BIENNALE D’ARTE 2011 ILLUMINAZIONI (54° esposizione internazionale d’arte di Venezia)

BIENNALE D’ARTE 2011
ILLUMINAZIONI (54° esposizione internazionale d’arte di Venezia)

4 GIUGNO 2011 – 27 NOVEMBRE 2011
Venezia, Giardini dell’Arsenale
opening 10.00 – 18.00
chiusa il lunedì
http://www.labiennale.org


Intervento del Presidente della Biennale di Venezia

La Biennale è come una macchina del vento
 
La Biennale è come una macchina del vento. Ogni due anni, scuote la foresta, scopre verità nascoste, dà forza e luce a nuovi virgulti, mentre pone in diversa prospettiva i rami conosciuti e i tronchi antichi (e quest’anno i tronchi saranno davvero antichi vista l’intenzione della curatrice di aprire con Tintoretto).
La Biennale è un grande pellegrinaggio dove nelle opere degli artisti e nel lavoro dei curatori si incontrano le voci del mondo che ci parlano del loro e del nostro futuro.
L’arte è qui intesa come attività in continua evoluzione.
Se un museo si qualifica principalmente per le opere che possiede (anche se non esclusivamente, visto che ai direttori di musei si chiede oggi di essere anche manager e impresari), una istituzione come la Biennale si qualifica piuttosto per il suo “modus operandi”, per i metodi seguiti, per la natura dei soggetti che vi partecipano, per le scelte sul metodo e per i principi e le regole che ispirano la sua organizzazione, per gli spazi di cui dispone, ecc.: insomma per la Forma dell’Istituzione che si riflette nella Forma data alla Mostra che vi si tiene ogni due anni. Ed è dalla qualità di questa Forma che dipende il raggiungimento del principale nostro obbiettivo: ottenere la stima del mondo.
Dopo 116 anni di vita della Biennale, la Forma della Mostra attuale è quella definita in modo compiuto nel 1999 e confermata e perfezionata negli anni successivi. Dico questo perché è proprio a partire da quell’anno che alla mostra organizzata per padiglioni si affianca in modo netto e distinto la mostra che il curatore nominato dalla Biennale deve organizzare come “mostra internazionale”, con un compito netto non dovendo egli darsi carico della selezione del padiglione italiano.
La Mostra della Biennale si presenta dunque ora fondata sui seguenti pilastri.
1) Primo pilastro: i Padiglioni dei Paesi partecipanti.
Sono 28 i padiglioni fissi dei paesi costruiti all’interno dei Giardini, utilizzati da 30 paesi titolari considerati partecipanti permanenti. Sono però partecipanti ad egual titolo altri paesi che chiedono di essere invitati alla Mostra; di questi alcuni trovano spazio all’interno dell’Arsenale, altri trovano il loro spazio in luoghi diversi di Venezia. I paesi partecipanti quest’anno, ad oggi confermati, sono complessivamente 89 (erano 77 nell’ultima Biennale).
Tra questi alcuni sono presenti per la prima volta: Andorra, Arabia Saudita, Repubblica Popolare del Bangladesh, Haiti.Altri sono tornati dopo presenze antiche: India (1982), Repubblica Democratica del Congo (1968), Iraq (1990), Repubblica dello Zimbabwe (1990), Sudafrica (1995), Costa Rica (1993, poi con l’IILA) e Cuba (1995, poi con l’IILA).
Ricordo che per ogni Biennale le amministrazioni degli stati che gestiscono i padiglioni (o le amministrazioni cui gli stati hanno affidato la gestione del padiglione) nominano un commissario ed un curatore.
Nell’autunno che precede la Mostra si tiene una riunione generale nella quale il curatore nominato dalla Biennale illustra le linee del suo progetto per la “sua” mostra internazionale. Si tratta solo di una informazione, i curatori dei vari paesi non sono vincolati e possono compiere le loro scelte liberamente.
I Padiglioni dei paesi sono una caratteristica molto importante della Biennale di Venezia. Una formula antica di presenza degli stati eppure viva e vitale più che mai. Preziosa in tempi di globalizzazioni, perché ci dà il tessuto primario di riferimento sul quale possono essere osservate e meglio evidenziate le autonome geografie degli artisti, sempre nuove, sempre varie.
Ci si può chiedere in che misura questi padiglioni portino con sé, per quanto ampia sia l’autonomia lasciata ai curatori, anche desideri di rappresentazione del paese che li organizza. Ognuno ha la sua storia e il suo stile. Possiamo senz’altro dire che in essi i paesi rivelano il ruolo attribuito all’arte contemporanea quale messaggera del loro presente e della loro ricchezza culturale. Ma dai padiglioni vengono anche rivelazioni su realtà e ricchezze più profonde di quelle delle pretese o consuete immagini ufficiali e stereotipe.
2) Secondo pilastro: La Mostra internazionale del curatore della Biennale.
Al centro, parallela alla serie dei Padiglioni dei paesi, sta la Mostra Internazionale del curatore, quest’anno Bice Curiger, che ha scelto come titolo ILLUMInations (gli artisti presenti saranno 83). Il curatore (la curatrice) è chiamato espressamente a realizzare una mostra “senza confini”. La Biennale non ha nominato comitati o commissioni, né diversi curatori per diverse aree, ma si affida alla singolare responsabilità di un curatore (assistito dai suoi consiglieri, e, per l’esecuzione, dalle strutture della biennale).
Tra scelte dei curatori dei padiglioni nazionali e scelte del curatore della Biennale, tra mostra internazionale del curatore e mostra internazionale dei padiglioni, si determinano così liberamente scelte condivise o scelte diverse. Il rapporto dialettico tra queste diverse scelte rappresenta un elemento qualificante il suo carattere internazionale: una mostra dai molti occhi, dai molti punti di vista.
3) Terzo pilastro: Gli spazi per realizzare la grande Mostra internazionale del curatore della Biennale.
Dovevano essere adeguati allo scopo. E proprio per questo, nel 1998 abbiamo ampliato grandemente gli spazi che oggi sono costituiti: da un lato dal Padiglione centrale e dall’altro dall’Arsenale.
Gli spazi costituiscono un elemento essenziale della Mostra che, negli spazi e nella loro particolare articolazione e qualità, trova lo strumento più opportuno per formare il proprio linguaggio.
Val la pena ricordare che da quando abbiamo realizzato quegli spazi e chiarito il nuovo impianto della mostra è aumentato il numero dei Paesi che chiedono di partecipare alla Biennale. Erano 61 nel 1999, sono oggi 89.
Negli anni recenti è stato realizzato e poi molto ingrandito il nuovo Padiglione Italia all’Arsenale, affidato quest’anno alla cura del prof. Vittorio Sgarbi, nominato curatore dal Ministro della cultura italiano.
4) Un ulteriore componente: Le partecipazioni collaterali.
Soggetti non profit possono presentare progetti per piccole mostre, da tenersi nella città di Venezia, normalmente per tutti i sei mesi della mostra. Il curatore della Biennale, anche qui in totale autonomia, giudica la loro qualità e ammissibilità come “collaterali”. Quelle ammesse possono fregiasi del logo Biennale, sono incluse in una sezione speciale del catalogo e sono pubblicizzate dalla Biennale. Si offre così a soggetti capaci di esprimere una scelta di qualità un modo di essere presenti. In alcuni casi l’opportunità è stata raccolta da minoranze etniche che scelgono l’occasione della Biennale d’Arte per far sentire la loro presenza e dimostrare la loro identità culturale. Abbiamo sempre attribuito grande importanza a questa possibilità (quest’anno sono state presentate 83 domande, la selezione del curatore ne ha ammesse circa il 50%).
5) Un elemento decisivo: la città di Venezia che per sei mesi accoglie sul suo territorio questo grande insieme di energie vitali.
6) Un pilastro sempre più importante della nostra costruzione è poi la cura del pubblico.
Da tempo la Biennale sviluppa attività educational e visite guidate.
Queste attività sono svolte con un numero sempre crescente di scuole della regione.
Quest’anno però abbiamo aperto un nuovo campo d’azione. Dopo l’esperienza compiuta favorevolmente con la Mostra d’Architettura, per la prima volta lanciamo il programma “Biennale Sessions”.
Esso è rivolto a istituzioni operanti nella ricerca e nella formazione nel campo delle arti o nei campi affini, Università, Accademie di Belle Arti, Istituti di formazione e di ricerca. Scopo è quello di offrire una facilitazione a visite di tre giorni da loro organizzate per gruppi almeno di 50 tra studenti e docenti, con vitto a prezzo di favore, la possibilità di organizzare seminari in luoghi offerti gratis, assistenza all’organizzazione del viaggio e soggiorno. Vorremmo che queste istituzioni considerassero la Biennale d’Arte un luogo dove svolgere, seppur per breve tempo, una sessione del loro lavoro di studenti, ricercatori, insegnanti.
Ho inviato nei giorni scorsi già oltre 2.000 lettere ad altrettante istituzioni del mondo, attendiamo le risposte.
Durante la Mostra si terranno poi seminari aperti. “Meetings on Art” saranno organizzati in giugno e alla ripresa autunnale.
Con questo pilastro vogliamo confermare il ruolo della Biennale di Venezia quale istituzione aperta alla conoscenza e allo spirito di ricerca, degna di un pellegrinaggio.
Ho detto dell’importanza del ruolo del curatore e della responsabilità lui (lei) affidata.
Il curatore deve avere occhio esperto, spirito indipendente, generosità verso gli artisti, severa capacità di selezione, grande fedeltà a quella misteriosa dea che è la qualità.
Sguardo libero sul mondo.
Queste doti il mondo riconosce a Bice Curiger.
Con Lei siamo tornati a Zurigo. Cominciammo con Szeemann, appunto nel 1999.
Alcuni amici descrivono questi 12 anni di Biennale come “il felice viaggio dalla barba di Harald al rosso ciliegia del rossetto di Bice”.
Concordiamo con Bice. In un’epoca nella quale l’arte ha da tempo cessato l’enfasi sulla provocazione dell’anti-arte, cerchiamo le vie del colloquio tra l’opera dell’artista e il nostro sguardo e il nostro spirito, vogliamo capire e sentire quel di più che l’arte con generosità ci dona e ci sussurra, desideriamo illuminazione come visitatori, come amanti dell’arte, come individui e come membri della comunità umana.
E che Illuminazione sia!
Paolo Baratta, Presidente della Biennale di Venezia
54 Esposizione Internazionale d’Arte

Sarà aperta al pubblico da sabato 4 giugno al 27 novembre 2011ai Giardini e all’Arsenale la 54. Esposizione Internazionale d’Arte dal titolo ILLUMInazioni – ILLUMInations, diretta da Bice Curiger e organizzata dalla Biennale di Venezia presieduta daPaolo Baratta. La vernice avrà luogo nei giorni 1, 2 e 3 giugno 2011. La cerimonia di premiazione si svolgerà il 4 giugno.

Bice Curiger
 è storica dell’arte, critica e curatrice di mostre a livello internazionale. All’attività curatoriale alla Kunsthaus di Zurigo affianca un importante lavoro nel campo editoriale. Nel1984 ha co-fondato la prestigiosa rivista d’arte “Parkett”, di cui è capo redattrice. Dal 2004 è direttrice editoriale della rivista “Tate etc” della Tate Gallery di Londra.
La mostra ILLUMInazioni – ILLUMInations sarà allestita al Padiglione Centrale ai Giardini e all’Arsenale formando un unico percorso espositivo, con 83 artisti da tutto il mondo. Tra questi, 32 sono giovani nati dopo il 1975 e 32 sono lepresenze femminili. A quattro artisti partecipanti la Direttrice ha chiesto di creare dei “parapadiglioni”, strutture architettoniche e scultoree allestite ai Giardini e all’Arsenale, realizzate per ospitare il lavoro di altri artisti.
La Mostra sarà affiancata, come di consueto, negli storici Padiglioni ai Giardini, all’Arsenale e nel centro storico di Venezia, da 89 Partecipazioni nazionali, numero record per la Biennale Arte (erano 77 nel 2009). Il Padiglione Italiaall’Arsenale, organizzato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali con il PaBAAC – Direzione Generale per il paesaggio, le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanee, sarà curato da Vittorio Sgarbi. Le nazioni presenti per la prima volta saranno Andorra, Arabia Saudita, Bangladesh, Haiti. Altri paesi parteciperanno quest’anno dopo una lunga assenza: India (1982), Congo (1968), Iraq (1990), Zimbabwe (1990), Sudafrica (1995), Costa Rica (1993, poi con l’IILA), Cuba (1995, poi con l’IILA). Saranno 37 gli Eventi collaterali proposti da enti e istituzioni internazionali, che allestiranno le loro mostre e le loro iniziative in vari luoghi della città in concomitanza con la Biennale.
“La Biennale di Venezia è uno dei forum più importanti per la diffusione e la riflessione sugli sviluppi attuali dell’arte – ha dichiarato Bice Curiger. Il titolo della 54. Esposizione Internazionale d’Arte, ILLUMInazioni, pone letteralmente l’accento sull’importanza di questa funzione e capacità della Biennale, anche in un mondo globalizzato. La più prestigiosa nonché la progenitrice di tutte le biennali d’arte internazionali è animata oggi da uno spirito che trascende i confini nazionali, in un’epoca in cui gli artisti stessi hanno un’identità poliedrica e sono diventati migranti consapevoli e turisti della cultura”.
“ILLUMInazioni vuole inoltre celebrare il potere dell’intuizione, la possibilità dell‘esperire attraverso il pensiero favorita dall’incontro con l’arte e con la sua capacità di affinare gli strumenti di percezione – ha sottolineato la Direttrice. ILLUMInazioni si concentrerà sulla “luce” generata dall’incontro con l’arte, sull’esperienza illuminante, sulle epifanie derivanti dalla comunicazione reciproca e dalla comprensione intellettuale. Nel titolo risuona anche l’eco dell’età dell’Illuminismo, attestandone la vitale e fondamentale eredità che ci ha lasciato”.
“La Biennale è come una macchina del vento – rivela Paolo Baratta. Ogni due anni, scuote la foresta, scopre verità nascoste, dà forza e luce a nuovi virgulti, mentre pone in diversa prospettiva i rami conosciuti e i tronchi antichi (e quest’anno i tronchi saranno davvero antichi vista l’intenzione della curatrice di aprire con Tintoretto). La Biennale è un grande pellegrinaggio dove nelle opere degli artisti e nel lavoro dei curatori si incontrano le voci del mondo che ci parlano del loro e del nostro futuro. L’arte è qui intesa come attività in continua evoluzione”.
“In un’epoca nella quale l’arte ha da tempo cessato l’enfasi sulla provocazione dell’anti-arte – aggiunge il Presidente Baratta – cerchiamo le vie del colloquio tra l’opera dell’artista e il nostro sguardo e il nostro spirito, vogliamo capire e sentire quel di più che l’arte con generosità ci dona e ci sussurra, desideriamo illuminazione come visitatori, come amanti dell’arte, come individui e come membri della comunità umana”.
Due i progetti di punta previsti dalla Biennale per la 54. Esposizione: Biennale Sessions e Meetings on Art.
  • Biennale Sessions è un progetto rivolto a Università, Accademie di Belle Arti, istituzioni di ricerca e formazione nel settore delle arti visive e nei campi affini. L’obiettivo è favorire la visita della mostra per gruppi di almeno 50 studenti e docenti che saranno assistiti nell’organizzazione del viaggio e nel soggiorno. Potranno inoltre organizzare seminari in uno spazio messo a disposizione gratuitamente dalla Biennale. Ad oggi sono state contattate più di 2.000 istituzioni internazionali, invitate a partecipare all’iniziativa.
  • Meetings on Art designa una serie d’incontri e seminari con artisti, curatori, filosofi e teologi previsti nel mese di giugno e alla ripresa autunnale.
Come spiega Paolo Baratta, lo scopo di queste due iniziative è “confermare il ruolo della Biennale di Venezia quale istituzione aperta alla conoscenza e allo spirito di ricerca”.
Anche per il 2011 è prevista l’attività Educational che si rivolge a singoli e gruppi di studenti delle scuole di ogni ordine e grado, delle università e delle accademie d’arte, professionisti, aziende, esperti, appassionati e famiglie. Le iniziative, condotte da operatori selezionati e formati dalla Biennale di Venezia, mirano ad un coinvolgimento attivo dei partecipanti e si suddividono in Percorsi Guidati e Attività di Laboratorio.
La cerimonia di premiazione della 54. Esposizione avrà luogo sabato 4 giugno ai Giardini, con la consegna dei premi ufficiali assegnati dalla giuria internazionale.
In occasione della 54. Esposizione, saranno banditi tre concorsi online attraverso il sito relazionalehttp://www.labiennalechannel.org, ovvero:
 · ILLUMInations – Fotografia: la miglior foto della Mostra (concorsoaperto esclusivamente ai fotografi accreditati)
 · ILLUMInations – Saggio: il miglior testo critico sulla Mostra
 · ILLUMInations – Videoclip: il miglior video sul tema della Mostra
Il catalogo è realizzato da Marsilio Editori con un’offerta editoriale quest’anno particolarmente strutturata. Il Catalogo ufficiale dedicato alla 54. Esposizione, alle Partecipazioni nazionali e agli Eventi collaterali è un vero e proprio libro ricco di spunti e contenuti. Il Catalogo Breve, anch’esso dedicato alle tre sezioni di Mostra, è corredato da un ampio inserto di fotografie scattate durante le giornate di Vernice ed è la versione ridotta del catalogo ufficiale. La Guida Breve è corredata di mappe e informazioni pratiche e diventa uno strumento utile per muoversi all’interno degli spazi espositivi. Il design dell’intera produzione è a firma dello studio svizzero Gavillet & Rust. Le immagini di Mostra saranno realizzate daBruno Mancia e Franziska Bodmer.
Anche quest’anno sarà prodotta la versione arricchita ed ampliata di iBiennale, applicazione per iPad e iPhone che raccoglierà i contenuti del catalogo accresciuti da specifici contributi. Realizzato in partnership con Marsilio Editori eLog607.
La 54. Esposizione Internazionale d’Arte è realizzata anche con il sostegno di Swatch, partner della manifestazione, e di Foscarini, Vela-Hello Venezia, Micromegas, illycaffè, Consorzio Venezia Nuova, Adecco, Moroso, Volume.
Ringraziamenti a Cleary Gottlieb Steen & Hamilton LLP.

Introduzione di Bice Curiger

ILLUMInazioni – ILLUMInations
La Biennale di Venezia è uno dei forum più importanti per la diffusione e la riflessione sugli sviluppi attuali dell’arte. Il titolo della 54. Esposizione Internazionale d’Arte, ILLUMInazioni, pone letteralmente l’accento sull’importanza di questa funzione e capacità della Biennale, anche in un mondo globalizzato. La più prestigiosa nonché la progenitrice di tutte le biennali d’arte internazionali è animata oggi da uno spirito che trascende i confini nazionali, in un’epoca in cui gli artisti stessi hanno un’identità poliedrica e sono diventati migranti consapevoli e turisti della cultura.
Le questioni d’identità e di patrimonio culturale sono da tempo cruciali per l’arte contemporanea, ed è improbabile che l’intensità dell’indagine artistica su questi temi diminuirà nel prossimo futuro. L’arte è un vivaio di sperimentazione sulle nuove forme di “comunità” e per gli studi sulle differenze e le affinità che serviranno come modello per il futuro. Il titolo però va oltre queste questioni e richiama anche un’ampia gamma di associazioni: dalle sfrenate “Illuminazioni” poetiche di Arthur Rimbaud e le “Illuminazioni Profane” sull’esperienza surrealista di Walter Benjamin, fino alla venerata arte dei manoscritti medioevali miniati e alla filosofia illuminazionista nella Persia del dodicesimo secolo.
ILLUMInazioni vuole inoltre celebrare il potere dell’intuizione, la possibilità dell‘esperire attraverso il pensiero favorita dall’incontro con l’arte e con la sua capacità di affinare gli strumenti di percezione. Mentre l’ultima Esposizione Internazionale d’Arte, “Fare Mondi”, ha messo in luce la creatività costruttiva, ILLUMInazioni si concentrerà sulla “luce” generata dall’incontro con l’arte, sull’esperienza illuminante, sulle epifanie derivanti dalla comunicazione reciproca e dalla comprensione intellettuale. Nel titolo risuona anche l’eco dell’età dell’Illuminismo, attestandone la vitale e fondamentale eredità che ci ha lasciato. Nonostante negli ultimi anni l’idealizzazione della ragione illuminata e il pensiero accademico – soprattutto quello di stampo eurocentrico ed occidentale – siano stati oggetto d’attacco, non si può fare a meno di rispettarne e persino difenderne i valori soprattutto riguardo al dibattito sui diritti umani.
Nell’organizzare l’Esposizione Internazionale d’Arte è oggi di vitale importanza considerare che l’arte contemporanea è caratterizzata da tendenze collettive e identità frammentarie, da alleanze temporanee e oggetti in cui è incisa la transitorietà, anche se questi sono a volte realizzati in bronzo. La spinta espansiva che ha fatto da motore propulsore all’arte a partire dagli anni sessanta è oggi implosa. L’arte non coltiva più il pathos dell’anti-arte, ma si focalizza sui fondamenti della cultura per illuminare significati condivisi, derivanti dalla nostra interiorità. Mentre l’artefatto finito ha lasciato spazio all’enfasi del processo, la riscoperta dei generi “classici” come la scultura, la pittura, la fotografia e il video mira a sezionare i loro codici e risvegliare il loro potenziale latente. Queste tematiche vanno di pari passo con un altro aspetto che è oggigiorno estremamente importante: l’arte coinvolge e impegna fortemente i suoi spettatori.
Molte delle opere presentate alla 54. Esposizione Internazionale d’Arte sono state create appositamente per l’occasione. Monica Bonvicini, James Turrell, Nicholas Hlobo, Norma Jean, R.H. Quaytman, Haroon Mirza, Loris Gréaud, Carol Bove, Gelitin, Dayanita Singh, Christopher Wool e altri hanno realizzato nuove produzioni riferendosi direttamente ai temi centrali di ILLUMInazioni.
Le opere del pittore veneziano Jacopo Tintoretto (1518-1594) giocheranno un ruolo di primo piano, instaurando un rapporto artistico, storico ed emozionale con il contesto locale. Questi dipinti esercitano un fascino particolare per la loro luce estatica, quasi febbrile, e per il loro approccio temerario alla composizione che capovolge l’ordine classico e definito del Rinascimento. Nonostante l’auto-riflessione sia un fattore determinante per l’arte contemporanea, raramente questa si muove fuori dal territorio compreso nella storia del Modernismo. L’incorporazione delle opere di Tintoretto del sedicesimo secolo in una biennale d’arte contemporanea trasmette segnali inaspettati e stimolanti e getta luce sulle convenzioni del sistema dell’arte. Tale accostamento non deriva tanto da analogie di natura formale ma è piuttosto pensato come rafforzamento reciproco, finendo per sottolineare l’importanza delle opere d’arte come veicoli visivi d’energia.
La 54. Esposizione Internazionale d’Arte dovrebbe configurarsi e svilupparsi in un processo di scambio di ispirazioni e stimoli fra tutti coloro che ne sono coinvolti. In quest’ottica abbiamo chiesto a quattro artisti (Monika Sosnowska, Franz West, Song Dong e Oscar Tuazon) di creare dei “parapadiglioni”, opere di carattere architettonico e sculturale in grado di ospitare il lavoro di altri artisti. ILLUMInazioni si concentrerà sulla presentazione di giovani artisti, ciononostante saranno incluse anche opere di autori di generazioni precedenti la cui attualità li proietta oggi al centro del dibattito. Tra questi, Llyn Foulkes (*1934), Luigi Ghirri (*1943- 1992), Jack Goldstein (1945-2003), Gedewon (*1939-1995), Jeanne Natalie Wintsch (*1871- 1944).
L’arte è un terreno altamente autoriflessivo, che alimenta un approccio lucido al mondo esterno. L’aspetto comunicativo ed interrelazionale è cruciale per le idee che sono alla base di ILLUMInazioni, come dimostra quell’arte contemporanea che spesso dichiara interesse per la vita e cerca di essere vicina al suo dinamismo. Questo è ancora più importante ora, in un’epoca in cui il nostro senso di realtà è profondamente messo in discussione da mondi virtuali e simulati.
Bice Curiger, marzo 2011

Padiglione Italia

La partecipazione italiana alla 54. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia è promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali attraverso la Direzione Generale per il Paesaggio, le Belle Arti, l’Architettura e l’Arte Contemporanee, d’intesa con la Biennale di Venezia, presieduta da Paolo Baratta.
Quest’anno la partecipazione ha tutti i caratteri dell’eccezionalità.
Il curatore del Padiglione Italia, Vittorio Sgarbi, incaricato dal Ministero, ha elaborato un progetto concepito con un criterio originale: gli oltre 200 artisti in esposizione sono stati indicati da scrittori, poeti, registi, uomini di pensiero chiamati a far parte di un Comitato tecnico scientifico, presieduto da Emmanuele F.M. Emanuele. Gli Intellettuali, individuati tra le personalità di riconosciuto prestigio internazionale, volutamente non-critici d’arte, hanno espresso la loro preferenza motivandone la scelta, con risultati sorprendenti.
Il progetto curatoriale riserva inoltre un ruolo importante al 150° anniversario dell’Unità d’Italia, prevedendo numerose e importanti iniziative speciali tra cui le esposizioni promosse nelle regioni italiane in collaborazione con le amministrazioni regionali, e le attività programmate negli Istituti Italiani di Cultura promosse dal Ministero degli Affari Esteri.
Il progetto del Padiglione Italia si completa con la presenza delle venti Accademie di Belle Arti d’Italia che hanno selezionato i loro promettenti allievi, in collaborazione con la Direzione Generale per l’Alta Formazione Artistica del Ministero dell’Istruzione.La conferenza stampa di presentazione si è svolta giovedì 5 maggio 2011 alle ore 11.30, Sala dello Stenditoio, Roma.
Sono intervenuti:
Antonia Pasqua Recchia, Direttore Generale per il Paesaggio, le Belle Arti, l’Architettura e l’Arte contemporanee, Vittorio Sgarbi, Curatore del Padiglione Italia

Il progetto del Padiglione Italia alla 54. Esposizione Internazionale d’Arte
La Mostra degli artisti italiani nel Padiglione Italia del 2011 è un avvenimento senza precedenti dal momento che il curatore, Vittorio Sgarbi, in ragione della sua poliedrica personalità, ha voluto conferirgli una dimensione del tutto inconsueta.Il progetto, anche in considerazione delle celebrazioni per il 150° dell’Unità d’Italia, estendendosi a tutte le Regioni e a tutti gli Istituti di Cultura Italiani all’estero, intende documentare lo stato dell’arte italiana contemporanea.

La ricognizione vasta quanto rigorosa degli artisti italiani viventi e operanti negli ultimi dieci anni consente di conoscere la produzione artistica contemporanea secondo un criterio rivoluzionario.

Vittorio Sgarbi non ha realizzato la “sua” mostra con i “suoi” artisti, come di solito avviene, ma ha ideato e coordinato un immenso lavoro di ricerca, sugli artisti contemporanei, offrendo la più ampia possibilità di vedere, sapere e conoscere.

La scelta è coraggiosa, inusuale e titanica, ma è anche la più utile per avere una visione della produzione artistica, non forzatamente ed unicamente filtrata dal gusto personale del critico o del curatore. Numerosi sono stati i segnalatori allertati.


Padiglione Italia – Arsenale di Venezia – L’Arte non è cosa nostra
Per la sede espositiva tradizionale del Padiglione Italia, ampliato in occasione del 150° dell’Unità d’Italia, sono state selezionate 200 grandi personalità di riconosciuto prestigio internazionale a cui è stato chiesto di indicare un artista che abbia avuto una rilevanza nel primo decennio di questo millennio, dal 2001 al 2011. All’Arsenale saranno esposti 200 artisti frutto di 200 modi diversi di concepire l’arte. Una rappresentazione caleidoscopica che non si limita alle scelte dei critici e non segue le tendenze delle gallerie, ma alimenta lo straordinario connubio tra arte, letteratura, filosofia.
Il Comitato degli Intellettuali è presieduto dal Prof. Emmanuele F.M. Emanuele, personalità di spicco nel panorama culturale italiano.
L’obiettivo è – come ha dichiarato il Prof. Vittorio Sgarbi – “…il risarcimento del rapporto fra letteratura, pensiero, intelligenza del mondo e arte, chiedendo, non a critici d’arte, neppure a me stesso, quali siano gli artisti di maggiore interesse tra il 2001 e il 2011, ma a scrittori e pensatori, il cui credito è riconosciuto per qualunque riflessione essi facciano sul nostro tempo’.
All’interno dell’Arsenale verrà esposto anche il Museo della Mafia, portato da Salemi a Venezia, che offre il leit-motif dell’esposizione: “L’Arte non è cosa nostra”.
Il progetto di allestimento dell’Arsenale è stato affidato all’architetto Benedetta Miralles Tagliabue, già vincitrice dello scorso Expo di Shangai per il Padiglione spagnolo.Celebrazioni per il 150° dell’Unità d’Italia: mostre promosse dal Padiglione Italia alla Biennale Arte 2011, in collaborazione con le Regioni italiane
Una commissione di studio ha raccolto e valutato il lavoro di migliaia di artisti, al fine di individuare quelli più rappresentativi, oltre 1000, tra scultori, fotografi, ceramisti e video artisti per ogni Regione.
Le opere degli artisti scelti saranno esposte nelle Città più importanti e prestigiose del nostro Paese consentendo una visuale globale che porterà ad indagare a fondo la creatività italiana nel territorio.
Il progetto è finalizzato a tracciare una mappatura, mai realizzata prima, della storia dell’arte contemporanea in tutte le sue declinazioni. Un catalogo di 1500 pagine raccoglierà il lavoro di tutti questi artisti.

Gli artisti italiani all’estero: esposizioni in tutti gli 89 Istituti di Cultura Italiani all’estero – Celebrazioni per il 150° dell’Unità d’Italia, in collaborazione con il Ministero degli Affari esteri
Al fine di dare una visione di più ampio respiro dello spirito creativo il Padiglione Italia si estenderà anche fuori Italia. Gli ottantanove Istituti italiani di Cultura esporranno, nelle rispettive sedi, le opere degli artisti italiani più importanti operanti all’Estero. Un collegamento diretto dall’Estero con Venezia, attraverso schermi televisivi, consentirà agli artisti la loro presenza virtuale all’interno del Padiglione Italia.
Il progetto è coordinato da Francesca Valente.

Le Accademie di Belle Arti d’Italia, in collaborazione con il Ministero della Pubblica Istruzione
L’indagine del progetto del Padiglione Italia si completa con la presenza delle venti Accademie di Belle Arti d’Italia che hanno selezionato i loro promettenti allievi. Con la Direzione Generale per l’Alta Formazione Artistica del Ministero dell’Istruzione, sono stati scelti 200 giovani artisti, frequentanti una delle Accademie italiane negli ultimi 10 anni, che si accosteranno al Padiglione Italia, per tutta la durata della Biennale, nelle suggestive Tese di San Cristoforo, di fronte all’Arsenale.

Luoghi e iniziative eccellenti collegati al Padiglione Italia
Il curatore, nell’ambito delle iniziative promosse dal Padiglione Italia, intende dare visibilità ad iniziative, mostre, musei, fondazioni o semplicemente luoghi fisici che ritiene abbiano un’eccellenza e che valgano la pena di essere visitati. Tutte le iniziative promosse sono state create o realizzate negli ultimi 10 anni; verranno collegate tra loro da una segnaletica di riconoscimento e da una sorta di guida turistica dei luoghi meno noti.

Visita il sito http://www.labiennale.org
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