giornata strana e intensa

GIORNATA STRANA E INTENSA.
ci vogliono anche le giornate strane. eh sì.
le giornate anomale. quelle piene di imprevisti, quelle dove par salvare i cavoli perdi le capre. quelle dove vieni cazziata pesantemente dalla tua quasi-nonna per un ritardo, che senza la dentiera sotto non riesci nemmeno a prenderla seriamente. quelle giornate dove ti dicono le cose all’ultimo momento. ho segato un appuntamento con g. ma ho accompagnato mia mamma dal carrozziere e camilla a scegliere le fedi. bè, almeno a vedere cosa il mercato dell’oro propone come simbolo d’amore in cambio di denaro sonante.
ho scoperto che esistono fedi  di vari modelli: la francesina, la classica, la mantovana e la comoda. a me piace la comoda. la tendenza vuole le fedi d’oro bianco. ma a me piace d’oro giallo. ho scoperto anche che aggiungere un brillante non costa uno sproposito. ma l’oro al chilo costa quasi il doppio rispetto a due anni fa. 35/50 euro. due anni fa costava sulle 20. ecch’è oro?
g. è venuto lo stesso a prendermi. per meglio dire è tornato a prendermi…
siamo andati con alberto ad un vernissage alla splendida Libreria Bocca dove esponeva l’amica manuela furlan. (personale, a cura di cristina muccioli, allestita in questa libreria d’arte storica, in galleria Vittorio Emanuele, a Milano.) il titolo è quel che rimane. enigmatico. come lei. c’era tanta gente. un gran caldo che a me ha fatto piacere (afa a parte). la presentazione è stata una gran figata. mi perdonerete l’espressione colorita e forse fuori luogo… l’allestimento semplice vedeva tele (sia su telaio che non), appese alle severe librerie a muro. cataloghi e monografie stupende d’arte erano il background visivo dei lavori di manuela, artista contemporanea, non solo perché nata in questo periodo, ma perché  tale nel “tessuto” della sua produzione, artista che comunica con “la sua pittura agilissima, nervosa, introversa e competente, (scene) frutto di una lucidità analitica, emersioni eruttive e movimento.”

“i segni sono pochi, sono esatti, sono detonanti e non descrittivi, né didascalici”.
è stato bello vedere la mostra, respirare un’aria dove c’è spazio per la cultura e non per i soliti “culturalismi” insipidi.
vedere, sentire, innamorarsi della pittura di furlan, che, ogni volta di più, mi cattura. a confermare l’assoluta validità della sua ricerca pittorica.
manuela è una fuoriclasse.

dopo la mostra, cena al santa lucia, con la mia faccia da pirla che attira tutti i neri e gli indiani del mondo, che vogliono appiopparmi libri o rose.
ho una faccia plasmon. è ora di rispolverare le vecchie armi. e per armi intendo piercing, se no mi danno della moffina. anche se non ho voglia di tornare in guerra psicologica col mondo, sto bene col mio vestito a righe rosa e i miei sandali birkenstock. la sera è scesa soffice.  è stata una giornata bella davvero, strana e intensa.

opere di manuela furlan, in mostra alla Libreria Bocca, Galleria Vittorio Emanuele II, 12, Milano, a due passi dal Duomo, fino al 5 giugno 2011. 

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