VISITA GUIDATA ALLE BELLEZZE DI VARESE

8 GIUGNO 2011
VISITA GUIDATA ALLE BELLEZZE DI VARESE
A CURA DI CAROL GIANOTTI 


La visita guidata è prevista per mercoledì 8 giugno 2011
partenza con pullman ore 13.00 da Buscate
in caso di maltempo rimandata in data da destinarsi 
per info: loudandproud@hotmail.it 

Varese, città ricca di storia: 

Passeggiando lungo le strade del centro storico della città si possono ammirare i bellissimi  palazzi storici.
Francesco III d’Este, duca di Modena e signore di Varese, fece costruire nella seconda metà del ‘700 il Palazzo Estense, uno dei più belli di tutta la Lombardia (magnifici i giardini di gusto francese).
Numerose ville coronano le rive del lago e le campagne varesine. Tra le più belle (alcune sono protette dal FAI) vi è Villa Menafoglio Litta Panza, che conserva al suo interno la celebre collezione d’arte contemporanea del Conte Panza. Altro monumento storico e ricco di valore simbolico per i varesini è la Torre di Velate, antica torre (in parte distrutta) della cinta muraria della città.

Andando con ordine ed iniziando il viaggio dalle stazioni ferroviarie cittadine, subito si può trovare la Chiesa della Madonnina in Prato: essa è una tra le più antiche Chiese cittadine ed una delle più conosciute; si trova in località Biumo Inferiore ed è facilmente raggiungibile a piedi. Fu eretta alla fine del 1600 e al suo interno si trovano dipinti e affreschi.

 SANTA MADONNINA IN PRATO

Proseguendo il tour si giunge nel centro cittadino, dove vi è piazza San Vittore con l’omonima Basilica: essa sul finire del 1500 venne eretta dal Bernascone, mentre la facciata neoclassica venne progettata dal viennese Pollack. La sua forma, vista dall’alto, è una croce latina a tre navate. Al suo interno si trovano molte Cappelle, tra cui quella dedicata a San Gregorio. L’altare maggiore è di stile Barocco e venne realizzato nel 1737. Molti sono all’interno della Chiesa i ricordi nei confronti di personaggi importanti che hanno segnato la storia di Varese.

BASILICA DI SAN VITTORE MARTIRE

LA BASILICA SI TROVA IN VIA CANONICA 7: Al Santo patrono della città è dedicata la Basilica di San Vittore. Vittore, nativo della Mauritania, si arruolò nelle milizie romane nel 303 ed in seguito alla vocazione religiosa che si manifestò in lui, abbandonò la vita militare ed andò incontro al martirio ad opera dell’Imperatore Massimino. Le sue spoglie furono traslate a Milano da Lodi ed ivi conservate e venerate.

L’antica Basilica romanica sorse quando la città era ancora sotto le dipendenze della Diocesi di Como. Nel VIII secolo essa passò sotto l’Arcivescovado di Milano.

Data la sempre maggiore affluenza di fedeli nel ‘500 fu necessario l’ampliamento, il che avvenne nel 1520, con la realizzazione del presbiterio. Nel 1580 il corpo principale della chiesa antica fu abbattuto e ricostruito su disegno dell’architetto Pellegrino Pellegrini, portando alla creazione di una complesso a tre navate, caratterizzato da un pregevole tiburio a pianta ottogonale, opera dell’architetto varesino Giuseppe Bernasconi. Al di sopra di esso, si eleva una laterna in pietra con cupola.

La facciata venne realizzata da Leopoldo Pollack e risale al periodo 1788/1791. Essa è in marmo bianco e bipartita orizzontalmente, con un portale centrale recante volta a tutto sesto retta da angeli, che è opera di Ludovico Pogliaghi, e due laterali. La parte alta è costituita da un frontone classico piuttosto basso.

Sul lato destro della Chiesa sorge un Campanile, iniziato nel 1617 e concluso molto più tardi, solo nel 1774, anche questo su progetto di Giuseppe Bernasconi. Dal nome del suo realizzatore la torre campanaria è detta della Bernascona.

Entrando nella Basilica, l’attenzione è subito catalizzata dal presbiterio, che ha una matrice sicuramente bramantesca, ricoperto da una volta a botte. Ad esso in epoca successiva, tardo XVII secolo, vennero aggiunte alcune opere ad intaglio in stile barocco, come le due casse d’organo di Bernardino Castelli, che realizzò anche i due pulpiti. L’altare è un esempio di barocchetto lombardo ed è attribuito ad Elia Vincenzo Buzzi, scultore viggiutese.

All’uscita del presbiterio ci si immette nell’aula, che come si è detto, ha pianta a tre navate e presenta numerose cappelle laterali. Le prime due che si incontrano sono quella del Rosario del 1580, realizzata dal Morazzone, e quella di Santa Marta, che contiene un notevole altare marmoreo barocco, nel quale sono conservate le reliquie di Santa Urbica provenienti da un’altra chiesa cittadina.

L’aula è ricoperta da una volta affrescata dell’800.

La Cappella della Maddalena contiene diverse opere del Morazzone (Pier Francesco Mazzucchelli), come la pala raffigurante la Santa portata in cielo, o la predella con l’Apparizione di Cristo alla Maddalena.

Nella Cappella di San Gregorio è conservato il dipinto di Giovan Battista Crespi detto il Cerano, dal titolo la Messa di San Gregorio, risalente al 1615: uno dei capolavori della pittura lombarda dell’epoca borromea.

Altre opere del XVII secolo lombardo di eccezionale interesse sono collocate nella seconda arcata di destra (Labano rimprovera Giacobbe, di Luca Giodano) e nella terza arcata di destra (La Strage degli Inoocenti, di Francesco del Cairo).

storia di SAN VITTORE PATRONO DEI VARESINI: Era un soldato mauritano di stanza a Milano, che per rifiutarsi adorare gli idoli pagani per seguire la religione cristiana morì di stenti, ma soprattutto per le terribili torture inflittegli, con addirittura piombo fuso versato sulle ferite. E la storia di San Vittore Martire, patrono di Varese, santo venerato da molte comunità cristiane del Nord Italia, forse perché la sua vita e il suo martirio vengono descritti da Ambrogio da Milano, in particolare nell’inno Victor, Nabor, Felix pii. Vittore, come gli altri martiri Nabore e Felice, era un soldato mauritano di stanza a Milano all’epoca di Massimiano imperatore d’Occidente.

Quando Massimiano diede avvio ad una delle ultime persecuzioni prima che Costantino emanasse l’Editto di Milano del 313, Vittore pur affermando la propria fedeltà all’imperatore per tutto ciò che riguardava la sua vita civile e la disciplina militare, rifiutò di abiurare la propria fede.

Arrestato, minacciato di tortura e lasciato per più giorni privo di cibo e bevande, anche quando fu condotto al Circo, al cospetto dello stesso imperatore Massimiano Erculeo, continuò a rifiutarsi di sacrificare agli idoli, e venne sottoposto ad atroci tormenti. Nonostante ciò, riuscì ad evadere, ma dopo breve tempo venne scoperto, arrestato e decapitato. La tradizione vuole che il suo corpo fosse lasciato insepolto, ma sia stato ritrovato, intatto, dal vescovo di Milano, Materno, che lo seppellì in un sacello che venne poi denominato, per le sue ricche decorazioni a mosaico, San Vittore in Ciel d’Oro (oggi incorporato nella basilica di Sant’Ambrogio).

Il culto di san Vittore ebbe una larga diffusione, soprattutto su impulso di Ambrogio, che volle seppellire accanto a lui il proprio fratello Satiro. Molte chiese furono dedicate a san Vittore a Milano e nella diocesi ambrosiana, a tal punto che la presenza di chiese o edicole a lui dedicate viene considerata una prova dell’appartenenza (oggi o nel passato) di un territorio alla suddetta diocesi (“Ubi Victor, ibi ambrosiana ecclesia”). Oltre al sopra menzionato sacello di San Vittore in Ciel d’Oro, a Milano vi sono anche le chiese di San Vittore al Corpo, di San Vittore al Carcere, di San Vittore al Teatro e di San Vittore al Pozzo.

A Varese si festeggia con la chiusura delle scuole e di alcune attività; in occasione delle festività del patrono è stata organizzata la settimana del palio bosino che si concluderà domenica 13 maggio con i rioni della città che si sfideranno in diverse gare.

Di fianco alla Basilica vi è la torre, che non è altro che il campanile. La prima pietra venne posta nel lontano 1017; i lavori rimasero fermi però per moltissimo tempo e ripresero solamente nel 1631. Il disegno finale della Torre è attribuito al Bernascone, lo stesso che progettò la maggior parte delle famose Cappelle del Sacro Monte. Dall’alto del campanile si può osservare un paesaggio invidiabile. Infine, sempre nei pressi di piazza San Vittore, vi è il Battistero di San Giovanni, dove al suo interno è presente un bellissimo fonte battesimale e molti affreschi lombardi.

LA TORRE CAMPANARIA

IL BATTISTERO SI TROVA IN VIA CANONICA 7: Il Battistero (non visitabile per restauri) venne realizzato tra il XII e il XIII secolo sul luogo di una precedente costruzione risalente all’VIII-IX secolo, le cui tracce vennero trovate in occasione di lavori di restauro a metà Novecento. L’edificio, intitolato a San Giovanni Battista, è composto da un ambiente quadrangolare coperto da una volta a crociera e da una zona presbiteriale sovrastata da un matroneo. L’interno del Battistero è decorato con affreschi raffiguranti, tra gli altri, Santi, Apostoli, la Crocifissione e la Madonna in trono. Nell’edificio è conservato, inoltre, un fonte battesimale di forma ottagonale, rinvenuto durante i lavori di metà Novecento. Sopra il fonte è collocata una vasca, realizzata nel Trecento, decorata con le raffigurazioni di Santi e con l’episodio del Battesimo di Cristo.

IL BATTISTERO

Attraversando poi Arco Mera (di fronte alla Basilica) si giunge in Corso Matteotti, il cuore cittadino: questa probabilmente è la zona del centro più frequentata dai varesini e dai turisti in quanto percorribile solo a piedi e ricca di negozi di vario genere.

Sempre nel centro della città, merita una visita la Chiesa di Sant’Antonio, situata nell’antica Piazza della Motta dove sin dall’anno 1000 si teneva il mercato.

Caratteristica in questa piazza è la festa di Sant’Antonio che viene effettuata ogni anno il 17 gennaio con un grande falò e con le tipiche bancarelle ricche di dolciumi, salumi e leccornie di vario tipo. Nella Chiesa è poi presente un’opera dipinta da Giuseppe Baroffio e all’interno si trova anche una statua di Sant’Antonio.

CHIESA DI SANT’ANTONIO ABATE, VIA DELLA MOTTA: La Chiesa venne costruita a partire dalla fine del Cinquecento e presenta una facciata lineare e sobria. L’interno è stato decorato con affreschi e sculture da Ronchelli e Giuseppe Baroffio nel Settecento. Si segnalano l’altare maggiore risalente alla fine del Settecento e la scultura lignea raffigurante Sant’Antonio, realizzata nel Seicento.

CHIESA DI SANT’ANTONIO ABATE

Senza allontanarsi troppo dal Centro, un passaggio obbligato è Palazzo Estense, che fu sede del Duca Francesco III e che è attualmente il Municipio di Varese. In stile Barocco, ricorda in maniera molto approssimata la Reggia di Versailles. Al suo interno vi sono i magnifici Giardini Estensi, con una grande fontana. E’ sicuramente un luogo che consente ai varesini di rilassarsi e riposarsi, ed è quasi strano a credersi che nel pieno centro città vi sia un così enorme parco immerso nel verde. Tali giardini sono poi collegati con quelli inglesi di Villa Mirabello, che oggi è sede dei Musei Civici.

IL PALAZZO ESTENSE DI VARESE, VIA SACCO 5: fu costruito durante la seconda metà del XVIII secolo su progetto dell’architetto Giuseppe Antonio Bianchi, fu per anni la dimora di Francesco III d’Este, Duca di Modena e Governatore della Lombardia Austriaca. Francesco III d’Este, dopo essere stato a Varese nel 1755, ospite dei Menafoglio, rimase talmente affascinato dalla città che decise di chiedere Varese in feudo a Maria Teresa d’Austria. La richiesta di Francesco III d’Este fu presto esaudita, Varese divenne infatti uno dei sui feudi. Il Duca acquistò la Villa da Tommaso Orrigoni nel 1765 e la fece restaurare, con l’intento di renderla un vero e proprio Palazzo di corte. Durante i lavori di ristrutturazione, fu necessaria la demolizione di parte delle case esistenti e furono razionalizzati gli spazi, interventi necessari per accogliere la corte, le autorità e le feste. All’architetto Giuseppe Antonio Bianchi si deve anche la realizzazione del giardino, tra i più bei giardini settecenteschi di tutta la Lombardia. Il giardino è caratterizzato da un impianto prospettico rigido, circondato da quinte vegetali e animato da viali, aiuole e prati. Una grande vasca, posta nel piazzale davanti al Palazzo, rappresenta la chiave di volta dello sviluppo architettonico dell’intero giardino. L’architetto Giuseppe Antonio Bianchi fu sostituito dall’ingegnere bolognese Lodovico Bolognini, che si occupò della sistemazione dei giardini e delle fontane e della progettazione delle camere per il biliardo e della cappella di corte, dedicata a San Giovanni Battista. Ludovico Bosellini, pittore e quadraturista modenese si occupò della decorazione a finte architetture, mentre Giovan Battista Ronchelli realizzò l’ovale centrale rappresentante Giove, Venere e Amore. Il Palazzo, famoso per i locali decorati di stucchi e il suntuoso salone d’onore, ospita oggi l’Amministrazione civica e il consiglio comunale, oltre che conferenze e concerti.

(Il Palazzo Estense di Varese fu una residenza di Francesco III d’Este, duca di Modena e governatore della Lombardia austriaca, il quale, durante un soggiorno a Varese nel 1755 come ospite dei Menafoglio, fu tanto affascinato dalla città che la chiese in feudo a Maria Teresa d’Austria. L’imperatrice appagò il suo desiderio e Francesco ottenne Varese in feudo.Sul sito dove oggi sorge il Palazzo Estense esisteva già una villa, la Villa da Tommaso Orrigoni: nel 1765 il duca Francesco la acquistò e la fece restaurare per farne una propria residenza. I lavori si devono all’architetto Giuseppe Antonio Bianchi, che realizzò anche lo splendido giardino. Oggi accoglie il Municipio di Varese.)

 I GIARDINI DI PALAZZO ESTENSE, SEDE DEL MUNICIPIO

La visita guidata è prevista per mercoledì 8 giugno 2011
partenza con pullman ore 13.00 da Buscate
in caso di maltempo rimandata in data da destinarsi
per info: loudandproud@hotmail.it

vi segnalo anche

A CASTELSERPIO:

La Chiesa di Santa Maria Foris Portas, come si può intuire dal nome, è situato all’esterno dell’antico Castrum. Castelserpio, uno degli insediamenti più significativi del periodo dell’alto Medioevo, sorse in epoca romana, sul finire del IV secolo e lungo la direttrice che collegava il piccolo borgo a Novara, con l’intento di difendersi dai Barbari. Durante la dominazione dei Goti, il centro fu fortificato e vennero costruiti diversi edifici, sia religiosi che civili. Il Castrum e il borgo vennero però distrutti nel 1287, per volontà di Ottone Visconti. La zona archeologica di Castelserpio fu istituita durante gli anni Cinquanta e comprende i resti dell’antico insediamento, prevalentemente appartenenti al Castrum, al borgo e al complesso di Torba. Le origini della Chiesa di Santa Maria Foris Portas sono difficilmente ricostruibili, si può comunque ipotizzare la collocazione tra il VII e il IX secolo. Esternamente si presenta realizzata utilizzando materiali poveri come ciottoli di fiume, ma all’interno custodisce un importante ciclo di affreschi. L’importanza di tali affreschi, riportati alla luce nel 1944, è data dalla loro unicità. Il tema degli affreschi è rappresentato dalle Storie dell’Infanzia di Cristo, tratte dai Vangeli Apocrifi e largamente raffigurate in Oriente. L’atmosfera che avvolge chi entra è di sapore antico e classicheggiante ed è data dalla libertà nelle composizioni, dall’uso di uno spazio illusionistico e dall’allungamento e dall’eleganza delle figure. L’autore degli affreschi è stato da alcuni identificato con un artista bizantino, mentre da altri con un artista di epoca carolingia. Un’altra particolarità della Chiesa è rappresentata dalla pianta a trifoglio, rara in Occidente.

Orario: da lunedì a sabato dalle 9.00 alle 18.00, domenica e festivi dalle 9.00 alle 17.00.

Ingresso gratuito.

Annunci
Contrassegnato da tag ,

One thought on “VISITA GUIDATA ALLE BELLEZZE DI VARESE

  1. frenand ha detto:

    la prima foto è Varese Ligure

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: