TOP TEN DI PRIMAVERA

Ecco la mia personale top-10 delle uscite migliori di primavera.

Vi lascio un traccia dei posti  che visitato, che mi hanno coinvolta, affascinata, divertita e saziata negli ultimi mesi. Credo che condividere le esperienze belle ed elevanti possa far bene agli altri, in un momento così cupo e difficile per tutti. Terremoti, bombe, terrore, sudditanza psicologica, malattie, brutto tempo, crisi economica, tutti elementi che gravitano nelle nostre vite e ci abbattono di negatività. La chiave di volta per uscire dalla crisi non è chiuderci a riccio, ma fare di tutto per conoscerci, parlarne, vivere le giornate non lavorative in modo tale che ci donino svago e felicità. La cultura della quale ci hanno depauperato nell’ultimo decennio va rispolverata, rinnovata, ricreata su nuove fondamenta. Ci hanno lobotomizzati. Ieri parlavo con due ragazzi conosciuti in un bar e cercavo di spiegar loro che nel resto d’europa ho respirato un clima di apertura mentale, ho visto strade e spazi urbani più puliti, gallerie gestite da giovani, palazzi antichi perfettamente mantenuti che svettano a fianco di costruzioni ultra contemporanee dove l’arte è valorizzata con garbo. E che l’arte vive lo spirito del nostro tempo, è quindi controproducente la mentalità retrograda italiana per la quale arte coincide con il passato remoto. Secondo i ragazzi l’Italia va bene così, perchè cosa ce ne frega di avere le strade pulite quando l’importante è solo l’igiene personale, l’eccellenza nel vestire, lo status di possedere belle macchine. Per me questo denota una grande inciviltà, ciò che non è mio, che è collettivo può essere insozzato, il mio giardinetto resta pulito e con l’erba a filo, ma al di là del muro di cinta anche se ci sono merde di cane e cartecce e sacchi della munezza divelti non è mica un mio problema, prima o poi qualcuno verrà a pulire. Il tedesco medio ha cura degli spazi urbani ma si fa la doccia una volta alla settimana. I ragazzi sostenevano questo. E’ molto imbarazzante che si facciano paragoni su queste cose, sono importanti entrambe, non è che una cosa esclude l’altra. Quando non si arriva a comprendere neppure cose basilari di questo tipo e le persone si ergono ancora su troni puntando il dito sul tedesco coi sandali, sul francesce mangia baguette senza bidet in bagno, sull’ucraino poveraccio, siamo ancora ai luoghi comuni maledetti che ci rendono gli zimbelli d’europa. E’ la mentalità che eleva, non importano le differenze ma le cose comuni, non importa il passato, ma il futuro. Un futuro dove l’unione delle persone e delle culture porterà ad un clima di progresso, dove i cittadini europei detteranno un gusto, un mood, che abbraccerà i settori economici, l’architettura e l’urbanistica, la moda e la cucina, le arti applicate, le forme di comunicazioni, le risorse, le energie, tutto. Ma i ragazzi italiani si nascondo dietro ad un dito. Non possiamo lamentarci delle generazioni di dinosauri che non ci mollano le poltrone e gli incarichi nel lavoro, quando noi siamo come loro, siamo peggio di loro. Retrogradi, proiettati nel verso contrario, con un costante atteggiamento di superiorità. Ma in Italia siamo fermi!!!!! <E il mondo va avanti. E va avanti a grandi passi, anzi corre! Nonostante le considerazioni che mi ha suscitato la chiaccherata coi ragazzi, è sempre interessante comunicare. Anche se si hanno posizioni contrastanti bisogna comunicare, perchè le idee degli altri ci fanno giungere a nuove consapevolezze. Ci fanno riflettere, capire, anche se chi ha salde convinzioni è difficilmente plasmabile. Ma la comunicazione è alla base delle società evolute. Dobbiamo farlo per venire fuori dalla crisi sociale. E per comunicazioni non intendo postare qualche cagata su face book o su twitter, intendo parlare con la gente, face to face, soprattutto con gli sconosciuti, perchè potrebbero anche illuminarci. E poi vi do un altro bel consiglio: uscite e andate a vedere qualche mostra. La comunicazione delle arti visive è sempre un’esperienza che eleva l’uomo, anche quando vi sentite inadatti, quando vi scusate dicendo che voi non ne capite niente. Non serve aver studiato per affrontare con esuberanza un’esperienza visiva! Gli occhi ce li abbiamo tutti. Non abbiate paura dei musei, delle gallerie, entrateci, non mordono! Ognuno vede a modo suo ed interpreta a modo suo, non c’è un “cosa dovevo vedere?” e neanche un “cosa voleva dire l’artista?”, l’arte non va spiegata, va vissuta. I ragazzi di ieri mi hanno stupita dicendomi che non avevano mai conosciuto una pittrice. Ed io che mi definisco, con un pò di presunzione, artista più che pittrice in senso stretto, sono rimasta davvero colpita. Le persone non possono accettare l’arte oggi, se non la immaginano neanche, se va al di là delle loro capacità mentali. Ecco perchè celeste, terna e tutti i premi non sono sufficienti, ecco perchè gli ambienti espositivi e la pubblicità non bastano per invogliare la gente a venire a vedere le esposizioni. Lotto per credere che l’arte non invecchi, non sia mai obsoleta, superata, che si rinnovi di continuo. E spero in un futuro che avvicini la gente all’arte, tutta le gente, che l’idea elitaria che aleggia intorno a questo mondo decada. Una grande onda positiva. Che affondi le idiozie, i luoghi comuni, l’ignoranza.

ADESSO VI SVELO I POSTI CHE MI HANNO FATTA SENTIRE BENE DURANTE QUESTA FREDDA PRIMAVERA:

n°10- serata comica di Giancarlo Kalabrugovich – Pino dei Palazzi – a La Pirogue di Castelletto di Cuggiono

n°9- cena a I Due Ladroni, corso Felice Cavallotti, Novara > battutina di carne all’albese, risottino zafferano e zola, crudo San Daniele al coltello con la giardiniera fresca. Un bicchiere di Ruchè.

n°8 Urs Fischer alla Kunsthalle di Vienna. Una bella esposizione delle opere del contemporaneo Fischer, gatti di vetro su un ambiente di specchi, figure antropomorfe di cera con stoppini accesi che ne colano le forme sul pavimento,  due rami appesi al soffitto, supporti di candele accese, che, roteando con movimento circolare, disegno due cerchi di cera. Pali molli e ombre finte.

n°7  E ti ho sposato, di Lily Tuck.

n°6 Cafe Corbaci, Museumplatz, Vienna. Ristorante marocchino arredato con semplicità estrema ma con un tetto di piastrelle decorative sui toni del blu, giallo e turchese e archi a sesto acuto. > pancake agli spinaci, zuppa di ortaggi, lenticchie e cumino, noodles fatti a mano con insaltina misticanza e vinagrette, torta di carote e spezie glassata al limone. Un’ esperienza di cucina autentica.

n°5 “Il rifiuto dei rifiuti” spettacolo teatrale. La storia umana e commuovente del presidio dei cittadini di Buscate, la resistenza contro la costruzione della discarica. People Have di Power.

n°4 Claes Oldenburg al Mumok – museum moderner kunst stiftung ludwig wien, una personale ricca di pezzi di questa poliedrica e geniale figura d’artista. Materiali di recupero, torte giganti, videoinstallazioni, Topolini, guepierre metalliche, lipstick carro armato, enormi posacenere. Toilette in cartone, bozzetti. Una produzione sconvolgente, che ha anticipato i tempi, un artista geniale che ha installato nelle più grandi piazze del mondo i suoi oggetti del quotidiano giganti.

n°3 Il mirtillo a colazione e la verbena al pomeriggio, la rucola coltivata sul balcone, le passeggiate lunghe lunghe la mattina. Il miracolo naturale della fioritura. Non smette mai di emozionarmi. L’aria aperta, anche se piove.

n°2 Marina Abramovic al PAC e il Pop Surrealism curato da Pietro di Lecce all’Art Kitchen e Spazio Orlandi (Milano). Tetralogia della polvere, Casa Bossi (Novara) di Gian Maria Tosatti. C’è del nuovo sotto la pioggia.

n°1 Leopold Museum, Museumplatz, Vienna. Centenario di Gvstav Klimt. E il Belvedere. Con le opere più belle della Secezion e delle Neue Sachlichkeit. Meravigliose le sale dedicate a Klimt e Schiele. Il Palazzo della Secessione.

Ho condiviso con voi lettori tutte le esperienze che mi hanno coinvolta in questa strana e fredda primavera. Nonostante le cattive notizie ce ne sono di buone, e c’è un certo equilibrio fra le cose, ho viaggiato, visto e provato nuove realtà, ho cercato nuove stimoli artistici tutto assieme al mio compagno. La mia amica Camilla ha iniziato la nuova attività di bigiotteria artigianale, con uncinetto creativo, pietre dure e grande creatività. E anche noi abbiamo tante idee che ci ronzano per la testa. Adesso vi saluto, vi ho ubriacati abbastanza; persisto col monito: creatività e positività.

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One thought on “TOP TEN DI PRIMAVERA

  1. Giuseppe Ravizzotti ha detto:

    La cultura va rispolverata, rinnovata, ricreata..daccordo, eccome se daccordo. Il ci hanno lobotomizzati non regge tanto, cioé..tutti tentano di lobotomizzare tutti, e molti ci riescono pure, ma credo sia comodo farci lobotomizzare, non pensare, surrogare. Noi ci facciamo lobotomizzare, solo noi, cediamo..nessuna reazione no, sarebbe troppo difficile, troppo complicata la vita..da impazzire se solo pensassimo a come il cancro si insinua e scava..ecco meglio una corazza, acciaio inossidabile 316, rimane anche lucido e son più bello così. Meglio parlare dell’happy hour, invisibile il resto..solo frasi fatte e confezionati concetti che livellano la scena.
    Di sicuro interesse le tue top ten di primavera, invidiabili per certi versi, non foss’altro che fanno respirare. Tanta Vienna però, sintomo che si respira meglio “fuori” che “qui”..ed é un ragionamento che mi gira e rigira per la testa da tempo e, comunque io tenti, torna sempre al “fuori” e non al “qui”.
    C’é Arte a Milano 1969-1980 al Palazzo Reale..un piccolo respiro.

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