LA FIERA AGRICOLA DEL 1° MAGGIO A OLEGGIO

LA FIERA AGRICOLA DEL 1° MAGGIO A OLEGGIO

La Fiera agricola del 1° Maggio nasce nel 1999 con l’intento di far conoscere i prodotti agricoli e d’allevamento del territorio e delle campagne oleggesi; in realtà già nel 1906 si era tenuta la “Grande Esposizione Agricolo–Zootecnica”, che sarebbe stata celebrata per più di trent’anni. In quell’occasione fu il pittore oleggese Paolo Bruni a disegnare alcuni manifesti per promuovere l’evento.

Ogni anno sono presenti più di cento espositori: nei diversi stands (provenienti da tutto il Piemonte e la Lombardia) si possono apprezzare e acquistare alimenti biologici, fiori, sementi e attrezzature agricole di ogni genere. Ampi spazi sono dedicati alla presenza di piccoli e grandi animali da cortile e da fattoria.

La presenza di conigli, pecore, mucche, asini, oche, galline e anche qualche esemplare “esotico”, rende davvero unico l’evento e riporta alla memoria gli anni in cui ad Oleggio si teneva il prestigioso mercato del bestiame.

Si svolgeva da tempi remoti: documenti del XV secolo ne attestano l’esistenza e testimoniano che la fiera settimanale era da sempre prerogativa del Comune e avveniva di lunedì, attirando compratori dal Piemonte, dalla Lombardia e dalla Svizzera.

“Oleggio aveva la fama del vitello migliore della provincia; i macellai andavano a gara nello scegliere i loro acquisti già in cascina, prima che giungessero sul mercato il lunedì(…) dove convenivano contadini con i vitelli da vendere, commercianti che acquistavano e barattavano animali portati dalla sponda lombarda del Ticino, macellai del lago Maggiore e curiosi, sfaccendati a decine, che passavano la mattinata bighellonando tra le file di bovini legati alle spranghe di ferro in attesa di acquirenti”.

Questa vivida immagine ci viene suggerita da Dante Graziosi nel suo libro autobiografico “Una topolino amaranto”, scritto nel ricordo suoi primi anni da veterinario trascorsi proprio nella condotta di Oleggio, Mezzomerico e Marano.

Mio nonno, Antonio “Nino” Ugazio, ha iniziato la sua professione a Oleggio. Nativo di Galliate, ha vinto come garzone un premio alla Grande Esposione Agricola Oleggese, nel dopoguerra, con due spledide vacche frisone. Frequentava la cascina Fortina (del mio bisnonno), in zona Fornaci, per motivi commerciali appunto. Si riforniva per il bestiame.
Macellava lui e riuscì ad aprire ben due botteghe di macelleria, prima a Novara e poi a Galliate, dove visse e lavorò per oltre cinquant’anni dopo il matrimonio. Tornava sempre con allegria al mercato settimanale di Oleggio, dove mi portava da piccola.

Il mercato del bestiame si è sempre tenuto al “Foro Boario”, l’ampio spazio porticato con tettoia deputato alla vendita di bovini, equini, suini, ovini e piccoli animali da cortile attualmente rimaneggiato e trasformato in centro commerciale.

In occasione della Fiera del 1° Maggio, proprio nei pressi dell’ex Foro Boario, si tengono divertenti gare di abilità tra taglialegna ed esibizioni con i cani.

Vecchi macchinari e trattori d’epoca fanno invece bella mostra di sé in Piazza Martiri dove sono anche allestiti i gazebo delle diverse Associazioni oleggesi e vengono rievocati antichi mestieri.

La manifestazione, benché istituita recentemente, attira ogni anno più di 15.000 persone.

Artistagoloso ha selezionato per voi alcuni dei migliori stands di alimenti biologici presenti in fiera

Cantinoteca dei Prolo
dal 1888
Via Tosalli, 51
Fara Novarese (Novara)
info@cantinotecadeiprolo.it
tel.0321.829733
I Prolo (Flavio e Christian) sono i proprietari della cantina-enoteca di Fara, che ha portato in fiera i suoi vini. Persone squisite come i vini e le grappe che producono, invitano ad andarli a trovare per una degustazione. Garantiamo la bontà dei loro prodotti.

 

All’ Agricola Macugnaga di Pella Silvio, abbiamo comprato dei fantastici yogurt naturali al 100%, uno bianco da mangiare con le fragole, che sono di stagione, e uno ai frutti di bosco.
Questa azienda agricola si occupa dell’Allevamento bovino di Razza Bruna e della produzione dei salumi; la vendita dei prodotti si trova agli alimentari Pella in frazione Borca a Macugnaga.
www.agricolamacugnaga.com

L’ Azienda Agricola Quirinus di Anna Maria Messetti è “una piccola azienda agricola con la passione per il recupero e la produzione di ricette antiche e rare di prodotti del territorio biellese”.
Coltivano le materie prime e le trasformano con solo zucchero e aromi naturali in ottime composte, confetture, mostarde e gelatine.  Tutta la frutta e la verdura impiegata nei loro prodotti è naturale al 100% e prodotta senza l’impiego di pesticidi chimici. Anna Maria ci ha fatto assaggiare molte delle sue delizie: la confettura di zucca bianca, ottima per le crostate e i formaggi di media stagionatura. Quella di mela cotogna da accompagnare al caprino; l’antica Cugnà, una ghiottoneria da mangiare con le carni, i formaggi e la polenta e molte altre cose buonissime. Abbiamo scelto da portare a casa la confettura di giuggiole per far colazione o merenda, da spalmare sul pane.
La classica confettura di cipolle da abbinare ai formaggi. E una spettacolare gelatina al tarassaco, erba  amarognola che io non apprezzo particolarmente in insalata, ma che ho amato in gelatina! Da aggiungere alla tisana o da assaporare con del prosciutto crudo.

L’ Azienda Agricola Quirinus si  trova a Curino (Biella), Frazione Gabella
www.quirinus.it
info@quirinus.it

Presenti anche i prodotti dell’ Agriturismo Alpe Moncerchio dei Ferrero, Bielmonte-Vallanzegno (Biella). ferreroluciano54@gmail.com
Situato nel Consorzio Turistico Oasi Zegna.
www.oasizegna.com
Molto gradevoli la toma fontinata giovane e i salumi.


Da loro troverete: ristoro-cucina tipica-camere-produzione e vendita formaggi e salumi-cellula ecomuseo del biellese-fattoria didattica.

L’ Azienda Agricola Canti Daniela di Malonno (Brescia), specializzata nella produzione dei formaggi tipici di montagna, ci ha fatto scoprire la ricotta affumicata al ginepro, già grattugiata da gustare sulla pasta e sul risotto. Notevoli anche i taleggini freschi di capra. Li trovate a Malonno in via Perlongo 77, tel.0364.635120.

La Cascina San Lorenzo produce salami con marchio di garanzia della Comunità Europea, secondo la tradizione ma rispettando alti standard produttivi. Le specialità sono i salumi e il riso. Abbiamo assaggiato sia quelli più freschi che quelli stagionati: salame al tartufo e all’aglio. Il premio di bontà se l’è aggiudicato lo strepitoso salame di coscia.
La Cascina San Lorenzo si trova sulla strada provinciale Casale-Vignale-Altavilla a Occimiano Monferrato. www.cascinasanlorenzo.it
info@cascinasanlorenzo.it

Eccoci arrivati all’intramontabile sapore del Castelmagno d.o.p.

Il Castelmagno deve il suo nome al comune omonimo della Valle Grana, nelle Alpi Cozie, in Piemonte, dove viene prodotto da tempo immemorabile.
Il primo documento ufficiale a registrare l’esistenza e l’apprezzamento del Castelmagno è una sentenza arbitrale del 1277. la sentenza riguarda l’usufrutto dei pascoli delle Grange Martini, nella Comba di Narbona, ai confini tra Castelmagno e Celle Macra.
Nella controversia, il comune di Castelmagno ebbe la peggio ed il prezzo della sconfitta impose il pagamento di alcune forme di formaggio come canone annuo da versare al marchese di Saluzzo.
Apprezzato per la sua qualità, fin dalle sue origini, è stato però riscoperto a livello nazionale ed internazionale solo in anni recenti grazie all’opera di razionalizzazione e standardizzazione delle tecniche di produzione che, seppur tramandate da secoli nelle loro linee generali, restano completamente artigianali e registrano molte varianti legate ai luoghi, ai tempi e ai metodi di lavorazione adottati dai singoli produttori che pur riducendosi di numero, raffinano e migliorano le tecniche di lavorazione del Castelmagno, adoperandosi per una più attenta tutela del marchio.
Oggi, la zona di produzione e stagionatura – da cui deve provenire anche il latte destinato alla trasformazione – è rigorosamente limitata, dal disciplinare di produzione, ai tre comuni dell’alta valle: Castelmagno appunto, Pradleves e Monterosso Grana.
Il Castelmagno è un formaggio presamico pressato a pasta semidura che si produce per l’intero arco dell’anno, tranne che per la tipologia d’alpeggio che viene prodotta nell’intervallo di tempo Maggio-Ottobre.
Forma, dimensioni e peso: si presenta in forma cilindrica a facce piane del diametro di 15-25 cm.


Lo scalzo è di 12-20 cm, il peso varia dai 2 ai 7 kg.
Crosta: non edibile, sottile di colore giallo-rossastro, liscia, tendente al rigido e regolare ai minimi di stagionatura assume invece un colore più scuro, si ispessisce e diventa rugosa con il progredire della stagionatura.
Pasta: bianco perlaceo o bianco avorio ai minimi di stagionatura, di colore giallo ocrato con eventuali venature blu verdastre all’interno con il progredire della stagionatura.
Struttura: friabile ai minimi di stagionatura, più compatta con il progredire della stessa.
Sapore: fine, delicato e moderatamente salato ai minimi di stagionatura, più saporito in seguito.
DOC (denominazione origine controllata) DPR 16/12/1982.
DOP (denominazione origine protetta) REG CEE n.1263 del 1/07/1996.
Abbiamo assaggiato sua maestà il castemagno, ma anche  altri tre formaggi tipici della Valle Grana:

Il Barricato con mosto di vini pregiati biologici

Il Generaj del fen, maturato sotto fieno

Il Babau d’là foja, stagionato sotto foglie di vite

La passione di questi allevatori e coltivatori, dei produttori, sono degne di nota. In epoca industrializzata ci sono ancora realtà così legate alla tradizione, al mantenimento dei sapori e dei mestieri. Certo è che godere di un pezzetto di formaggio è perché ci trovi il cuore di chi lo produce. Sorridere per un cucchiaino di mostrarda, per un bicchiere di vino è perché, infondo, rimaniamo legati alla genuinità. E non c’è discount che tenga, anche se vince col prezzo al chilo, perde su tutto il resto. Queste cose buone e sane fanno vivere meglio. E’stato un primo maggio all’insegna del buono e questo non può che rallegrarmi. I miei complimenti vanno alle famiglie dei produttori che si dedicano a far da mangiare come si deve.
Altri piccoli capolavori culinari del Primo Maggio Oleggese:
i tomini aromatizzati
Le soppresse
Toma dolce bovina
formaggio stravecchio
il pane della biopanetteria di Aosta
salumi di toro tipo moccetta
la robiola
e molto altro ancora…..
Passa al biologico,
perché mangiare bene si può!!!!!!
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One thought on “LA FIERA AGRICOLA DEL 1° MAGGIO A OLEGGIO

  1. Gianangela ha detto:

    Brava Karol molto bella la fiera di Oleggio con tutti i prodotti tipici e anche molto buoni bella veramente e interessante gianangela

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