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BOTTIGLIA DELLA CALMA (metodo-Montessori)

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Al seguito trovate un piccolo tutorial fotografico-didascalico su “come fare una bottiglia della calma”.
Le bottiglie della calma sono dei giochi fai da te per bambini suggeritemi da una maestra di asilo nido che si chiama Iolanda, ma tutti la chiamano Iole, che saluto.
Mia figlia ha un anno e mezzo, parla e cammina benissimo e frequenta il Micro-nido da quando aveva 15 mesi. Ha fatto molti cambiamenti in positivo, adesso mangia da sola senza essere imboccata, sa lavarsi le mani da sola col sapone e riporre la salvietta, mi aiuta a fare tante cose come sciacquare i piatti prima di metterli in lavastoviglie, sa mettere la tabs e far partire la lavastoviglie, sa passarmi i panni da stendere, sa passare lo scopino e tante altre piccole faccende di casa. Al nido hanno notato che ama vestirsi da sola coi vestiti dei grandi, e questo l’ho notato anch’io quando la vedo che gioca a mettersi le mie scarpe o i miei vestiti, le collane della nonna. Ama molto state all’aria aperta, correre, giocare con una palla in memoryfoam, fare su e giù dallo scivolo e fare le scale, attività che con la nostra supervisione le è ampiamente concesso di fare! E le piace anche guardare le bottiglie della calma Montessori.
Se volete farle anche voi per o con i vostri bambini, ecco come ho fatto: dentro ci troveranno dei piccoli mondi! 
MATERIALI:
Una bottiglia vuota da mezzo litro, lavata e asciugata
Colla tipo attak
Scotch bianco
Palloncini e/o cannucce
Glitter in polvere
Olio idratante corpo per bambini
Colorante alimentare per dolci
Acqua
Varie ed eventuali
COME FARE:
Rovescio l’olio per circa tre quarti nella bottiglia

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Poi uno strato alto un dito all’incirca di colorante alimentare, quello liquido per dolci. Mettetene anche di più di olio rispetto a quello che ho messo io qui, perché la parte d’acqua si colorerà del colorante.
Io avendo la bottiglia col tappo azzurro ho scelto il colore blu, e il tema “mare”. 

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Poi cominciate a mettere le vostre piccole decorazioni galleggianti: io ho usato cannucce e palloncini tagliati, glitter e piccoli pesciolini in plastica.

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Quando avete completato con le decorazioni che si muoveranno all’interno arrivate fino quasi all’orlo della bottiglia riempiendo d’acqua. Passate poi al fissaggio del tappo: passate l’attak sul bordo del collo e richiudete col tappo. Lasciate asciugare e poi fissate ulteriormente con lo Scotch bianco.
La bottiglia della calma è fatta! I vostri bambini apprezzeranno! Una volta c’erano le palle in vetro con la neve finta, oggi abbiamo queste bottiglie fai da te, dove possiamo ricreare piccoli mondi, ma il concetto è sempre lo stesso. Muovendo la bottiglia si muoveranno le piccole cose che stanno al suo interno.
Sono molto belle e utili anche le “bottiglie sonore”, fatte con bottiglie e riso o bottiglie e pastina.
Mi raccomando solo di una cosa: fissate Bene i tappi, perché potrebbe rappresentare un pericolo il fatto che le bottiglie si possano aprire e i bambini ingerissero il tappo o il contenuto delle stesse.
Siate accorti nel preparare questi giochi e non fate mai giocare i vostri piccoli da soli, senza la vostra supervisione.
Ancora grazie a Iole e al suo bel suggerimento.

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PHOTOCOMICS_2013

PHOTOCOMICS_2013

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PhotoComics_2013 è un Concorso Nazionale finalizzato a promuovere la creatività giovanile in ambito fotografico e fumettistico.
A cura del Gruppo Informale Creattivi
Il tema è > Colors! Colori!

Tutte le opere partecipanti al concorso saranno esposte presso il centro culturale La Riseria, via Conti di Biandrate 11/A, a Novara in data sab 22 e dom 23 giugno.

La premiazione dei vincitori avrà luogo domenica 22 giugno 2013 alle 17.00.
Presenzierà la premiazione l’Assessore del Comune di Novara Sara Paladini.
La giuria sarà composta da:
-Alessandro Binotti (Presidente del Centro Culturale La Riseria)
-Diana Debord (fotografa)
-Riccardo del Conte (fotografo)
-Miriam Giustizieri (critico d’arte)

Nei giorni successivi e per tutto il mese di luglio le opere che hanno partecipato a Photocomics_2013 saranno esposte nei negozi del centro storico della città di Novara.
Carol Gianotti parteciperà al concorso con le opere:
-DODICI/BURGER
-ROSES
-LUCCIOLE
-VETRATA
In anteprima sulla pagina personale di Premio Celeste e sulla fan page di face book Carol Gianotti Arte Contemporanea.

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PhotoComics_2013 is a National Competition aimed at promoting youth creativity in photography and cartoony.
Curator/Gruppo Creattivi
The topic is> Colors!

All entries to the competition will be exhibited at the Cultural Center La Riseria, via Conti di (Counts of) Biandrate 11 / A, Novara on Sat 22 and Sun 23 June.

The award ceremony will take place Sunday, June 22, 2013 at 17.00.
Attend the award ceremony the Deputy Mayor of the Municipality of Novara Sara Paladini.
The jury will be composed of:
Alessandro Binotti (President of the Cultural Center La Riseria)
-Diana Debord (photographer)
-Riccardo del Conte (photographer)
-Miriam Giustizieri (art critic)

In the following days, and throughout the month of July, the works that have participated in Photocomics_2013 will be on display in the shops of the historic center of the city of Novara.

Carol Gianotti participate in the competition with the works:
-12/BURGER
-ROSES
-(Lucciole) FIREFLIES
-(Vetrata) GLAZED
A preview on the personal page of Celeste Prize.

ARTISTAGOLOSO NEW LOOK

Ciao a tutti. Followers, lettori casuali, voyeur internauti, amici virtuali. Desidero salutarvi tutti, ringraziarvi per avermi seguita fino ad ora, a chi di voi l’ha fatto. E dire “benvenuto!” a chi lo farà.

Per facilitarvi nella lettura del blog, e per dare un nuovo stile più semplice e accattivante, ho cambiato le pagine. Spero di postare sempre articoli di vostro gradimento, notizie che possano tornarvi utili e qualche ricettina nuova da provare.
Vi segnalo una cosa importante: nel menù della “GALLERIA”, (che prima usavo per brevi excursus sui grandi movimenti artistici o sulle singole produzioni), ho inserito la mia nuova galleria di immagini.

Un portfolio di opere scelte della mia produzione. Fotografate dal visual artist Luca Mainini.
Spero di aver fatto cosa gradita, cari amici e lettori. Basta scorrere sul menù a tendina della Galleria e cliccare su un anno qualsiasi, dal 2009 al 2013. C’è una selezione in ogni anno.

Date un occhio!  E commentate, approvo tutto. O quasi!

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Buona notte

Carol Gianotti

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Zuppa di Pesce della Caro

Ieri sera ho cucinato la zuppa di pesce coi crostini all’aglio. Una bomba! Davvero buona. Cosigliata a gli amanti del pesce che vogliono sperimentare a casa propria la gioia di cucinare un cibo dell’anima, un soul food, un piatto che conforta. Ed è sana e non eccessivamente calorica. Piena di passione.

Ingredienti per tre: prezzemolo fresco, basilico, un gambo di sedano verde con le foglie, 2 cipollotti piccoli, 1 spicchio di aglio (meglio se fresco), olio extravergine di oliva (ligure o pugliese), 1 scatola di pomodori pelati, 4 pomodorini pachino, sale, pepe nero, peperoncino in polvere, zucchero, 2 l. circa di brodo vegetale, 1 filettino di merluzzo deliscato, 1 seppia da etto, 100 gr. di cozze già pulite, una manciata di mazzencolle grigie dell’atlantico già pulite, 3 gamberoni rosa interi.

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In una pentola a parte porto il brodo vegetale ad ebollizione. Preparo in un piatto fondo il pomodoro pelato schiacciato con la forchetta e condito con olio, sale, zucchero, pepe e peperoncino.
Nella pentola che ho scelto per la mia zuppa (meglio se di acciaio o rame, alta e capiente) metto gli ingredienti a freddo per il soffritto: taglio il gambo di sedano con le foglie, i 4 pomodorini pachino interi, i cipollotti, l’aglio intero, il basilico e il prezzemolo, spezzettati grossolanamente con le mani. Un filo d’olio e soffriggo finchè le verdure non rilasciano l’acqua di vegetazione. A questo punto aggiungo in pentola il pomodoro schiacciato e il brodo, il sale, il pepe e un pò di peperoncino, ma senza esagerare se no diventa immangiabile, al massimo se ne aggiunge ancora quando si impiatta. Quindi cautela. Mescolo bene e cuocio a fuoco moderato col coperchio per circa venti minuti. Assaggio la zuppa prima di procedere col pesce fresco. Se il gusto è soddisfacente prendo il frullatore ad immersione, e, non direttamente sul fuoco, frullo bene le verdure della salsa, fino a renderla un composto liquido ma senza verdura in pezzi. Riposiziono la pentola sul fuoco basso e aggiungo prima le cozze e il filettino di merluzzo tagliato a striscioline o pezzettini (non troppo piccoli se no si sciolgono). Copro e cuocio dieci minuti. Dopo dieci minuti aggiungo la seppia tagliata a strisce sottili e i tentacoli della seppia interi, (senza tagliarli, il pezzo si stacca facilmente), assieme alle mazzencolle grigie. Cuocio per altri dieci minuti, dopo tre minuti aggiungo anche i gamberoni che cuociono solo sette minuti. Allo scadere dei dieci minuti spengo tutto. La zuppa deve andare solo 4o minuti. La leggenda che più cuoce più è buona è da smentire. Il pesce ha tempi di cottura ridotti, specialmente pesci con consistenze diverse, quello più elastico come la seppia che diventa subito dura, quello più farinoso come il merluzzo che perde la sua consistenza. Venti-dieci e sette minuti per questi pesci sono giusti e più che sufficienti. Le cozze potete prendere quelle già pulite, surgelate, che son precotte. Il resto, ve lo consiglio fresco. E anche la cozza è sicuramente più buona fresca,  ma dovreste pulirle della barba ad una ad una, farle aprire in un tegame di rame con olio e aglio, farle raffreddare, toglierle dai gusci e usarle come da ricetta. Il procedimento si allungherebbe coi tempi sensibilmente. A onor del vero ve l’ho detto, cari readers golosi.
Torniamo alla nostra zuppa….
Servite in una cupolotta con olio extravergine di olia a filo,  prezzemolo fresco e pane rustico abbrustolito all’aglio.

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Eccola qui, la mia zuppa! E’ innegabile, cucinar bene è un’Arte e rende orgogliosi. (C.Gianotti)

Per fare i crostini potete usare del pane tipo pugliese, rustico o di segale, quelle grandi pagnotte che trovate sia dal panettiere, che confezionate al supermercato. Per i crostini van bene anche non fresche, basta che non siano rafferme, usate quelle conservate in frigo qualche giorno che son diventate un pò posse e molli. Tagliatene delle belle fette. In un saltiere in ceramica mettete un filo d’olio, uno spicchio d’aglio duo o tre rami di rosmarino (oppure solo gli aghetti del rosmarino, sminuzzati a coltello) e, quando la padella è bella calda, il pane; giratelo e rigiratelo fino al grado di doratura desiderato.
Per accompagnare il pasto servite un vinello bianco bello fresco: Pinot Grigio o Sylvaner (Trentino Alto Adige), Pigato (Liguria).

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TOP TEN DI PRIMAVERA

Ecco la mia personale top-10 delle uscite migliori di primavera.

Vi lascio un traccia dei posti  che visitato, che mi hanno coinvolta, affascinata, divertita e saziata negli ultimi mesi. Credo che condividere le esperienze belle ed elevanti possa far bene agli altri, in un momento così cupo e difficile per tutti. Terremoti, bombe, terrore, sudditanza psicologica, malattie, brutto tempo, crisi economica, tutti elementi che gravitano nelle nostre vite e ci abbattono di negatività. La chiave di volta per uscire dalla crisi non è chiuderci a riccio, ma fare di tutto per conoscerci, parlarne, vivere le giornate non lavorative in modo tale che ci donino svago e felicità. La cultura della quale ci hanno depauperato nell’ultimo decennio va rispolverata, rinnovata, ricreata su nuove fondamenta. Ci hanno lobotomizzati. Ieri parlavo con due ragazzi conosciuti in un bar e cercavo di spiegar loro che nel resto d’europa ho respirato un clima di apertura mentale, ho visto strade e spazi urbani più puliti, gallerie gestite da giovani, palazzi antichi perfettamente mantenuti che svettano a fianco di costruzioni ultra contemporanee dove l’arte è valorizzata con garbo. E che l’arte vive lo spirito del nostro tempo, è quindi controproducente la mentalità retrograda italiana per la quale arte coincide con il passato remoto. Secondo i ragazzi l’Italia va bene così, perchè cosa ce ne frega di avere le strade pulite quando l’importante è solo l’igiene personale, l’eccellenza nel vestire, lo status di possedere belle macchine. Per me questo denota una grande inciviltà, ciò che non è mio, che è collettivo può essere insozzato, il mio giardinetto resta pulito e con l’erba a filo, ma al di là del muro di cinta anche se ci sono merde di cane e cartecce e sacchi della munezza divelti non è mica un mio problema, prima o poi qualcuno verrà a pulire. Il tedesco medio ha cura degli spazi urbani ma si fa la doccia una volta alla settimana. I ragazzi sostenevano questo. E’ molto imbarazzante che si facciano paragoni su queste cose, sono importanti entrambe, non è che una cosa esclude l’altra. Quando non si arriva a comprendere neppure cose basilari di questo tipo e le persone si ergono ancora su troni puntando il dito sul tedesco coi sandali, sul francesce mangia baguette senza bidet in bagno, sull’ucraino poveraccio, siamo ancora ai luoghi comuni maledetti che ci rendono gli zimbelli d’europa. E’ la mentalità che eleva, non importano le differenze ma le cose comuni, non importa il passato, ma il futuro. Un futuro dove l’unione delle persone e delle culture porterà ad un clima di progresso, dove i cittadini europei detteranno un gusto, un mood, che abbraccerà i settori economici, l’architettura e l’urbanistica, la moda e la cucina, le arti applicate, le forme di comunicazioni, le risorse, le energie, tutto. Ma i ragazzi italiani si nascondo dietro ad un dito. Non possiamo lamentarci delle generazioni di dinosauri che non ci mollano le poltrone e gli incarichi nel lavoro, quando noi siamo come loro, siamo peggio di loro. Retrogradi, proiettati nel verso contrario, con un costante atteggiamento di superiorità. Ma in Italia siamo fermi!!!!! <E il mondo va avanti. E va avanti a grandi passi, anzi corre! Nonostante le considerazioni che mi ha suscitato la chiaccherata coi ragazzi, è sempre interessante comunicare. Anche se si hanno posizioni contrastanti bisogna comunicare, perchè le idee degli altri ci fanno giungere a nuove consapevolezze. Ci fanno riflettere, capire, anche se chi ha salde convinzioni è difficilmente plasmabile. Ma la comunicazione è alla base delle società evolute. Dobbiamo farlo per venire fuori dalla crisi sociale. E per comunicazioni non intendo postare qualche cagata su face book o su twitter, intendo parlare con la gente, face to face, soprattutto con gli sconosciuti, perchè potrebbero anche illuminarci. E poi vi do un altro bel consiglio: uscite e andate a vedere qualche mostra. La comunicazione delle arti visive è sempre un’esperienza che eleva l’uomo, anche quando vi sentite inadatti, quando vi scusate dicendo che voi non ne capite niente. Non serve aver studiato per affrontare con esuberanza un’esperienza visiva! Gli occhi ce li abbiamo tutti. Non abbiate paura dei musei, delle gallerie, entrateci, non mordono! Ognuno vede a modo suo ed interpreta a modo suo, non c’è un “cosa dovevo vedere?” e neanche un “cosa voleva dire l’artista?”, l’arte non va spiegata, va vissuta. I ragazzi di ieri mi hanno stupita dicendomi che non avevano mai conosciuto una pittrice. Ed io che mi definisco, con un pò di presunzione, artista più che pittrice in senso stretto, sono rimasta davvero colpita. Le persone non possono accettare l’arte oggi, se non la immaginano neanche, se va al di là delle loro capacità mentali. Ecco perchè celeste, terna e tutti i premi non sono sufficienti, ecco perchè gli ambienti espositivi e la pubblicità non bastano per invogliare la gente a venire a vedere le esposizioni. Lotto per credere che l’arte non invecchi, non sia mai obsoleta, superata, che si rinnovi di continuo. E spero in un futuro che avvicini la gente all’arte, tutta le gente, che l’idea elitaria che aleggia intorno a questo mondo decada. Una grande onda positiva. Che affondi le idiozie, i luoghi comuni, l’ignoranza.

ADESSO VI SVELO I POSTI CHE MI HANNO FATTA SENTIRE BENE DURANTE QUESTA FREDDA PRIMAVERA:

n°10- serata comica di Giancarlo Kalabrugovich – Pino dei Palazzi – a La Pirogue di Castelletto di Cuggiono

n°9- cena a I Due Ladroni, corso Felice Cavallotti, Novara > battutina di carne all’albese, risottino zafferano e zola, crudo San Daniele al coltello con la giardiniera fresca. Un bicchiere di Ruchè.

n°8 Urs Fischer alla Kunsthalle di Vienna. Una bella esposizione delle opere del contemporaneo Fischer, gatti di vetro su un ambiente di specchi, figure antropomorfe di cera con stoppini accesi che ne colano le forme sul pavimento,  due rami appesi al soffitto, supporti di candele accese, che, roteando con movimento circolare, disegno due cerchi di cera. Pali molli e ombre finte.

n°7  E ti ho sposato, di Lily Tuck.

n°6 Cafe Corbaci, Museumplatz, Vienna. Ristorante marocchino arredato con semplicità estrema ma con un tetto di piastrelle decorative sui toni del blu, giallo e turchese e archi a sesto acuto. > pancake agli spinaci, zuppa di ortaggi, lenticchie e cumino, noodles fatti a mano con insaltina misticanza e vinagrette, torta di carote e spezie glassata al limone. Un’ esperienza di cucina autentica.

n°5 “Il rifiuto dei rifiuti” spettacolo teatrale. La storia umana e commuovente del presidio dei cittadini di Buscate, la resistenza contro la costruzione della discarica. People Have di Power.

n°4 Claes Oldenburg al Mumok – museum moderner kunst stiftung ludwig wien, una personale ricca di pezzi di questa poliedrica e geniale figura d’artista. Materiali di recupero, torte giganti, videoinstallazioni, Topolini, guepierre metalliche, lipstick carro armato, enormi posacenere. Toilette in cartone, bozzetti. Una produzione sconvolgente, che ha anticipato i tempi, un artista geniale che ha installato nelle più grandi piazze del mondo i suoi oggetti del quotidiano giganti.

n°3 Il mirtillo a colazione e la verbena al pomeriggio, la rucola coltivata sul balcone, le passeggiate lunghe lunghe la mattina. Il miracolo naturale della fioritura. Non smette mai di emozionarmi. L’aria aperta, anche se piove.

n°2 Marina Abramovic al PAC e il Pop Surrealism curato da Pietro di Lecce all’Art Kitchen e Spazio Orlandi (Milano). Tetralogia della polvere, Casa Bossi (Novara) di Gian Maria Tosatti. C’è del nuovo sotto la pioggia.

n°1 Leopold Museum, Museumplatz, Vienna. Centenario di Gvstav Klimt. E il Belvedere. Con le opere più belle della Secezion e delle Neue Sachlichkeit. Meravigliose le sale dedicate a Klimt e Schiele. Il Palazzo della Secessione.

Ho condiviso con voi lettori tutte le esperienze che mi hanno coinvolta in questa strana e fredda primavera. Nonostante le cattive notizie ce ne sono di buone, e c’è un certo equilibrio fra le cose, ho viaggiato, visto e provato nuove realtà, ho cercato nuove stimoli artistici tutto assieme al mio compagno. La mia amica Camilla ha iniziato la nuova attività di bigiotteria artigianale, con uncinetto creativo, pietre dure e grande creatività. E anche noi abbiamo tante idee che ci ronzano per la testa. Adesso vi saluto, vi ho ubriacati abbastanza; persisto col monito: creatività e positività.

POOR PIG BABY#3

Venerdì 16/12/2011 (dalle 11:00 alle 18:00) si terrà la nuova performance site-specific di Masbedo dal titolo Poor Pig Baby # 3
presso la Cattedrale della Fabbrica del Vapore.

Un workshop sulla produzione di video arte e sull’utilizzo delle immagini nelle performance e nei progetti teatrali.

Il workshop è gratuito, aperto ad artisti, performer, curatori e studenti e lo scopo sarà quello di fondere creatività e tecnica di produzione.

E’ organizzato da MADEINART.

In più potete visitare la mostra di Anish Kapoor, DIRTY CORNER, eccezionalmente aperta fino alle 24.00

TOP FIV5 DI NOVEMBRE ’11

ECCO LA TOP FIVE DEGLI ESERCIZI PUBBLICI
SELEZIONATI PER VOI NELL’ULTIMO MESE
DA ARTISTA GOLOSO

Posizione NR.5
Laboratorio Artistico Note di Carta
(Legatoria con carte pregiate)
Via dei Cautieri, Novara
Nicola vi accoglierà nel suo negozietto con gentilezza e professionalità, unite all’esperienza di quarant’anni di lavoro nel campo della legatoria. Cornici, album rilegati a mano, quaderni, carte di varese e carte francesi, stampe ed esposizione di opere di artisti minori presenti sul territorio. Il posto giusto per scovare tesori.

Posizione NR.4
Tra i caratteristici vicoli medievali di Orta San Giulio, a due passi dal lago, il Ristoro Olina propone una cucina attenta alla tradizione ma con spunti creativi. Eccellenti gli antipasti (come il delizioso petto d’oca affumicato su soncino e scaglie di grana, o il prosciutto aromatizzato al ginepro con mousse di formaggio) gli sformati, le terrine, i carpacci di pesce. Paste fatte in casa, funghi e tartufi d’Alba, che a novembre son di stagione. Ottima la carbonara di salmone e il ragout giallo di scampi.
Il ristoro Olina si trova a Orta, in via Olina, 40
tel 0322.905656

Posizione NR.3
Una pizza cotta nel forno a legna, sottilissima, croccante e ben farcita, con la mozzarella filante.
Non serve andare a Napoli, basta fermarsi al Di Gennaro, ristorante pizzeria, via San Redegonda, 14. Milano.
tel. 02.8053454
Servizio rapido e cordiale, arredamento da vera, semplice, informale pizzeria, con il profumino inconfondibile della buona pizza. Provare per credere.  Vicinissima al Duomo e dalla Galleria Vittorio Emanuele.

Posizione NR.2
A pochi passi da Brera il vero vintage di classe.
Cavalli e nastri, abiti, gioie e pizzi d’epoca.

Borsette e pochette, cappellini, bracciali in bachelite e orecchini con le clip, stupendi soprabiti, abiti e pellicce. Un tuffo nel vintage più raffinato e colto dai primi novecento agli anni ottanta. Rimarrete affascinati dalla capacità di riproporre solo pezzi d’alta classe di questo negozio.
Il cavalli e nastri si trova in via Brera, 2. Milano.
tel 02.72000449

Posizione NR.1
Intimissimi
I negozi aderenti all’iniziativa supervalutano il tuo vecchio reggiseno e ti danno tre euro per ogni capo da utilizzare contestualmente all’acquisto di  un nuovo reggiseno, per te o da regalare.

Il franchising di intimo più conosciuto in Italia, ogni tanto è capace di stupire con trovate intelligenti. Donne! Fino alla fine di Novembre potete dar dentro i vostri vecchi reggiseni di qualsiasi marca e tessuto e contribuirete alla realizzazione di pannelli isolanti e fonoassorbenti per mezzo di materiale riciclato.

Trovi tutte le informazioni su
http://www.intimissimi.it/Regolamento_ITA_Intimissimi_Ricicliamo.pdf

Concediti un completino intimo nuovo e riscopri la tua femminilità: blu navy, nero ebano, verde petrolio, grigio perla e rosa malva, cipria, talco, liquirizia, bianco artico, rosso.  Tu di che colore sei?

qualche consiglio…….

Prova a scrivere i tuoi pensieri su un quaderno di carta bellissima, rilegato a mano….

Ogni giorno fermati cinque minuti in caffetteria per bere un bel marocchino o un buon thè caldo, mentre sfogli un giornale.

Alla sera lo yoga aiuta a distendere i muscoli e le tensioni della giornata. Prima di Natale prenota la sauna e vacci con un’amica, è un rituale che purifica i pori ed elimina tossine, nonché un’occasione valida per stare insieme e confidarsi nell’ambiente soft del legno caldo.

Nutri la pelle del viso e del corpo perchè d’inverno si secca e ha bisogno di esser curata con la crema idratante.

Fatti un bel giro ogni tanto e fai ciò che ti piace: a me piacciono le mostre d’arte e le gallerie. E a te cosa piace?

Non dimenticare di bere molta acqua anche se fa freddo; spremute di agrumi e succo di mirtillo sono alleati per le difese immunitarie e fai una passeggiata ogni qualvolta si presenti l’occasione.

Anche un nuovo bagnoschiuma o una candela profumata possono contribuire al buonumore. Le 3 Rose di Erbolario e la Scented Oils Apple and Cinnamon con me hanno funzionato!

Prenditi il tuo tempo! Dicembre è un mese stressante, ricarichiamo le pile in modo naturale.

bar and grill – restaurant – hash house – fresh food – altromercato @ FINALE LIGURE

ESTATE 2011 – FINALE LIGURE

DOVE E COSA MANGIARE in uno dei borghi più belli d’Italia.
Finale è un comune italiano di quasi 11.000 abitanti, in provincia di Savona, nonché una delle più belle località di tutta la Liguria. L’antico nucleo di Finalborgo era la capitale dello Marchesato di Finale (1162-1797), ed è proprio grazie a questa perla di borghetto medievale che Finale si è aggiudicata la medaglia dei borghi più belli della Penisola.

Altro fiore all’occhiello della cittadina è il mare: uno dei più puliti d’Italia, che, anche quest’anno, ha vinto la Bandiera Blu.
Il clima è ottimo, di tipo mesomediterraneo; passeggiando sul lungo mare s’incontrano le palme, sopravvissute a fatica al tarlo rosso ma molto curate, come tutte le piantumazioni.
In Liguria coesistono in distanze ravvicinate ambienti marini e montani, la sera l’aria è fresca e gradevole e il mare caldo per l’inversione termica; dalla montagna arrivano prodotti freschi biologici come le uve, il vino locale (il Pigato, uno splendido vino bianco fruttato che va servito fresco e si sposa al pescato e alle verdure), le zucchine trombetta, i fichi d’india, i rapanelli, le pere coscia, le cipolle e molti altri vegetali.

E dal mare pesce fresco a chilometri zero: orate, spigole, canocchie, vongole, scampi, triglie, branzini, gamberi viola, ostriche, tonnetti, smerigli, spada, sarde, alici, pesci dagli occhi blu. E molto altro.

Come al solito Artista Goloso ha selezionato per voi i locali dove cenare, pranzare o fare uno spuntino più meritevoli del posto.

Cominciamo dagli spuntini: ogni bar and grill, hash house, baracchino offre sandwich e gelati confezionati, granite con sciroppi al gusto di.. e altre schifezze del genere. Si può magiare ai baretti dei bagni ma non è sano e non fa bene all’organismo, perché quando si fa vita di mare non bisogna affaticare la digestione, né bere bevande gassate, gelate e ricche di zuccheri. Semmai si combatte la disidratazione con acqua e sali minerali, le vitamine della frutta e la fame con pietanze bilanciate. Si fanno più pasti, piccoli nel corso della giornata, specialmente se si nuota.  Si va al mercato e si comprano la frutta e la verdura fresca. E si beve molta acqua.

Per il mare sono ottimi alimenti ricchi di vitamine del gruppo b e alimenti brucia-grassi: il finocchio, il pompelmo, il kiwi, le noci, il prosciutto crudo, il carciofo, l’anguria e il melone, l’uva, le albicocche e le carote (che aiutano la pelle a produrre la melanina), l’orzo, il pane ai cereali. Vi va un panino? fatelo da voi col pane fresco! Pane ai cereali o alla segale e farcitelo con verdure grigliate o insalate, prosciutto crudo o formaggi non stagionati, zucchine trombetta in umido o asparagi al vapore con due belle fette di uovo sodo, del pomodoro fresco condito con olio e basilico.
I carboidrati servono, soprattutto quando si conduce una vita attiva come al mare! Non eliminateli, non privatevene ma non esagerate.
Scegliete con cura quello che mangiate, bisogna nutrisi in maniera corretta. Potete farcela anche in vacanza, basta prediligere i cibi freschi, appena preparati,  rispetto alle stupidate confezionate, alle bibite gassate e ai sandwich surgelati e riscaldati.

La gastronomia La Familiare si trova sulla piazza più grande di Finale, in Piazza Vittorio Veneto II, 21 in pieno centro storico e prepara piatti deliziosi dal 1926. Cucina casalinga e sana con una plusvalenza: potete portarvelo a casa e scaldarvelo oppure mangiare sui tavoli del barsot, direttamente sulla piazza, all’ombra e comodamente, a due passi dagli stabilimenti balneari. Perchè arenarvi in spiaggia allora?

Lì trovate molte pientanze fresche ogni giorno! Lasagne al pesto, melanzane alla parmigiana, alici e patate, insalata greca, nizzarda, mista, deliziose fettine di nasello impanate con pinoli e dorate al forno, carpacci di terra e mare, orzo e farro freddo con pomodorini, mozzarella e rucola, roast beef freddo, insalata russa, insalata di mare o di riso, e un crudo di Parma stupendo.

Focaccia, vassoi, bevande, condimenti a portata di mano, tutto mangiabile al volo, per un pranzo al mare come si deve.
Contattateli al numero +39. 019. 692. 662

E il pesce? Parliamo di ristoranti. Parliamo di cene.


Una trattoria tipica all’italiana, semplice, con arredi che non hanno pretese di coprire insensatamente i bei soffitti secenteschi con stili nuovi, tovaglie a quadri bianche e rosse, belle lanterne e quadri coi nodi da barca che richiamano il mare, sito a pochi metri. Questo posto intimo e accogliente è La Tavernetta.  Si trova nel budello di Finale, in via Colombo al civico 37 ed è consigliato prenotare con giorni d’anticipo (tel. +39. 019. 692. 010, mail. trattoria@latavernetta.eu). Le gestione è familiare; il menù è interamente a base di pesce, se non per sporadiche incursioni di carne o di pasta con pesto, fagiolini e patate (piatto tipico ligure).

Il menù è splendido.
Pesci freschissimi, pescati in giornata, proposti con tutte le cotture immaginabili: ai ferri, al burro, al cartoccio, in umido, alla marinara, crudo e tartare e molte altre. Antipasti delicati, primi come gli spaghetti alle vongole, secondi come le cozze, le orate, le alici fritte.

Noi abbiamo assaggiato la portata più stupefacente e scenografica: il gran crudo di mare. Un tripudio su due piani di pesce crudo, servito con trito di ghiaccio per non che si scaldi durante la consumazione della cena, olio di taggiasche d.o.p., abbondante limone da spremere se piace e sale rosso da macinare al momento. Ve lo consiglio con tutto il cuore. Bè, è chiaro che deve piacere il pesce crudo, ma se lo gradite è il modo migliore di sentire i sapori veri dei pesci. Sarde, trigliette, carpaccio di tonno a pinne gialle e di spada, ostriche, vongole, branzino, canocchie arrostite e cappesante alla piastra. Penso di non aver mai mangiato un crudo di mare più buono e delicato, ottimo ed egregiamente presentato, perché non si mangia solo con la bocca, ma anche con gli occhi. Il coinvolgimento emotivo è assicurato. I prezzi sono assolutamente abbordabili, considerando che le materie prime sono di alto livello.


Visitate il sito
www.latavernetta.eu

L’altra cena di cui vi parlerò è quella al Ristorante Il Sogno, una location sobria e lussuosa, di grande atmosfera. Lo trovate sulla strada per Final borgo, via Brunenghi al civico 151. Cenerete in giardino, a lume di candela, con luce indiretta, su tavoli tondi splendidamente apparecchiati con tovaglie di cotone di raso lucido, lunghe, sedie con schienali di ferro battuto e comode sedute. Il servizio è di classe come l’ambiente. Il cibo all’altezza, anche se deve ricercare costantemente la perfezione e la presentazione senza acciacchi, a differenza della trattoria che deve ricercare più il sapore e la genuinità.

Cosa abbiamo scelto? Delle trofiette fresche con la gallinella, le cozze nostrane e le vongole. Ogni sapore era leggibile, nonostante fossero splendidamente legate. Gli scamponi gratin al profumo di limone e delle verdurine grigliate quasi confit, delicati e sorpendenti. Il fritto di pesci locali, fritto in padella come vuole la tradizione, non in friggitrice. Un pò meno croccante ma sicuramente più gradevole e per nulla bruciacchiato. Di classe anche l’idea dell’appetizer ad inizio cena, due bei pesciolini dagli occhi blu dorati. Stesso Pigato, sia alla Tavernetta che al Sogno, O Mai Ben. Un vino eccezionale, che non ha nulla da invidiare ai nostri bianchi piemontesi meno strutturati e più aromatici. Costo medio alto, ma giustissimo dato il contesto, il servizio e le pietanze. Vi consigliamo il Sogno per l’apice romantico della vostra vacanza.
Prenotate anche lì, per non rischiare di trovare il pienone: tel. +39. 019. 695. 472  cell. 349. 5282014

Infine volevo segnalarvi un posto davvero speciale. Unico. Che ha aperto da poco, ma che già sa farsi notare per la formula innovativa ed etica. Sì etica, avete capito bene. Questo locale vicinissimo al mare è Ubuntu, bar del mondo. Ubuntu vuol dire io sono perché noi siamo, un’antica espressione del popolo Zulu, che racchiude il senso di comunitario, dove ognuno dipende dagli altri, ogni cosa è condivisa e nessuno è escluso. Bellissimo vero? “UBUNTU E’ L’ESSENZA DELL’ESSERE UMANO; é parte del regalo che l’Africa farà al mondo. Ha in sé l’idea di ospitalità, di cura per il prossimo e come fine il bene degli altri. Noi crediamo che una persona sia tale solo attraverso un’altra persona, e che l’umanità è raggiunta se  legata indissolubilmente con la vostra. Quando non riconosco la vostra dignità di esseri umani, allo stesso tempo nego la mia. Un essere umano solo è una contraddizione in termini. Per tanto bisogna lavorare per il bene comune perché la vostra umanità appartiene all’umanità stessa.” Così si è espresso l’arcivescovo Desmond Tutu sul concetto di fair trade e sul significato di Ubuntu. L’ Ubuntu bar del mondo di Finale è un ritrovo sociale, un bar equo e solidale, dove potete scegliere tra una vasta gamma di prodotti del Commercio Equo, di Cooperative Sociali e piccolo produttori locali da consumare in tutta tranquillità. Si trova in Via della Concezione al civico 59, ha un ambiente coperto ed un barsot sul lungomare, con tavoli per fare l’apericena o bere qualcosa e divanetti in rattan e banano dove fare lo stesso, o semplicemente chiaccherare in un ambiente dal sapore etnico. Siamo stati accolti con estrema bontà e gentilezza, e questo ci ha fatto sentire inseriti in un contesto umano profondo, fatto di rapporti saldati come corde tessute dalla condivisione, dalla parola, dal sorriso, dalla gestualità. Essere grati fa bene, perché il bene è contagioso. E far del bene è altrettanto sacrosanto. Strano fermarsi in un bar e provare questi sentimenti? Questo è Ubuntu. Stesso è comprare un prodotto Altro Mercato, perché, oltre ad essere buonissimo, è anche una scelta etica, perché il denaro che usiamo per pagarlo non va nelle tasche delle corporation che detengono lo stra potere e strozzano i piccoli produttori. Serve a sostenere il lavoro delle cooperative sociali e delle agricolture più piccole ma più controllate e che non sfruttano le risorse umane.
I prodotti usati per l’apericena sono tutti a chilometri zero. In cosa consiste l’apericena? Una bevanda a scelta (come la birra biologica o l’aperitivo analcolico Soave, con spremuta di frutta fresca) e un bel piatto misto che cambia ogni sera ad un prezzo giustissimo: 7.50 euro. Noi abbiamo assaggiato la focaccia alle verdure con ricetta del libano, la salsina ai peperoni, i nodini di pasta di kamut su frittatina al forno e le bruschette al pomodoro fresco con origano e basilico. E poi un piatto unico a base di zucchine trombetta, uova strapazzate alla cannella, riso thai e fagioli neri allegri. Mangiando e bevendo abbiamo goduto di uno splendido concerto di musica klezmer live. Il gruppo che ci ha deliziati con la loro musica tradizionale ebrea dei balcani con incursioni spagnole si chiama Demoa Ensemble e ci hanno fatto innamorare di questo genere musicale con fiati, chitarra, basso e percussioni.

Visitate il sito
www.barequoubuntu.com

I quattro locali che volevo segnalarvi sono questi. Concludo così il mio articolo sulle cucine da provare a Finale e vi invito a postare i vostri commenti e a provare voi stessi!

Non dimenticatevi che la cena o il pranzo possono essere un’occasione di scambio e di interazione con i vostri familiari e amici, che la conoscenza si accresce anche chiedendo e comunicando con i gestori dei locali dove vi fermate e che vanno rispettati per la loro umanità oltre che per il loro lavoro. E che il cibo è sacro, va assaporato e mai sprecato. Girate per le botteghe e per i mercati, avvicinate le narici alla frutta e odoratela, osservate la freschezza degli ortaggi, imparate ed utilizzare i sensi quando interagite con le sostanze. E concedetevi uno strappo: una fetta di cocco o di melone, un bel bicchiere di vino bianco fermo, un grappolo d’uva nera, un gamberone crudo, un bel trancio di focaccia ligure. Queste sono esperienze multisensoriali che coinvolgono l’essere umano, perché l’azione del cibarsi non prevede solo di riempirsi lo stomaco, ma anche e soprattutto, quello di godere del piatto, del sapore, della consistenza, del profumo. Buttando giù a bocca larga come le oche nessuno può rendersi conto di quanto amore c’è nella preparazione di un prelibato boccone.

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DECOMPRESSIONE

E’ stato un periodo pregno di attività. Il mese di luglio è trascorso in un lampo, tra mille attività di rinnovamento della mia casa. Prima il colore alle pareti di cui vi accennavo negli scorsi post, poi il montaggio della sala, l’inserimento dei bicchieri di mia nonna, il servizio da caffè, e quelli di nuova fattura made in ikea per tutti i giorni. Una grande pulizia della cucina che è rimasta la stessa, ma così linda che la si può leccare. Ho ripreso anche a dipingere di gran lena. A farmi lunghe passeggiate associate ad un nuovo regime alimentare volto al perdere qualche chilo; sì, mi libero della zavorra per stare meglio. Mens sana in corpore sano.

Sto decomprimendo. Esami finiti, lavori di casa finiti, più tempo per me e per la pittura. Mi sento bene e felice per gli obiettivi raggiunti. Il mio impegno odierno è la tela: tela di cotone fino da un metro per uno, trattata con gesso acrilico, sulla quale ho realizzato una composizione di tipo piramidale nella quale compaiono una famiglia di acrobati con babbuino, un piatto di albicocche mature, una vaso con rami di mandorlo fioriti. La sto dipingendo ad acrilico a velature, una nuova sfida che verte sulla figura e sull’atmosfera, molto diversa dalle campiture dense e materiche dei miei soliti lavori, quelli che seguono il mio mood informale. Questo ritorno alla figura è un allontanarmi e tornare, andare via e rientrare; la mia ricerca più che muoversi su una retta compie vari giri. Non accantono mai, anche quando vado avanti e sviluppo una tendenza; irrimediabilmente sento nostalgia e mi cimento di nuovo in vecchie tecniche alle quali conferisco una nuova luce, verve.

Con questa tela omaggio tre grandi maestri, che ho conosciuto con amore da molti anni e ho ammirato dal vivo: Picasso, Cezanne e Van Gogh. Do uno sguardo all’indietro, al moderno, per andare avanti, reinterpreto con ammirazione, a modo mio, con la mia mano. Un tributo fa bene. E non vedo disgiunta la mia produzione, non credo che sperimentare ancora allontanandomi dalla mia ricerca significhi fare bruschi salti concettuali inutili, semmai interpreto quest’esperienza come doverosa, sentita, umile, quindi utile, anche se mi allontano dal mio tracciato.
Nel disegno osservare Schiele e gli espressionisti, Kirchner, Hegel, Nolde, Klimt e il nouveau, mi è servito molto ad usare la linea in modi nuovi e ricchi, mi ha fatto scoprire il mio modo di disegnare caratterizzante. Ecco perchè in pittura mi serve questa nuova tela, per cercare nuove vie pittoriche più vive ed efficaci. Il mio feeling col colore è un rapporto consolidato. Con la figura ci sto ancora lavorando, un percorso duro ma che amo e continuerò nel tentativo di migliorarmi, sempre. Ammettendo i deficit, con severa autocritica: questo serve, sapere di avere difetti ci consente di migliorarci. La pittura è la cosa che amo di più, perciò le devo rispetto.

E’ un periodo di cambiamenti, sperimentazioni, particolarmente felice. Lo sfrutto per guardarmi dentro e migliorare ciò che faccio, solo tendendo alla perfezione le nostre imperfezioni diventano stupende.

Anche la cena di sta sera mi è piaciuta, nella sua semplicità, un insalatina di cicoria, spinacino e rapanelli con un carpaccino di vitello e pane integrale e sono grata per la mia vita, per il cibo che ho mangiato, per ciò che ho fatto questa settimana sulla tela. Tutto sembra respirare all’unisono con me, il basilico sul balcone che tende le foglie al cielo, i miei passi sulla strada, la meliga alta, l’acqua dei cavetti, l’ombra nei boschi, questa notte stellata. Mi sento piccola e grande insieme, un piccolo essere vivente che sgomita assieme agli altri dicendo “ci sono!” ed una grande persona capace di amare e sentire nel profondo, sentire le piccole cose e le grandi emozioni della vita, capace di emozionarsi la mattina sentendo l’aroma del caffè, baciando il mio uomo, grata delle sue spalle e delle sue parole.

Ogni cosa risplende ed io risplendo con esse.

Decomprimo, respiro, è come tornare in superficie dopo una nuotata, un lungo respiro alla vita. Questa tela sarà preziosa, il risultato non è importante, non quanto le mie emozioni.

CAMILLA E BEPPE, VERDE SPERANZA

CAMILLA E GIUSEPPE

Altro matrimonio per la vostra beneamata, le nozze degli amici Camilla Della Grotta e Giuseppe Grassi, che si sono svolte al comune di Castano il 9 luglio 2011.
Una splendida giornata! Nonostante le due gocce del giorno precedente il tempo ha tenuto. Qui niente wedding planner, perché lo abbiamo fatto noi: la sposa col mio piccolo aiuto e quello di molte altre persone che si sono attivate, mettendo in circolo la solidarietà. Con un vero e proprio spirito collaborativo in molti hanno contribuito, con ciò che potevano, alla buon riuscita di questo sabato di nozze.


Chi ha fatto un pensiero, chi ha portato gli strumenti e si è messo a suonare dal vivo una session di jazz di tutto rispetto (Della Grotta’s) , chi ha truccato e pettinato la sposa, chi ha inviato il buquet d’oltreoceano, chi, come me, ha preparato la sua macchina con nastri e tulle in tinta e ha fatto da autista, ma senza tassametro! Ha fatto bene ad ognuno di noi regalare  qualcosa di concreto per rendere godibile e bella la giornata. Le foto professionali sono ad opera Gianotti-Rezk, la grafica delle partecipazioni il regalo di Divisione Grafica di Alberto Gaviani. La cerimonia si è svolta nella villa del comune di Castano Primo, una splendida sala affrescata con lampadario in cristallo e porta vetri che si apre sul parco esterno. Ma a questa coppia di sposi non frega nulla di questi dettagli chic. Pensate all’idea brillante che hanno avuto: hanno aggiunto un biglietto alle partecipazioni nel quale chiedevano di non lanciare riso all’uscita ma di raccoglierlo nelle cassette poste fuori dalla sala, in cambio del sacchetto di riso o pasta gli invitati avrebbero preso uno dei coni di carta colorata pieno di coriandoli da lanciare all’uscita di Beppe e Camilla. Tutto il ricavato (in cibo vero) è stato devoluto ad una onlus locale che si occupa di mandare aiuti ad alcune popolazioni peruviane.
Niente chiccherie, ma semplicità ed informalità, questi i requisiti delle nozze, che preferivano i parenti e gli amici vestiti come in un giorno qualsiasi che in giacca e cravatta. La sposa era bellissima. Truccata da Jessica Lupia e acconciata di Saretta Testa, vestiva un abito in fantasia geometrizzante di gusto afro verde petrolio-bruno. Taglio a sirena, con coppa impero sul decoleteè. Orecchini e bracciali in legno e ottone. Il mazzo (ragalo di mamma Patrizia) era un tripudio di girasoli. Anche le scarpe erano sicuramente originali, delle zoccole in legno con tacchetto, basse, dato lo stato interessante della sposa, che aspetta Alice!
Lo sposo vestiva un semplice pantalone color caffè, una camicia bianca, cravatta e anfibi con le stringhe rosse. Uno sposo che ha sempre detto “mi sposo con gli anfibi!” detto-fatto. Una bella coppia. Che sta per diventare famiglia e che se ne frega dell’etichetta, ma che pensa sempre al sociale.
Il clima leggero e allegro si è protratto fino al ristorante. Una location insolita, alla Playa di Val Verde, il campeggio a Ticino, sponda galliatese, anche se tecnicamente si trova a Robecchetto. Si è mangiato molto bene, menù semplice che è piaciuto a grandi e piccini. Torta nuziale alle creme sotto il barsot, fiumi di vino bianco e delizie come i tortiglioni con funghi e tartufo e gli scamponi alla griglia.  La piscina ha consentito ai più impavidi un bagno nel tardo pomeriggio. I bambini erano entusiasti, tranne le piccola Matilde che non aveva il costumino, ma si è divertita lo stesso a giocare all’aperto; questo matrimonio e la piccola Alice in arrivo fanno di lei la zia più giovane. Le bomboniere sono state realizzate a mano dalla sposa.

A Titty e Didi, i testimoni, sono state regalate due belle fate del cosmo, verdi come l’abito della sposa. L’allegra ed eterogenea compagnia ha fatto festa per dodici ore. Fino in serata. Gli sposi, raggianti, sono partiti subito per la luna di miele, destinazione Lignano sabbiadoro. Con gli auguri di tutti per la loro vita insieme.

date uno sguardo a:le foto di nozze (se non vi si apre la pagina, cliccate una delle foto nel riquadrino in alto a destra! è il mio album flickr, in questo modo le visualizzate senza problemi. buena vista)

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