad altre, tradizionali, forme di investimento.
Il fenomeno trova ampia risonanza nei periodici di attualità illustrata, i cosiddetti rotocalchi, che, essendo il prodotto editoriale a più ampia diffusione – proprio in questo periodo raggiungono la loro massima tiratura prima del declino causato, già alla fine del decennio, dall’imporsi del mezzo televisivo – offrono un filtro prezioso per esaminare, nell’ottica della ricezione da parte del grande pubblico, la situazione del mercato e l’immagine dell’artista in un arco cronologico breve ma intenso.Attraverso tre sezioni tematiche, si raccontano per immagini i modi e i formati attraverso i quali le riviste non specializzate informano e educano un pubblico di massa, ottimisticamente visto come potenziale serbatoio di aspiranti collezionisti, e lo mettono in guardia contro le insidie di un settore considerato inaffidabile. Nelle rubriche di critica si infittiscono le notazioni sul mercato, mentre sono frequenti, in quelle di gossip e costume, le notizie dal mondo dell’arte; concorsi a premi mettono in palio opere di maestri del Novecento e largo spazio trovano reportages e inchieste che illustrano ai lettori – con spirito didattico o polemico – la situazione del mercato, dalla rete delle gallerie al sistema di valutazione a punti, dai maestri storici ai giovani artisti più quotati.Sull’onda della prima vendita all’incanto della neonata Finarte all’Angelicum e delle due grandi aste d’arte moderna della Galleria Brera, l’autunno del 1961 vede il diffondersi, nella “capitale morale”, di una vera e propria moda. Se fino ad allora le aste modernamente organizzate erano state appannaggio delle case inglesi, francesi e americane, in questa stagione le vendite milanesi offrono alla borghesia meneghina un nuovo gioco di società, che i rotocalchi raccontano con voce ora divertita ora nostalgica.In questi stessi anni prende forma l’esperimento di vendita rateale condotto da Ivanhoe Trivulzio, figura sui generis di mercante milanese che, secondo una visione democratica e utopica delle future prospettive del collezionismo, propone a un pubblico di operai e impiegati la sua “rateale del quadro”.In occasione di questa piccola panoramica storica, il Museo del Novecento ripropone un’opera di Antonio Recalcati, acquistata dal Comune nel 1961 in seguito alla segnalazione della giuria dell’XI Premio San Fedele. La sua Figura d’uomo, parte della fortunata serie delle Impronte, è rappresentativa di un certo filone della ricerca figurativa di quegli anni e di un artista considerato all’epoca una delle più brillanti promesse della giovane pittura milanese.
Milano – Fondazione le Stelline di Corso Magenta
fino al 23 febbraio 2014
Jean Marie Barotte
NEROCENERE
Una mostra antologica ripercorre l’opera dell’artista italo-francese.
La mostra, curata da Chiara Gatti, è ricca di un centinaio di opere – fra pezzi storici e lavori recenti, fra carte e tele – e indaga la riflessione di un autore che ha saputo coniugare pittura e letteratura, ragionando sempre sul doppio registro del colore e della parola. Parola spesso intesa come evocazione di una scrittura dell’anima, di un messaggio inconscio, di una calligrafia arcaica, tracciata nella polvere della materia e depositata sulla tela. Materia che, come suggerisce il titolo della mostra, è cenere, è il risultato di una combustione lenta, di un processo di erosione, cancellazione e trasformazione di una sostanza in un’altra.
In composizioni piccole come breviari o più ampie, spaziali come alcune installazioni ideate in funzione della mostra milanese, Barotte sposa anche la sua doppia origine, in bilico fra Italia e Francia, terre e culture ugualmente presenti nella sua formazione, mai disgiunte in trent’anni di ricerca inesausta.
La mostra è promossa dalla Fondazione Stelline in collaborazione con l’Associazione Culturale T.Art e con il patrocinio dell’Institut français Milano.
Ingresso gratuito, aperta solo i martedì e la domenica dalle 10,00 alle 20,00.
Milano – Museo del Risorgimento – via Borgonuovo 23
fino al 16 marzo 2014
Belle Epoqué: il Segno elegante di Dalsani
Mostra organizzata e promossa da Comune di Milano | Cultura, Polo Raccolte Storiche e Case Museo in collaborazione con Museo Nazionale del Risorgimento di Torino e il contributo di Associazione AMICHAE | Amici di Palazzo Morando e Palazzo Moriggia.
Illustratore e caricaturista, Giorgio Ansaldi (1844-1922), in arte Dalsani, fu uno dei disegnatori più acuti del panorama artistico a cavallo tra Otto e Novecento. Versatile negli interessi e acuto osservatore della società a lui contemporanea, Dalsani collaborò con le principali testate periodiche umoristiche e di costume del tempo.
Il Museo del Risorgimento di Milano e il Museo Nazionale del Risorgimento di Torino sono protagonisti del progetto dedicato al maestro piemontese. Presso le due sedi, Palazzo Moriggia e  Palazzo Carignano, sono allestiti due distinti percorsi volti a presentare le diverse anime dell’artista e gli ambiti in cui operò.
A Milano il percorso espositivo si articola in sezioni tematiche che affrontano il tema della moda, della società del tempo, del nuovo ruolo assunto dalla donna, della diffusione delle riviste periodiche e del progresso delle tecniche di stampa.
In mostra, documenti appartenenti alle Civiche Raccolte Storiche, alla Civica Raccolta delle Stampe “Achille Bertarelli” – dove è conservato il Fondo interamente dedicato a Dalsani donato dagli eredi –  e opere provenienti dallecollezioni torinesi.

MOSTRAMILANO 2014

UN ETE POUR MATISSE

21 giugno 2013 – 23 settembre 2013

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CITTA’ DI NICE-NIZZA (FR)

Un grande evento che coinvolge dieci delle più prestigiose gallerie della città francese: un’estate per Matisse. Acquistando un biglietto (alla modica cifra di 10.00 euro) si ha diritto a entrare in tutte le gallerie convenzionate, che hanno trattato, ognuna attraverso le proprie peculiarità, argomenti artistici correlati alla poetica di Henri Matisse o installato grandi opere prese in prestito da famosi musei d’oltreoceano. Per cui assistiamo al ritorno al Museé Matisse (in patria) e al riallestimento di suoi pezzi mai visti. Nonché ai raffinati tributi fatti da artisti di oggi e di ieri, esposti in gallerie e musei nizzardi.

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L’ estate per Matisse parte dal suo museo a Cimiez, vicino all’abbazia francescana, con la Musique a l’oeuvre, una mostra ricca di temi biblici e musicali trattati dal maestro con un’assoluta freschezza e libertà espressiva. Si snoda poi tra il Teatro della fotografia e dell’immagine e il Meseé Massena, dove si possono ammirare i bronzi di Matisse e le donne della collezione fotografica Turello, che annovera scatti dei più grandi fotografi al mondo (McCurry, Newton, Sudek, Mappelthorp ecc.).
Ma anche una straordinaria mostra iconografica con il tema, molto caro a Matisse, delle “palme, rami di palma e palmette”, con due inaspettati e superbi pezzi di Pierre e Gille e Erwin Olaf.
E poi ancora, gli anni Jazz al Palazzo Lascaris, una bella esposizione dei dipinti di Gustav Moreau, maestro del maestro, al Museo di Belle Arti, e una graziosissima mostra di cartelloni pubblicitari fatti da Matisse e dal suo tipografo di fiducia, dove potrete ammirare, al Meseé de Ponchette sulla Promenade,  la sua straordinaria tecnica grafica con carta ritagliata. E molto altro ancora.

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Sono stati coinvolti anche lo splendido museo d’arte contemporanea di Nizza, il MAMAC, che ha raccolto una intelligente mostra di “tributi” di giganti dell’arte moderna e contemporanea, eseguiti in onore di Matisse, tra i quali ricordo Lagalla, Vezzoli, Basquiat, Lichetrstein e il museo di Archeologia, dove è possibile vedere l’evoluzione di un altro tema caro a Matisse, la piscina.

Imperdibile.

A Nizza, dal 21 giugno al 23 settembre 2013

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PhotoComics_2013 è un Concorso Nazionale finalizzato a promuovere la creatività giovanile in ambito fotografico e fumettistico.
A cura del Gruppo Informale Creattivi
Il tema è > Colors! Colori!

Tutte le opere partecipanti al concorso saranno esposte presso il centro culturale La Riseria, via Conti di Biandrate 11/A, a Novara in data sab 22 e dom 23 giugno.

La premiazione dei vincitori avrà luogo domenica 22 giugno 2013 alle 17.00.
Presenzierà la premiazione l’Assessore del Comune di Novara Sara Paladini.
La giuria sarà composta da:
-Alessandro Binotti (Presidente del Centro Culturale La Riseria)
-Diana Debord (fotografa)
-Riccardo del Conte (fotografo)
-Miriam Giustizieri (critico d’arte)

Nei giorni successivi e per tutto il mese di luglio le opere che hanno partecipato a Photocomics_2013 saranno esposte nei negozi del centro storico della città di Novara.
Carol Gianotti parteciperà al concorso con le opere:
-DODICI/BURGER
-ROSES
-LUCCIOLE
-VETRATA
In anteprima sulla pagina personale di Premio Celeste e sulla fan page di face book Carol Gianotti Arte Contemporanea.

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PhotoComics_2013 is a National Competition aimed at promoting youth creativity in photography and cartoony.
Curator/Gruppo Creattivi
The topic is> Colors!

All entries to the competition will be exhibited at the Cultural Center La Riseria, via Conti di (Counts of) Biandrate 11 / A, Novara on Sat 22 and Sun 23 June.

The award ceremony will take place Sunday, June 22, 2013 at 17.00.
Attend the award ceremony the Deputy Mayor of the Municipality of Novara Sara Paladini.
The jury will be composed of:
Alessandro Binotti (President of the Cultural Center La Riseria)
-Diana Debord (photographer)
-Riccardo del Conte (photographer)
-Miriam Giustizieri (art critic)

In the following days, and throughout the month of July, the works that have participated in Photocomics_2013 will be on display in the shops of the historic center of the city of Novara.

Carol Gianotti participate in the competition with the works:
-12/BURGER
-ROSES
-(Lucciole) FIREFLIES
-(Vetrata) GLAZED
A preview on the personal page of Celeste Prize.

LA DONAZIONE SPAGNA-BELLORA

05/04/2013 – 08/09/2013

LA DONAZIONE SPAGNA-BELLORA / A cura di Giorgio Zanchetti

Sala Focus

Museo del Novecento, Piazza Duomo, Milano

Dal 5 aprile all’8 settembre il Museo del Novecento ospita la mostra La donazione Spagna Bellora, curata da Giorgio Zanchetti con la collaborazione di Silvia Colombo, che documenta l’attività di gallerista e di promotore culturale di Gianfranco Bellora (Trecate 1930 – Milano 1999), attraverso una selezione di opere della sua collezione donate nel 2012 al Museo del Novecento dalla moglie Anna Spagna Bellora.

Nel 1969, dopo aver maturato alcune esperienze collezionistiche e di mercato, Bellora aprì a Milano una propria galleria, lo Studio Santandrea, presentando le ricerche italiane e internazionali del de-collage, della Mec Art e del Nouveau Réalisme, ma anche mostre personali e collettive di alcuni protagonisti italiani dell’astrazione e della neoavanguardia post-informale. Con l’inizio del nuovo decennio, e grazie alla fondamentale mediazione di Emilio Isgrò, Bellora cominciò a raccogliere ed esporre sistematicamente l’opera dei principali autori italiani e stranieri delle più recenti ricerche verbovisuali, avvalendosi spesso della collaborazione di critici particolarmente attenti al fenomeno, come Migliorini e Menna. Allineava così, tra il 1970 e il 1981 un’intensa serie di esposizioni personali e collettive che vedevano la presenza di tutti i principali esponenti di quelle ricerche. L’attività di studio e di promozione di questi artisti proseguì negli anni Ottanta, prima attraverso la collaborazione di Bellora con la Galleria Annunciata, poi, dalla fine del 1986 a tutto il 1991, attraverso l’attività del Centro Culturale d’Arte Bellora, in via Borgonuovo.

Erano gli anni della consacrazione e della prima “sistemazione storica” delle ricerche verbovisuali della neovanguardia e Gianfranco Bellora diede un fondamentale contributo a questo processo di riconoscimento organizzando numerose mostre personali e collettive e pubblicando accurate edizioni come Segnoepoesia (1987) e Milano et mitologia (1989).
È questo versante degli interessi di Gianfranco Bellora ad essere rappresentato dalle 21 opere donate al Museo del Novecento dalla moglie Anna.
In mostra saranno presenti opere di Lamberto Pignotti, Stelio Maria Martini, Adriano Spatola, Elio Marchegiani, Alessandro Algardi, Vincenzo Accame, Agostino Ferrari, Umberto Mariani, Magdalo Mussio. Saranno esposte anche 50 fotografie originali di Enrico Cattaneo che documentano le inaugurazioni dello Studio Santandrea ed altri materiali dell’Archivio Bellora, conservato presso il Museo del Novecento.
Oltre alle opere in mostra la donazione Spagna Bellora comprende anche opere di Anna Spagna, Roberto Comini, Francesco Correggia, Fernando De Filippi, Giorgio Milani, Sarenco (Isaia Mabellini).
Dopo la prematura scomparsa di Gianfranco Bellora la moglie ha intrapreso un’opera di valorizzazione della collezione, iniziata con una donazione al MART di Rovereto e con un deposito presso il Museo di Vizzini. Accompagna la mostra il catalogo edito da Silvana Editoriale.

DESSERTS di Antje Peters

A plus A Centro Espositivo Sloveno e Automatic Books presentano

Antje Peters
Desserts

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venerdì 22 febbraio 2013
ore 18.00

A plus A Centro Espositivo Sloveno
Venezia

Venerdì 22 febbraio alle ore 18 presso A plus A Centro Espositivo Sloveno la fotografa tedesca Antje Peters presenterà il suo libro d’artista Desserts pubblicato dalla casa editrice veneziana Automatic Books. Per l’occasione, Antje Peters realizzerà una performance artistico-culinaria a cui seguirà un DJ set a tema.

Specializzata nella pubblicazione di libri d’artista, Automatic Books ha raccolto gli scatti di Antje Peters in una pubblicazione dall’estetica seducente e interamente dedicata ai dolci. Le fotografie di Desserts sono state realizzate con una macchina fotografica analogica, evitando qualsiasi successiva manipolazione digitale da parte dell’artista.

Nata a Berlino nel 1979, Antje Peters ha studiato Fotografia alla Utrecht School of the Arts. L’estetica pubblicitaria, con i suoi cliché e stereotipi, rappresenta il punto di partenza della sua ricerca artistica: “Sono attratta soprattutto dalla fotografia pubblicitaria degli ultimi anni Settanta fino agli anni Novanta che si proponeva di ritrarre un mondo perfetto. Quel periodo coincide con quello in cui sono cresciuta e quel tipo di estetica mi ha aiutata a sviluppare la mia personale visione del mondo: cerco di giocare con l’aspetto seduttivo dell’immagine pubblicitaria per poi analizzarne il lato commerciale in modo ironico e divertente. Il mio lavoro si presenta, non senza ironia, come una critica e allo stesso tempo un’ode alla società consumistica”.

Antje Peters vive e lavora a Rotterdam. I suoi lavori sono stati esposti al TENT di Rotterdam nel 2009 e alla MK Gallery di Berlino nel 2010. Recenti esposizioni collettive a cui l’artista ha partecipato comprendono “BILD – Become Immersed, Look Deeper” al Goethe Institut di Rotterdam nel 2012 e “Days of Labour, Nights of Leisure” presso la Knoll Gallery di Vienna, sempre nel 2012.

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KOINE’ 2013, MILANO

Ha inaugurato sabato 16 febbraio 2013 a Milano, presso l’Atelier Chagall (Alzaia Naviglio Grande, 4, ore 16,30) e la Galleria Zamenhof (via Zamenhof, 11, ore 18,30)  la doppia collettiva “KOINÈ 2013: 70 artisti per un linguaggio comune dell’arte contemporanea”, a cura di Valentina Carrera e Virgilio Patarini.

La mostra proseguirà a Milano fino al 28 febbraio, per poi trasferirsi a Ferrara, nel prestigioso Palazzo della Racchetta dal 9 al 17 marzo. Ingresso libero.

Koinè 2013

70 artisti per un linguaggio comune dell’arte contemporanea

A cura di Valentina Carrera e Virgilio Patarini

Alla Galleria Zamenhof (aperta tutti i giorni dalle 15 alle 19, ingresso libero)

Opere di

Pier Giorgio Ballerani, Marco Bellomi, Walter Bernardi, Alberto Besson, Marta Boccone, Andrea Boldrini, Fiorenzo Bordin, Andrea Borghi, Simone Boscolo, Marco Bozzini, Annamaria Bracci, Elena Camesasca, Vito Carta, Alfredo Colombo, Lorenzo Curioni, Raffaele De Francesco, Giuseppe De Michele, Bruno De Santi, Laura Di Fazio, Isa Di Battista, Siberiana Di Cocco, Daniela Doni, Paolo Facchinetti, Carlo Fontanella, Massimo Gasperini, Silvio Gatto, Paulus Helbling, Angela Ippolito, Toshiko Kitatani, Paolo Lo Giudice, Marbaf, Franco Maruotti, Massimo Meucci, Natalia Molchanova, Maurizio Molteni, Bruno Moretti Sanlorano, Silvio Natali, Giuseppe Orsenigo, Beatrice Palazzetti, Domenico Paolo, Alessandro Pedrini, Gabriele Perissinotto, Angelo Petrucci, Luigi Profeta, Emanuele Racca, Michele Recluta, Marialuisa Ritorno, Alessandro Rossi, Imerio Rovelli, Susanna Serri, Rosa Spina, Ivo Stazio, Claudia Strà, Mariangela Tirnetta, Federica Vairani, Lyudmila Vasilieva.

All’Atelier Chagall (aperto dal mercoledì al sabato ,ore 15-19; domenica ore 11-19, ingresso libero)

Opere di

Salvatore Alessi, Alessandro Baito, Marina Berra, Ivano Boselli, Valentina Carrera, Anna Cesi, Michelle Hold, Claudia Margadonna, Eleonora Mazza, Virgilio Patarini, Catherine Schmid, Luciano Valensin, Jarmila Vesovic, Gianfranco Zazzeroni.

Un appuntamento fisso

Com’è ormai d’abitudine, fin dal primo anno di programmazione, la Galleria Zamenhof ha un appuntamento fisso con quella che potremmo definire “la mostra delle mostre”. Tutti gli anni infatti, a fine stagione o al principio della stagione successiva, c’è questa specie di rito che consiste nell’allestire una sorta di riassunto delle puntate precedenti: una mostra che riassuma e sintetizzi, in qualche modo, la programmazione della stagione appena conclusa e che presenti opere di tutti gli artisti proposti. Al tempo stesso è un’occasione per fare il punto di un anno di lavoro e per meglio comprendere, forse, il senso di quello che si è fatto.

Per i visitatori è un’occasione per vedere opere e artisti che magari erano sfuggiti.

Per noi, fin dal principio è stato chiaro che significava anche mettere a fuoco la nostra idea di arte contemporanea: quello che ci sembrava rilevante, e accostando un autore all’altro, spesso apparentemente diversissimi, provare a capire se qualcosa ci fosse in comune e cosa e se questo “qualcosa”, questo terreno comune fosse la possibile base, il possibile punto di partenza per definire i termini e la sintassi di una lingua comune dell’arte contemporanea. In greco antico infatti col termine “koinè” si indicava la lingua comune dei greci, al di là delle differenze dei dialetti e delle lingue locali (l’attico, il dorico, ecc.).

Ora più che mai è evidente la necessità di definire se ci sia un minimo comun denominatore nell’infinità di variabili dell’arte contemporanea, al di là delle mode o dei fenomeni di superficie, al di là di inutili distinzioni tra generi, figurazione e astrazione, tra moderno e contemporaneo.

Quest’anno ci sono due importanti novità: la mostra coinvolge anche l’Atelier Chagall e anziché seguire “anticipa” la programmazione dell’anno.

Galleria Zamenhof

via Zamenhof 11,

20136 Milano

Web: www.galleriazamenhof.com

Tel.: 02.83.66.08.23

Orari: dal mer. alla dom. ore 15-19

ROSSO GASTEL / FONDAZIONE LE STELLINE

12 luglio 2012 – 10 settembre 2012

ROSSO GASTEL
mostra fotografica

PROROGATA FINO A DOMENICA 9 SETTEMBRE

A seguito del grande successo di pubblico e critica,  la mostra ROSSO GASTEL, ospitata dalla Fondazione Stelline, è prorogata fino al 9 settembre.
L’esposizione presenta 12 scatti del fotografo milanese Giovanni Gastel, artista tra i più conosciuti a livello internazionale.
Le sue opere fotografiche ritraggono figure femminili, caratterizzate  dalla presenza, a volte solo accennata, a volte massiccia della  tonalità rossa.
L’iniziativa è uno degli eventi collaterali organizzati in occasione e in contemporanea alla personale di Mario Arlati, intitolata ROSSO|RED|ROJO, che, negli spazi della Fondazione, ha proposto ventidue sue opere recenti che invitano il visitatore ad intraprendere un viaggio nel colore rosso.
Ed è proprio rosso, il colore del filo che lega tra di loro queste suggestive immagini, e che si manifesta sia attraverso le forme eleganti dei vestiti che abbigliano le donne  protagoniste delle fotografie, sia attraverso un particolare, come le labbra, una  collana o un’acconciatura, che cattura l’occhio del visitatore, sia mediante un  artificio tecnico, come la stampa virata in rosso, o ancora tramite un’inquietante  nebbia che si allunga sul corpo della modella.

ROSSO GASTEL
fino al 9 settembre 2012
Chiostro della Magnolia, Fondazione le Stelline, Corso Magenta, Milano
ingresso libero

luigi ghirri alla triennale di milano (fino al 26 agosto)

TRIENNALE di Milano

11 Luglio. 26 Agosto 2012.

1984: FOTOGRAFIE DA VIAGGIO IN ITALIA
OMAGGIO A LUIGI GHIRRI

orari:
mart-dom 10.30-20.30
gio10.30-23.00
ingresso gratuito

A cura di Roberta Valtorta

Il Museo di Fotografia Contemporanea rende omaggio a Luigi Ghirri in occasione del ventennale della morte proponendo al pubblico una selezione di fotografie dalla mostra “Viaggio in Italia”, il progetto da lui curato nel 1984 che divenne il manifesto della “scuola italiana di paesaggio”. Le fotografie, ora parte delle collezioni del Museo, vengono per la prima volta presentate al pubblico dopo il restauro finanziato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, con il sostegno e la collaborazione scientifica della Direzione generale per il paesaggio, le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanee (PaBAAC).

Alla fine degli anni Settanta Luigi Ghirri, uno dei grandi maestri della fotografia contemporanea italiana e internazionale, concepisce uno straordinario progetto di “rifondazione” dell’immagine del paesaggio italiano. Nel 1984 il progetto “Viaggio in Italia” prende forma in una mostra alla Pinacoteca Provinciale di Bari e in un libro pubblicato dal Quadrante di Alessandria, con un testo di Arturo Carlo Quintavalle e uno scritto di Gianni Celati. Vi prendono parte venti fotografi, per la maggior parte italiani: Olivo Barbieri, Gabriele Basilico, Giannantonio Battistella, Vincenzo Castella, Andrea Cavazzuti, Giovanni Chiaramonte, Mario Cresci, Vittore Fossati, Carlo Garzia, Guido Guidi, Luigi Ghirri, Shelley Hill, Mimmo Jodice, Gianni Leone, Claud Nori, Umberto Sartorello, Mario Tinelli, Ernesto Tuliozi, Fulvio Ventura, Cuchi White. Molti di loro sono oggi artisti molto noti a livello internazionale.

Le fotografie di “Viaggio in Italia” rappresentano un calmo e raffinato esercizio della visione e propongono un nuovo ABC del paesaggio italiano indagato nei suoi elementi primari grazie a un approccio intellettuale e al tempo stesso affettivo, privo di retorica, stereotipi, gerarchie. Sono fotografie on the road, apparentemente semplici, silenziose, un po’ pensose, attente ai molti luoghi della provincia ma anche alle città: lontane dal reportage sensazionalistico, sono un invito a rivolgere lo sguardo alla quotidianità e alla normalità carica di poesia del paesaggio che ci sta intorno.

A distanza di quasi trent’anni, il progetto ghirriano offre una emozionante riflessione sull’identità del “Bel Paese” ricercata nel racconto di luoghi che ormai si sono completamente trasformati, spesso perdendo quella armonia tra natura e cultura che era un tratto così profondamente italiano.

La mostra presenta 100 fotografie da “Viaggio In Italia”, una serie di fotografie di Giovanna Calvenzi che documentano la mostra e il convegno che si tennero nel 1984 alla Pinacoteca Provinciale di Bari, e il film di Maurizio Magri con sceneggiatura di Vittore Fossati “Viaggio in Italia. I fotografi vent’anni dopo”, prodotto dal Museo di Fotografia Contemporanea nel 2004, ormai esaurito e ristampato per l’occasione.

Il pubblico potrà trovare in vendita presso il bookshop della Triennale il dvd del film di Maurizio Magri, il libro “Racconti dal paesaggio. 1984-2004 A vent’anni da Viaggio in Italia” edito da Museo di Fotografia Contemporanea/ Lupetti Editori di Comunicazione nel 2004, una tiratura straordinaria di multipli d’autore di fotografie di Mario Cresci, Guido Guidi e Mimmo Jodice realizzati con la tecnologia Epson Digigraphie® a cura dell’associazione Amici del Museo di Fotografia Contemporanea.

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Scatti Olimpici

TRIENNALE DESIGN MUSEUM – TEATRO DELL’ARTE
MILANO

3 Luglio. 2 Settembre 2012.

SCATTI OLIMPICI (SPORT E OLIMPIADI NELLE FOTOGRAFIE DEL TOURING CLUB ITALIANO)

Ingresso Gratuito

Una trentina di fotografie provenienti dall’Archivio del Touring Club Italiano festeggiano le Olimpiadi londinesi. Momenti di gloria e attimi di sconforto, spalti deserti e stadi affollatissimi. E soprattutto gli atleti, ‘fermati’ nello scatto fotografico nel momento dello sforzo o durante la premiazione. Ma oltre alle foto delle Olimpiadi di Roma, Londra, Helsinki, Città del Messico, altre immagini immortalano, accanto ad atleti entrati nella storia, altre situazioni in cui, con non meno impegno agonistico,   persone comuni  diventano  protagonisti  dello sport.

Nei video, ispirati  al tema, una selezione di fotografie delle città che hanno ospitato le moderne Olimpiadi e un filmato di una scuola di vela.

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IL KITSCH DI GILLO DORFLES

13 Giugno. 2 Settembre 2012.

Alla Triennale di Milano

KITSCH, OGGI IL KITSCH

A cura di Gillo Dorfles
Con Aldo Colonetti, Franco Origoni, Luigi Sansone e Anna Steiner  

La Triennale di Milano presenta la mostra Gillo Dorfles. Kitsch – oggi il kitsch curata da Gillo Dorfles, insieme con Aldo Colonetti, Franco Origoni, Luigi Sansone e Anna Steiner.

Nel 1968 esce “Il Kitsch. Antologia del cattivo gusto” edito da Mazzotta, una serie di approfondimenti teorici che hanno aiutato a descrivere il concetto di kitsch in tutte le sue articolazioni; concetto che Dorfles per primo ha contribuito in modo decisivo a definire, a livello internazionale.

Il testo di Dorfles è una vera pietra miliare per la comprensione e l’evoluzione del “cattivo gusto” dell’arte moderna; afferma che alcuni capolavori della storia dell’arte come il Mosé di Michelangelo, la Gioconda di Leonardo sono “divenuti emblemi kitsch perché ormai riprodotti trivialmente e conosciuti, non per i loro autentici valori ma per il surrogato sentimentale o tecnico dei loro valori”.

“L’industrializzazione culturale, afferma Dorfles, estesa al mondo delle immagini artistiche ha condotto con sé un’esasperazione delle tradizionali distinzioni tra i diversi strati socio-culturali. La cultura di massa è venuta ad acquistare dei caratteri assai diversi (almeno apparentemente) dalla cultura d’élite, e ha reso assai più ubiquitario e trionfante il kitsch dell’arte stessa.”

Nel citato libro di Dorfles vengono esaminati da alcuni studiosi vari aspetti del kitsch, dalle riproduzioni dozzinali di opere d’arte alla “musica di consumo”, dal cinema alla pubblicità, dal design all’architettura.

Alcuni artisti, soprattutto delle avanguardie, hanno riproposto immagini di capolavori della storia dell’arte, universalmente riconosciuti, per creare consapevolmente “ricercate opere” kitsch, ironiche, provocatorie o scandalose: è il caso dell’opera L.H.O.O.Q., 1919, un ready made ritoccato da Marcel Duchamp, versione con aggiunta di barba e baffi della Gioconda di Leonardo, dal titolo dissacrante (pronunciando il nome delle lettere in francese si ottiene la frase “elle a chaud au cul”).

La prima parte della mostra presenta… “ autori, i quali volutamente usano citazioni kitsch” (Gillo Dorfles).

Tra gli artisti Adriana Bisi Fabbri con Salomè di fronte (passo di danza), 1911, e Salomè a tergo (Mossa di danza), 1911, che rappresenta il personaggio biblico con rotondità paradossalmente eccessive; Alberto Savinio che con Penelope, 1933, rivive con ironia il mito classico; Gianfilippo Usellini che con Donna con la coda, 1970, riporta con ironico paradosso a una primitiva condizione animale; e ancora Enrico Baj che con Madame Garonne, 2003, assembla materiali diversi per denunciare la corruzione del gusto causata dalla cultura del prodotto industriale. Infine tre opere di Salvador Dalì fanno parte di questo gruppo di artisti che sono in mostra in qualità di ironici ispiratori del fenomeno.

Il percorso dell’esposizione continua con una serie di autori deliberatamente kitsch.

Afferma Gillo Dorfles: “qui vediamo alcuni artisti contemporanei che, intenzionalmente, creano opere con elementi che fanno riferimento alla cultura del kitsch”

Tra questi artisti Luigi Ontani, che con l’opera Er ciclopercurione, 1990, si avvicina a una figurazione fantastica che attinge e manipola con ironia suggestioni da differenti culture, linguaggi e tecniche espressive; Antonio Fomez con Michelino, 1966, ispirato alla Pop Art; Felipe Cardeña che con i suoi collage policromi presenta composizioni kitsch che sovrappongono fiori e frutti ritagliati da riviste; Leonard Streckfus crea collage in cui personaggi storici sono ritratti con ironia nella vita quotidiana; Corrado Bonomi realizza composizioni con vari oggetti che ironicamente trattano dei problemi dell’uomo; Limbania Fieschi con il suo gusto kitsch americaneggiante; Carla Tolomeo con le sue sedie sculture; Mario Molinari che nelle sue sculture accentua e deforma grottescamente parti anatomiche di esseri umani e animali e le teatrali composizioni di legno, stucco, resina e oggetti vari di Vannetta Cavallotti. Infine l’omaggio ironico a Salvador Dalì del Cracking Art Group attraverso la fusione di materie plastiche e foto e The Bounty Killart che crea sculture di gesso fortemente satiriche.

Tutte queste opere d’arte presenti in mostra forniscono una vasta rappresentazione delle personali interpretazioni di ciascun artista.

Una sala è dedicata all’artista olandese, naturalizzato italiano Rutger (Rudy) Van der Velde, giornalista, grafico pubblicitario, illustratore e artista che ha creato assemblaggi sorprendenti, ironici e ludici con materiali eterogenei, oggetti superflui provenienti dalla nostra società consumistica.

Un’opera in particolare I am free – I feel free, che presenta una gabbia contenente un uomo-automa e una libellula, mentre un’altra libellula all’esterno posata su un ramo gode la libertà, esprime chiaramente la sperimentazione nelle sue opere di una continua ricerca di sensazioni nuove e liberatorie da ogni vincolo di asservimento alla comune realtà.

Nel corridoio che introduce alla mostra un tappeto interattivo composto da 5000 immagini kitsch che si animano al passaggio del pubblico porta il kitsch nel quotidiano, nella nostra vita di tutti i giorni.

La mostra si chiude con l’ultima grande sala nella quale si trova una vera e propria giostra di oggetti kitsch di artisti anonimi, che sono citazioni e riproduzioni del kitsch oggi.

Afferma Gillo Dorfles: “Come sempre, sono l’intenzione e la consapevolezza, sia rispetto all’utilizzo delle tecniche sia nei riguardi dei contenuti, che trasformano un oggetto, una forma, ma anche un comportamento, in un’opera, in un linguaggio che sentiamo veri e autentici. Se non esiste la dimensione culturale, ogni forma d’arte è destinata a cadere nella trappola di un kitsch più o meno consapevole. La vera arte non è mai “maliziosa”; il kitsch lo è, e questa è la sua essenza. È necessario conoscerlo, anche frequentarlo e, perché no, qualche volta utilizzarlo, senza farsi mai prendere la mano. Perché il cattivo gusto è sempre in agguato”.

Accompagna la mostra il libro-catalogo “Gillo Dorfles. Kitsch: oggi il kitsch”, per i tipi di Editrice Compositori, a cura di Aldo Colonetti, Franco Origoni, Luigi Sansone, Anna Steiner, che ospita una conversazione tra Aldo Colonetti e Gillo Dorfles, riflessioni di Vittorio Gregotti, Ugo Volli, Fulvio Carmagnola, Denis Curti, Francesco Leprino, Bruno Pedretti; una particolare documentazione a cura di Luigi Sansone su opere di artisti “ispiratori” e che interpretano oggi questo stile. In chiusura una rassegna fotografica sul kitsch quotidiano, interpretato da oggetti, prodotti, immagini.

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