Raffaello e la fornarina

Raffaello e la fornarina (1814)
Dominique Ingres
Cambridge (Stati Uniti)
articolo di C. Gianotti 2011 

Cosa vediamo nel dipinto? Un probabile Raffaello Sanzio latin lover, che cinge a se la fornaia che stava ritraendo. La scena si svolge all’interno dello studio, lui è seduto sullo sgabello, lei, che posava sul tronetto in cima al predellino, in un momento di pausa è abbracciata all’artista. Egli, tuttavia, non la guarda, ma osserva il dipinto, secondo la prassi di “staccare l’occhio” dal lavoro e guardarlo da altre prospettive. L’efficacia cromatica è data dal preponderante contrasto verde-rosso. L’efficacia luminosa dallo scorcio urbano e celeste che proviene dall’esterno, percepibile grazie all’ apertura dei tendaggi sul limitare del colonnato, in fondo a sinistra. Fuori è pieno giorno, lo capiamo dal cielo azzurro. Ma anche dalla luce diffusa presente nella gran parte della scena.
L’opera, commissionata a Ingres dal conte di Portuales e conservata dagli eredi fino al 1865, passò poi ai Rotschild, per giungere, attraverso altri passaggi, al Fogg Art Museum. Questo soggetto doveva far parte di quel ciclo progettato da Ingres sul tema della vita di Raffaello, di cui rimangono solo diverse versioni della fornarina e del fidanzamento di Raffaello.
Nella ricostruzione della scena, notiamo nello studio elementi rinascimentali (le vesti cinquecentesche della donna e lo spaccato, oltre la tenda, della già citata veduta urbana, in tipico stile tardo quattrocento). E’ un omaggio che Ingres fa al maestro Raffaello rievocando il celebre dipinto Madonna della Seggiola; (che vediamo in parte  appoggiata alla parete sul fondo dello studio, a destra).
La realizzazione di diverse versioni dello stesso tema, leggermente variante, denuncia il modo di operare di Ingres, così come risulta da una lettera che il pittore scrive all’amico Marcotte nel 1860, nella quale parla della fornarina di Norfolk: “sto lavorando ad una versione del dipinto di Raffaello e l’ultima fornarina spero sarà tale da far dimenticare tutte le altre.” Una serie di disegni conservati presso il Museum Ingres di Montaubau documenta l’iter creativo prima di giungere alle stesure definitive.


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