bar and grill – restaurant – hash house – fresh food – altromercato @ FINALE LIGURE

ESTATE 2011 – FINALE LIGURE

DOVE E COSA MANGIARE in uno dei borghi più belli d’Italia.
Finale è un comune italiano di quasi 11.000 abitanti, in provincia di Savona, nonché una delle più belle località di tutta la Liguria. L’antico nucleo di Finalborgo era la capitale dello Marchesato di Finale (1162-1797), ed è proprio grazie a questa perla di borghetto medievale che Finale si è aggiudicata la medaglia dei borghi più belli della Penisola.

Altro fiore all’occhiello della cittadina è il mare: uno dei più puliti d’Italia, che, anche quest’anno, ha vinto la Bandiera Blu.
Il clima è ottimo, di tipo mesomediterraneo; passeggiando sul lungo mare s’incontrano le palme, sopravvissute a fatica al tarlo rosso ma molto curate, come tutte le piantumazioni.
In Liguria coesistono in distanze ravvicinate ambienti marini e montani, la sera l’aria è fresca e gradevole e il mare caldo per l’inversione termica; dalla montagna arrivano prodotti freschi biologici come le uve, il vino locale (il Pigato, uno splendido vino bianco fruttato che va servito fresco e si sposa al pescato e alle verdure), le zucchine trombetta, i fichi d’india, i rapanelli, le pere coscia, le cipolle e molti altri vegetali.

E dal mare pesce fresco a chilometri zero: orate, spigole, canocchie, vongole, scampi, triglie, branzini, gamberi viola, ostriche, tonnetti, smerigli, spada, sarde, alici, pesci dagli occhi blu. E molto altro.

Come al solito Artista Goloso ha selezionato per voi i locali dove cenare, pranzare o fare uno spuntino più meritevoli del posto.

Cominciamo dagli spuntini: ogni bar and grill, hash house, baracchino offre sandwich e gelati confezionati, granite con sciroppi al gusto di.. e altre schifezze del genere. Si può magiare ai baretti dei bagni ma non è sano e non fa bene all’organismo, perché quando si fa vita di mare non bisogna affaticare la digestione, né bere bevande gassate, gelate e ricche di zuccheri. Semmai si combatte la disidratazione con acqua e sali minerali, le vitamine della frutta e la fame con pietanze bilanciate. Si fanno più pasti, piccoli nel corso della giornata, specialmente se si nuota.  Si va al mercato e si comprano la frutta e la verdura fresca. E si beve molta acqua.

Per il mare sono ottimi alimenti ricchi di vitamine del gruppo b e alimenti brucia-grassi: il finocchio, il pompelmo, il kiwi, le noci, il prosciutto crudo, il carciofo, l’anguria e il melone, l’uva, le albicocche e le carote (che aiutano la pelle a produrre la melanina), l’orzo, il pane ai cereali. Vi va un panino? fatelo da voi col pane fresco! Pane ai cereali o alla segale e farcitelo con verdure grigliate o insalate, prosciutto crudo o formaggi non stagionati, zucchine trombetta in umido o asparagi al vapore con due belle fette di uovo sodo, del pomodoro fresco condito con olio e basilico.
I carboidrati servono, soprattutto quando si conduce una vita attiva come al mare! Non eliminateli, non privatevene ma non esagerate.
Scegliete con cura quello che mangiate, bisogna nutrisi in maniera corretta. Potete farcela anche in vacanza, basta prediligere i cibi freschi, appena preparati,  rispetto alle stupidate confezionate, alle bibite gassate e ai sandwich surgelati e riscaldati.

La gastronomia La Familiare si trova sulla piazza più grande di Finale, in Piazza Vittorio Veneto II, 21 in pieno centro storico e prepara piatti deliziosi dal 1926. Cucina casalinga e sana con una plusvalenza: potete portarvelo a casa e scaldarvelo oppure mangiare sui tavoli del barsot, direttamente sulla piazza, all’ombra e comodamente, a due passi dagli stabilimenti balneari. Perchè arenarvi in spiaggia allora?

Lì trovate molte pientanze fresche ogni giorno! Lasagne al pesto, melanzane alla parmigiana, alici e patate, insalata greca, nizzarda, mista, deliziose fettine di nasello impanate con pinoli e dorate al forno, carpacci di terra e mare, orzo e farro freddo con pomodorini, mozzarella e rucola, roast beef freddo, insalata russa, insalata di mare o di riso, e un crudo di Parma stupendo.

Focaccia, vassoi, bevande, condimenti a portata di mano, tutto mangiabile al volo, per un pranzo al mare come si deve.
Contattateli al numero +39. 019. 692. 662

E il pesce? Parliamo di ristoranti. Parliamo di cene.


Una trattoria tipica all’italiana, semplice, con arredi che non hanno pretese di coprire insensatamente i bei soffitti secenteschi con stili nuovi, tovaglie a quadri bianche e rosse, belle lanterne e quadri coi nodi da barca che richiamano il mare, sito a pochi metri. Questo posto intimo e accogliente è La Tavernetta.  Si trova nel budello di Finale, in via Colombo al civico 37 ed è consigliato prenotare con giorni d’anticipo (tel. +39. 019. 692. 010, mail. trattoria@latavernetta.eu). Le gestione è familiare; il menù è interamente a base di pesce, se non per sporadiche incursioni di carne o di pasta con pesto, fagiolini e patate (piatto tipico ligure).

Il menù è splendido.
Pesci freschissimi, pescati in giornata, proposti con tutte le cotture immaginabili: ai ferri, al burro, al cartoccio, in umido, alla marinara, crudo e tartare e molte altre. Antipasti delicati, primi come gli spaghetti alle vongole, secondi come le cozze, le orate, le alici fritte.

Noi abbiamo assaggiato la portata più stupefacente e scenografica: il gran crudo di mare. Un tripudio su due piani di pesce crudo, servito con trito di ghiaccio per non che si scaldi durante la consumazione della cena, olio di taggiasche d.o.p., abbondante limone da spremere se piace e sale rosso da macinare al momento. Ve lo consiglio con tutto il cuore. Bè, è chiaro che deve piacere il pesce crudo, ma se lo gradite è il modo migliore di sentire i sapori veri dei pesci. Sarde, trigliette, carpaccio di tonno a pinne gialle e di spada, ostriche, vongole, branzino, canocchie arrostite e cappesante alla piastra. Penso di non aver mai mangiato un crudo di mare più buono e delicato, ottimo ed egregiamente presentato, perché non si mangia solo con la bocca, ma anche con gli occhi. Il coinvolgimento emotivo è assicurato. I prezzi sono assolutamente abbordabili, considerando che le materie prime sono di alto livello.


Visitate il sito
www.latavernetta.eu

L’altra cena di cui vi parlerò è quella al Ristorante Il Sogno, una location sobria e lussuosa, di grande atmosfera. Lo trovate sulla strada per Final borgo, via Brunenghi al civico 151. Cenerete in giardino, a lume di candela, con luce indiretta, su tavoli tondi splendidamente apparecchiati con tovaglie di cotone di raso lucido, lunghe, sedie con schienali di ferro battuto e comode sedute. Il servizio è di classe come l’ambiente. Il cibo all’altezza, anche se deve ricercare costantemente la perfezione e la presentazione senza acciacchi, a differenza della trattoria che deve ricercare più il sapore e la genuinità.

Cosa abbiamo scelto? Delle trofiette fresche con la gallinella, le cozze nostrane e le vongole. Ogni sapore era leggibile, nonostante fossero splendidamente legate. Gli scamponi gratin al profumo di limone e delle verdurine grigliate quasi confit, delicati e sorpendenti. Il fritto di pesci locali, fritto in padella come vuole la tradizione, non in friggitrice. Un pò meno croccante ma sicuramente più gradevole e per nulla bruciacchiato. Di classe anche l’idea dell’appetizer ad inizio cena, due bei pesciolini dagli occhi blu dorati. Stesso Pigato, sia alla Tavernetta che al Sogno, O Mai Ben. Un vino eccezionale, che non ha nulla da invidiare ai nostri bianchi piemontesi meno strutturati e più aromatici. Costo medio alto, ma giustissimo dato il contesto, il servizio e le pietanze. Vi consigliamo il Sogno per l’apice romantico della vostra vacanza.
Prenotate anche lì, per non rischiare di trovare il pienone: tel. +39. 019. 695. 472  cell. 349. 5282014

Infine volevo segnalarvi un posto davvero speciale. Unico. Che ha aperto da poco, ma che già sa farsi notare per la formula innovativa ed etica. Sì etica, avete capito bene. Questo locale vicinissimo al mare è Ubuntu, bar del mondo. Ubuntu vuol dire io sono perché noi siamo, un’antica espressione del popolo Zulu, che racchiude il senso di comunitario, dove ognuno dipende dagli altri, ogni cosa è condivisa e nessuno è escluso. Bellissimo vero? “UBUNTU E’ L’ESSENZA DELL’ESSERE UMANO; é parte del regalo che l’Africa farà al mondo. Ha in sé l’idea di ospitalità, di cura per il prossimo e come fine il bene degli altri. Noi crediamo che una persona sia tale solo attraverso un’altra persona, e che l’umanità è raggiunta se  legata indissolubilmente con la vostra. Quando non riconosco la vostra dignità di esseri umani, allo stesso tempo nego la mia. Un essere umano solo è una contraddizione in termini. Per tanto bisogna lavorare per il bene comune perché la vostra umanità appartiene all’umanità stessa.” Così si è espresso l’arcivescovo Desmond Tutu sul concetto di fair trade e sul significato di Ubuntu. L’ Ubuntu bar del mondo di Finale è un ritrovo sociale, un bar equo e solidale, dove potete scegliere tra una vasta gamma di prodotti del Commercio Equo, di Cooperative Sociali e piccolo produttori locali da consumare in tutta tranquillità. Si trova in Via della Concezione al civico 59, ha un ambiente coperto ed un barsot sul lungomare, con tavoli per fare l’apericena o bere qualcosa e divanetti in rattan e banano dove fare lo stesso, o semplicemente chiaccherare in un ambiente dal sapore etnico. Siamo stati accolti con estrema bontà e gentilezza, e questo ci ha fatto sentire inseriti in un contesto umano profondo, fatto di rapporti saldati come corde tessute dalla condivisione, dalla parola, dal sorriso, dalla gestualità. Essere grati fa bene, perché il bene è contagioso. E far del bene è altrettanto sacrosanto. Strano fermarsi in un bar e provare questi sentimenti? Questo è Ubuntu. Stesso è comprare un prodotto Altro Mercato, perché, oltre ad essere buonissimo, è anche una scelta etica, perché il denaro che usiamo per pagarlo non va nelle tasche delle corporation che detengono lo stra potere e strozzano i piccoli produttori. Serve a sostenere il lavoro delle cooperative sociali e delle agricolture più piccole ma più controllate e che non sfruttano le risorse umane.
I prodotti usati per l’apericena sono tutti a chilometri zero. In cosa consiste l’apericena? Una bevanda a scelta (come la birra biologica o l’aperitivo analcolico Soave, con spremuta di frutta fresca) e un bel piatto misto che cambia ogni sera ad un prezzo giustissimo: 7.50 euro. Noi abbiamo assaggiato la focaccia alle verdure con ricetta del libano, la salsina ai peperoni, i nodini di pasta di kamut su frittatina al forno e le bruschette al pomodoro fresco con origano e basilico. E poi un piatto unico a base di zucchine trombetta, uova strapazzate alla cannella, riso thai e fagioli neri allegri. Mangiando e bevendo abbiamo goduto di uno splendido concerto di musica klezmer live. Il gruppo che ci ha deliziati con la loro musica tradizionale ebrea dei balcani con incursioni spagnole si chiama Demoa Ensemble e ci hanno fatto innamorare di questo genere musicale con fiati, chitarra, basso e percussioni.

Visitate il sito
www.barequoubuntu.com

I quattro locali che volevo segnalarvi sono questi. Concludo così il mio articolo sulle cucine da provare a Finale e vi invito a postare i vostri commenti e a provare voi stessi!

Non dimenticatevi che la cena o il pranzo possono essere un’occasione di scambio e di interazione con i vostri familiari e amici, che la conoscenza si accresce anche chiedendo e comunicando con i gestori dei locali dove vi fermate e che vanno rispettati per la loro umanità oltre che per il loro lavoro. E che il cibo è sacro, va assaporato e mai sprecato. Girate per le botteghe e per i mercati, avvicinate le narici alla frutta e odoratela, osservate la freschezza degli ortaggi, imparate ed utilizzare i sensi quando interagite con le sostanze. E concedetevi uno strappo: una fetta di cocco o di melone, un bel bicchiere di vino bianco fermo, un grappolo d’uva nera, un gamberone crudo, un bel trancio di focaccia ligure. Queste sono esperienze multisensoriali che coinvolgono l’essere umano, perché l’azione del cibarsi non prevede solo di riempirsi lo stomaco, ma anche e soprattutto, quello di godere del piatto, del sapore, della consistenza, del profumo. Buttando giù a bocca larga come le oche nessuno può rendersi conto di quanto amore c’è nella preparazione di un prelibato boccone.

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