fotografando

fotografia

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la tecnica e l’arte di riprodurre immagini su lastre o pellicole sensibili alla luce

sf

l’immagine ottenuta con l’omonima tecnica

La fotografia è la tecnica con la quale si produce un’immagine statica e permanente, ottenuta sfruttando le proprietà fotosensibili di un oggetto – tipicamente una pellicola fotografica o un sensore – sulla cui superficie vengono convogliati i raggi luminosi raccolti da un obiettivo. Una successiva fase di elaborazione – detta sviluppo – permette di ricostruire l’immagine finale. Con il termine fotografia si indicano tanto la tecnica quanto l’immagine ripresa e, per estensione, il supporto che la contiene.

fotografia digitale

La fotografia digitale è il procedimento attraverso il quale si ottengono immagini mediante l’uso di tecnologie elettroniche in forma digitale, memorizzabili su un supporto magnetico, ottico o elettronico. E’ possibile ottenere immagini digitali sia attraverso la scansione di una fotografia (stampata o in veste di negativo o diapositiva), sia scattando una fotografia con una fotocamera digitale.

postproduzione

Perché alterare il realismo di uno scatto fotografico? Lo scopo è quello di coinvolgere chi sta guardando suscitando emozioni, pensieri e reazioni.
La post-produzione fotografica offre una gamma di interventi molto ampia che va dalla semplice ottimizzazione, per massimizzare la resa dell’immagine, fino alla creazione di una realtà palesemente irreale mirata a soddisfare le esigenze di comunicazione del progetto.
Di frequente si ricorre all’elaborazione di immagini per creare una simulazione che offre un’anteprima molto realistica del progetto ultimato.
Spesso la post-produzione fotografica diventa l’unica soluzione per risolvere problematiche di tipo logistico/tecnico o situazioni contingenti.

L’importanza della fotografia nella storia moderna

La foto ha “dato corpo” alle notizie. Ha dato un’immagine ai grandi avvenimenti del Novecento. Ha permesso alle persone di visualizzare coi propri occhi ciò che succedeva dall’altra parte del mondo. La grande innovazione della fotografia è, in primo luogo, questa. Questo raccontare, far vedere, permettere a chiunque di capire  ciò che esprimono le parole, in funzione didascalica (come avveniva secoli prima coi rotoli dipinti usati durante la messa in latino).

Scaletta per immagini-le 10 foto più importanti (secondo noi…) del ‘900

Una delle foto più importanti del Novecento è quella scattata da Jeff Widener in piazza Tien’ ament nel 1989.
La protesta si manifestò come una serie di dimostrazioni guidate da studenti, intellettuali, operai nella Repubblica Popolare Cinese tra il 15 aprile ed il 4 giugno ’89. Simbolo della rivolta è considerato il rivoltoso sconosciuto, il martire che in totale solitudine e completamente disarmato affronta una colonna di carri armati: le fotografie che lo ritraggono sono popolari nel mondo intero e sono per molti un simbolo di lotta contro la tirannia.

Jeff Widener

Il bacio tra i leader dell’Unione sovietica e della Repubblica democratica tedesca Leonid Breznev ed Erich Honecker, fotografati da Regis Bossu.

Era il 1979 e durante i festeggiamenti del trentesimo anniversario della DDR, Régis Bossu catturava in questo iconico scatto il bacio tra Brezhnev ed il Presidente della Germania dell’Est Erich Honecker (un segno di rispetto reciproco scambiato tra compagni socialisti). Il momento fu immortalato da molti fotografi ma a quanto pare solo Bossu, brandendo dalle retrovie la sua Nikon con teleobiettivo 80-200 mm, riuscì a rubare l’anima di quell’attimo imprimendola su una pellicola Kodak Tri-X b\n.
“Il bacio” finì sulle prime pagine dei giornali occidentali e circa un decennio dopo, nelle settimane che seguirono la “caduta” del Muro di Berlino, l’artista russo Dimitri Vrubel  lo dipinse su un pezzo della barriera accompagnando l’immagine con la scritta “Dio aiutami a sopravvivere a questo amore mortale”. “Il bacio fraterno”, questo il titolo dell’opera di Vrubel, è stato restaurato nel novembre 2009 ed è tra i dipinti più famosi del complesso artistico dell’East Side Gallery.

 Regis Bossu

A vederle sono delle semplici e banali strisce pedonali del quartiere londinese St John’s Wood, in realtà rappresentano uno dei tratti di strada più celebri al mondo. Abbey Road, nota per essere finita sulla copertina dell’omonimo album dei Beatles, è stato classificato “Grade II“, ovvero luogo protetto dall’English Heritage, l’ente che si occupa di preservare le bellezze artistiche del Regno Unito.

Era il 1969 quando il fotografo Ian Macmillan portò i Fab Four fuori dagli studi di registrazione Abbey Road Studios, immortalandoli mentre attraversano la british road e consegnandoli alla leggenda.

Ian Stewart Macmilliam

Robert Doisneau: la sua vita è trascorsa nella periferia parigina di Montrouge dove ha fotografato strade e volti sempre differenti. Il suo nome viene ricordato soprattutto per le foto riguardanti la vita di strada della capitale francese, caratterizzate da una sincera e umoristica rappresentazione della società e dell’ambiente parigino.
Doisneau amava immortalare la cultura dei bambini della strada e dei loro giochi, arrivando a conferire alle loro attività, seppur infantili, rispetto e serietà.
La sua opera più conosciuta è Le Baiser de l’Hôtel de Ville (Il Bacio presso l’Hôtel de Ville), la foto, scattata nel 1950, di una coppia di ragazzi che si baciano, lungo le caotiche vie di Parigi. L’identità della coppia fu un mistero fino al 1993, quando Denise e Jean-Louis Lavergne denunciarono l’artista per averli fotografati senza la loro volontà. Questo portò Doisneau ad ammettere che i due personaggi dell’opera erano Françoise Bornet e Jacques Carteaud, due attori e modelli. All’epoca, Françoise venne pagata in parte con una stampa originale, che nell’aprile del 2005 vendette per 155.000 €.

Robert Doisneau

Non sono necessarie molte presentazioni per chi è conosciuto come il padre della fotografia e ha fermato nei suoi scatti quasi un secolo di eventi.
Henri Cartier-Bresson è uno tra i più convinti puristi della foto, nonché uno tra i più bravi.  Ecco Heyres, uno degli scatti del maestro Bresson, del 1932.

 Henri Cartier Bresson

Il cigno di Avedon: Marella Agnelli wears Balenciaga.
Marella, moglie di Gianni Agnelli, fu grande cliente ed amica dello stilista spagnolo Cristobal Balenciaga. Richard Avedon la ribattezzò “The Swan” per via del suo collo fine ed allungato e la ritrasse in uno scatto importantissimo per la foto “d’autore”, che fece scuola a tutti i fotografi di moda.
Il cigno fu intima amica di Truman Capote (A sangue Freddo, Colazione da Tiffany) e di Andy Warhol che ne fece soggetto di una delle sue famose litografie.

Richard Avedon

Bert Stern ritrae la Monroe per Vogue. Ed eccola ritratta in un modo diverso dal solito. Bella come sempre ma, a detta di Stern “sciupata, pallida, dimagrita“. Si era presentata a lui senza trucco, con i capelli avvolti in una sciarpa, molto sballata. Gli dedicò dodici ore di pose e di scatti, dodici ore in cui Stern riuscì a cogliere lo sguardo triste e profondo di Marilyn, coperta solo da un velo e truccata pochissimo. Solo pochi mesi dopo la Monroe morì, ma grazie a quelle immagini il mondo ha conosciuto l’identità e il dramma di una donna della quale troppo spesso venivano esaltate soltanto la bellezza e la sensualità.

Bert Stern

Myth in the Early Morning è il titolo di un’immagine storica: James Dean cammina nella nebbia di Times Square, sotto la pioggia che bagna i grattacieli di New York. Per ripararsi dal brutto tempo, sporge la testa in avanti e tiene il collo tra le spalle, nel tessuto caldo del cappotto. Tra le labbra una Chesterfield, in uno scatto che è valso la notorietà a Dennis Stock, correva l’anno 1955.

Dennis Stock

Il celebre bacio in Times Square tra il marinaio e la giovane donna di Alfred Eisenstaedt, fotografo tedesco naturalizzato americano, padre del fotogiornalismo.
Alfred Eisenstaedt
Il libro fotografico più venduto di tutti i tempi? Hotel la Chapelle!

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Price: $65.00 (€ 56.55)

Fu Andy Wahrol ad offrire a LaChapelle il suo primo incarico professionale fotografico per la rivista Interview Magazine . Inoltre lavora per copertine e servizi fotografici di riviste, fra cui Vanity Fair, GQ, Vogue, The face,  Arena Homme e Rolling Stone.

Il primo libro fotografico, dal titolo LaChapelle Land, permise al fotografo di far conoscere il suo stile: fotografie dai colori molto accesi, a volte oniriche, a volte bizzarre. Il successivo Hotel LaChapelle (uno dei libri fotografici più venduti di tutti i tempi) contiene svariati scatti di celebrità. Sia Artists and Prostitutes (in tiratura limitata, venduto a 1500 dollari il pezzo, con l’autografo dell’artista) che Heaven to Hell sono stati molto apprezzati dal pubblico. Le sue foto sono descritte come barocche, perfino eccessive, caratterizzate dalla solita spiccata ironia.

Hanno posat per lui tutte le più grandi celebrities: da Madonna e Lance Armstrong, Triky, Bjork, Marylin Manson, i red hot, Tupac, Rose McGowan, Uma Thurman, Liz Tylor, Christina Aguilera, Paris Hilton, Kayne West, David Bekam, Devon Aoki. Sue muse: Courtney Love, Pamela Anderson e Amanda Lepore.
David La Chapelle
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