MOSTRAMILANO 2014
Qualche suggerimento su ciò che c’è da vedere a Milano nei primi mesi del 2014
Milano _ Palazzo Reale
fino al 27 aprile 2014

Kandinsky – La collezione del Centre Pompidou

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Il viaggio artistico e mentale di uno dei padri dell’arte astratta attraverso tutte le tappe del suo percorso. A cura di Angela Lampe – storica dell’arte nonché curatrice e conservatrice del Centre Pompidou di Parigi – e in collaborazione per l’Italia con Ada Masoero, la mostra è una grande retrospettiva monografica che presenta oltre 80 opere fondamentali dell’arte di Kandinsky in ordine cronologico.
Milano _ Palazzo Reale
fino al 9 febbraio 2014
Il volto del Novecento, da Matisse a Bacon
Capolavori del Centre Pompidour

Il ritratto, uno dei generi fondamentali della pittura, nel corso del Novecento non è scomparso con l’avvento dell’arte moderna ma, al contrario, è stato elaborato in modo del tutto personale da grandi maestri quali MatisseModiglianiPicassoBacon, sino all’iperrealismo di Chuck Close.

La straordinaria mostra “il volto del 900, allestita nelle suggestive sale di Palazzo Reale a Milano, raggruppa 80 capolavori fra i più importanti e significative del patrimonio artistico mondiale, provenienti dalla collezione del Musée national d’art moderne del Centre Georges Pompidou di Parigi.

Capolavori assoluti di artisti celebri come Henri Matisse, Bonnard, Amedeo Modigliani, Magritte(il cui celeberrimo Lo stupro con il volto-nudo femminile è l’immagine della rassegna), Suzanne Valadon, Maurice de Vlaminck, Severini, Francis Bacon, Robert Delaunay, Brancusi, Derain, Max Ernst, Miró, Léger, Adami, Pablo Picasso, Giacometti, Dubuffet, Fautrier, Baselitz, Marquet, Tamara de Lempicka e molti altri ancora, è esemplare nella selezione delle opere e degli artisti. La mostra di Milano a Palazzo Reale rivela infatti come il genere del ritratto sia rimasto, nel corso del Novecento, il sismografo delle rivoluzioni artistiche che hanno attraversato il secolo.

Milano –  Corso Venezia, 55 – Museo Civico di Storia Naturale
fino al 13 aprile 2014
BRAIN
Il cervello. Istruzioni per l’uso. 
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Allestita nel Museo Civico di Storia Naturale, ad oggi il più grande museo di storia naturale d’Italia e tra i più importanti d’Europa, la mostra, prodotta dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE e Codice. Idee per la cultura, è a cura di Rob DeSalle, condirettore dei Molecular Systematics Laboratories e curatore dellaDivisione di Zoologia Invertebrati dell’AMNH; Joy Hirsch, direttore delProgram for Imaging & Cognitive Sciences e professore presso laColumbia University; Margaret Zellner, neuro scienziata comportamentale e psicoanalista, professore associato presso The Rockefeller University.

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Il visitatore sarà accompagnato alla scoperta dello stupefacente strumento che è il cervello e delle immense potenzialità e capacità che esso ci offre, da un coinvolgente allestimento sensoriale con exhibit, installazioni, giochi e filmati: un omuncolo di quasi due metri mostra quanta parte del cervello sia dedicato al senso del tatto; un’opera video multimediale in cui un cervello in resina chiara mostra le aree funzionali che si accendono nella mente di una ragazza che sostiene un provino di ballo; uno schermo dei movimenti neuronali che evidenzia le modalità di connessione e comunicazione delle cellule cerebrali tra di loro; un modello dell’area sottocorticale del cervello – la regione che include le parti più “antiche” del cervello – che illustra la modalità attraverso cui il cervello elabora il linguaggio, la memoria e il processo decisionale; e, per la prima vola in un museo, un impianto di stimolazione cerebrale profonda.

Brain. Il cervello: istruzioni per l’uso è suddivisa in sette sezioni:
Intro>Dopo essersi imbattuti in un cervello umano conservato i visitatori passano attraverso un’installazione di Daniel Canogar che simula l’attività dei neuroni con un sistema luminoso. L’opera – quasi settecento chili di fili elettrici appesi a una struttura che si estende per oltre dieci metri – è stata creata usando materiali riciclati.
Teatro Introduttivo; Cervello Sensibile; Cervello Emozionale; Cervello Pensante; Cervello Mutevole; Cervello del Futuro.
Infine, i visitatori hanno la possibilità di rilassarsi sprofondando sulle sedute biomorfe della Lounge del cervello per sperimentare il sorprendente finale della mostra: delle proiezioni fluttuanti di immagini di risonanza magnetica che raccontano la storia di quattro persone: un’interprete delle Nazioni Unite che passa incessantemente dall’arabo all’inglese, un musicista di musica classica che suona; una rock star che si esibisce e un giocatore di basket che in campo si muove in risposta alle azioni di gioco. Osservando le immagini delle risonanze magnetiche, i visitatori riescono a intravedere come potrebbe funzionare il loro stesso cervello in situazioni simili.
Per info e costi:  02 54911

Museo del Manifesto Cinematografico di Milano
fino al 7 febbraio 2014
Il mito: da Guerre Stellari a Star Wars

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Un evento unico nel suo genere, una mostra dedicata a tutti gli appassionati della saga di Star Wars realizzata proprio dai fans più sfegatati e da gruppi di costuming ufficiali che per la prima volta mettono insieme le loro preziose collezioni per condividerle con il grande pubblico. Una mostra realizzata per i fans dai fans di Guerre Stellari (per i meno giovani che ancora la chiamano così) e Star Wars (per i più giovani che la chiamano così).
Per la prima volta in Italia, grazie alla collaborazione della 501st Legion e dellaRebel Legion, gli unici due gruppi di costuming mondiali che grazie all’accuratezza dei costumi e alla serietà dimostrata sono stati riconosciuti direttamente da Lucasfilm come “testimonial Star Wars”, e al supporto dell’associazione Galaxy, tutore della fondazione “bettola di Yoda” con una collezione che conta più di 15.000 oggetti, il Museo del Manifesto Cinematografico mette in mostra fedelissimeriproduzioni di costumi, robot e oggetti di scena, gadgets, diorami, autografi degli attori protagonisti, libri, figurine, poster, spade laser, stupende action figures: dai recenti collectibles alle “antiche” memorabilia che dal lontano 1977, anno dell’uscita del primo film, ad oggi hanno costruito il mito di Star Wars.
Tutte da ammirare anche le magnifiche action figures provenienti dalla Collezione Animetoys di Milano. Tra un cimelio e l’altro saranno anche esposte repliche perfette dei costumi di scena proveniente dai fornitissimi guardaroba dei membri della  501st Legion e della Rebel Legion: dall’inquietante figura nera di Darth Vader alle armature bianche di Stormtrooper e Clonetrooper, a costumi di spietati cacciatori di taglie e nobili cavalieri Jedi.

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Una vera chicca è la Cameretta dello Jedi: grazie alla collezione proveniente dallaBettola di Yoda, da cui proviene gran parte del materiale esposto in mostra, viene ricreata la cameretta dei sogni di qualsiasi appassionato di Star Wars: dal copriletto ai poster, dalla lampada al bicchiere fino allo scendiletto, tutto ma proprio tutto quello che non dovrebbe mancare nella camera tetta di un vero fan. Durante tutta la durata della mostra si terranno presso la Sala Cinecittà del Museo Fermo Immagine incontri a tema, proiezioni, giochi, tavole rotonde, presentazioni di fan film e tante sorprese.

Cuore della mostra saranno i manifesti cinematografici: edizioni rare, americane originali, provenienti da tutto il mondo e in tutti i formati. Un vera chicca: i manifesti più famosi, come quello del primo film, prenderanno vita in allestimenti 3D grazie all’esposizione dei costumi di scena e dell’oggettistica presente nell’immagine del manifesto stesso.

Una mostra nella mostra: Omaggi!
Grazie alla collaborazione di Pseudostudio di Milano saranno esposte tavole di importanti disegnatori di fumetti e illustratori che rendono omaggio all’universo di Star Wars con la loro arte raffinata.
– Nello shop interno al museo sarà possibile trovare numerosi oggetti a tema Star Wars, dalle action figures ai set LEGO®, dalla calamite alle t-shirts e molto altro.
– Star Wars, i personaggi, costumi, e tutti i relativi elementi sono proprietà intellettuale di Lucasfilm.

Milano – Museo del Novecento
fino al 9 marzo 2014
Quadri che costano come Sputnik
Rotocalchi italiani e boom del mercato dell’arte in Italia nei primi anni ’60
A cura di Mariella Milan

Sulla scia del miracolo economico, la prima metà degli anni Sessanta vede lo sviluppo, in Italia e in particolare a Milano, di un mercato dell’arte moderna adeguato agli standard internazionali, mentre il collezionismo d’arte sembra potersi espandere a nuovi strati sociali, tanto da rappresentare, per un breve momento storico, una più appetibile alternativa ad altre, tradizionali, forme di investimento.
Il fenomeno trova ampia risonanza nei periodici di attualità illustrata, i cosiddetti rotocalchi, che, essendo il prodotto editoriale a più ampia diffusione – proprio in questo periodo raggiungono la loro massima tiratura prima del declino causato, già alla fine del decennio, dall’imporsi del mezzo televisivo – offrono un filtro prezioso per esaminare, nell’ottica della ricezione da parte del grande pubblico, la situazione del mercato e l’immagine dell’artista in un arco cronologico breve ma intenso.Attraverso tre sezioni tematiche, si raccontano per immagini i modi e i formati attraverso i quali le riviste non specializzate informano e educano un pubblico di massa, ottimisticamente visto come potenziale serbatoio di aspiranti collezionisti, e lo mettono in guardia contro le insidie di un settore considerato inaffidabile. Nelle rubriche di critica si infittiscono le notazioni sul mercato, mentre sono frequenti, in quelle di gossip e costume, le notizie dal mondo dell’arte; concorsi a premi mettono in palio opere di maestri del Novecento e largo spazio trovano reportages e inchieste che illustrano ai lettori – con spirito didattico o polemico – la situazione del mercato, dalla rete delle gallerie al sistema di valutazione a punti, dai maestri storici ai giovani artisti più quotati.Sull’onda della prima vendita all’incanto della neonata Finarte all’Angelicum e delle due grandi aste d’arte moderna della Galleria Brera, l’autunno del 1961 vede il diffondersi, nella “capitale morale”, di una vera e propria moda. Se fino ad allora le aste modernamente organizzate erano state appannaggio delle case inglesi, francesi e americane, in questa stagione le vendite milanesi offrono alla borghesia meneghina un nuovo gioco di società, che i rotocalchi raccontano con voce ora divertita ora nostalgica.In questi stessi anni prende forma l’esperimento di vendita rateale condotto da Ivanhoe Trivulzio, figura sui generis di mercante milanese che, secondo una visione democratica e utopica delle future prospettive del collezionismo, propone a un pubblico di operai e impiegati la sua “rateale del quadro”.In occasione di questa piccola panoramica storica, il Museo del Novecento ripropone un’opera di Antonio Recalcati, acquistata dal Comune nel 1961 in seguito alla segnalazione della giuria dell’XI Premio San Fedele. La sua Figura d’uomo, parte della fortunata serie delle Impronte, è rappresentativa di un certo filone della ricerca figurativa di quegli anni e di un artista considerato all’epoca una delle più brillanti promesse della giovane pittura milanese.
Milano – Fondazione le Stelline di Corso Magenta
fino al 23 febbraio 2014
Jean Marie Barotte
NEROCENERE
Una mostra antologica ripercorre l’opera dell’artista italo-francese.
La mostra, curata da Chiara Gatti, è ricca di un centinaio di opere – fra pezzi storici e lavori recenti, fra carte e tele – e indaga la riflessione di un autore che ha saputo coniugare pittura e letteratura, ragionando sempre sul doppio registro del colore e della parola. Parola spesso intesa come evocazione di una scrittura dell’anima, di un messaggio inconscio, di una calligrafia arcaica, tracciata nella polvere della materia e depositata sulla tela. Materia che, come suggerisce il titolo della mostra, è cenere, è il risultato di una combustione lenta, di un processo di erosione, cancellazione e trasformazione di una sostanza in un’altra.
In composizioni piccole come breviari o più ampie, spaziali come alcune installazioni ideate in funzione della mostra milanese, Barotte sposa anche la sua doppia origine, in bilico fra Italia e Francia, terre e culture ugualmente presenti nella sua formazione, mai disgiunte in trent’anni di ricerca inesausta.
La mostra è promossa dalla Fondazione Stelline in collaborazione con l’Associazione Culturale T.Art e con il patrocinio dell’Institut français Milano.
Ingresso gratuito, aperta solo i martedì e la domenica dalle 10,00 alle 20,00.
Milano – Museo del Risorgimento – via Borgonuovo 23
fino al 16 marzo 2014
Belle Epoqué: il Segno elegante di Dalsani
Mostra organizzata e promossa da Comune di Milano | Cultura, Polo Raccolte Storiche e Case Museo in collaborazione con Museo Nazionale del Risorgimento di Torino e il contributo di Associazione AMICHAE | Amici di Palazzo Morando e Palazzo Moriggia.
Illustratore e caricaturista, Giorgio Ansaldi (1844-1922), in arte Dalsani, fu uno dei disegnatori più acuti del panorama artistico a cavallo tra Otto e Novecento. Versatile negli interessi e acuto osservatore della società a lui contemporanea, Dalsani collaborò con le principali testate periodiche umoristiche e di costume del tempo.
Il Museo del Risorgimento di Milano e il Museo Nazionale del Risorgimento di Torino sono protagonisti del progetto dedicato al maestro piemontese. Presso le due sedi, Palazzo Moriggia e  Palazzo Carignano, sono allestiti due distinti percorsi volti a presentare le diverse anime dell’artista e gli ambiti in cui operò.
A Milano il percorso espositivo si articola in sezioni tematiche che affrontano il tema della moda, della società del tempo, del nuovo ruolo assunto dalla donna, della diffusione delle riviste periodiche e del progresso delle tecniche di stampa.
In mostra, documenti appartenenti alle Civiche Raccolte Storiche, alla Civica Raccolta delle Stampe “Achille Bertarelli” – dove è conservato il Fondo interamente dedicato a Dalsani donato dagli eredi –  e opere provenienti dallecollezioni torinesi.

MOSTRAMILANO 2014

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