l’eco di Camilla

Un pomeriggio di primavera come tanti, i campi strabordanti di giallo e di verde, i papaveri spontanei sul ciglio della strada, sporchi di terra e di smog. Solito traffico sull’asse Galliate-Castano Primo. Ho fatto il bucato con il detersivo marsiglia e l’ammorbidente deox, lavato a mano la biancheria dopo l’ammollo col bicarbonato, e l’ho sciacquata in lavatrice.
Stesi fuori, i panni sventolano come banderuole. Profumano. Dopo il pranzo a base di linguine al pesto vado a trovare Camilla, che mi aspetta con un bel sorriso, pantaloni afghani viola e arancio, tutta tonda come una pesca matura.
La accompagno a fare l’ecografia. Aspetta un bambino. Chissà se sarà maschio o femmina? Anch’io ho i calzoni da califfo, di cotone, con le perline in vita, rigati di tante tinte (lilla, porpora, verdino, grigio, azzurro, arancio) e tante righe di vari spessori. Sono belli larghi e si muovono con l’aria.
Camilla sorride e ride, si diverte, ha il pollice verde ultimamente. Un pò ninfa dei boschi lo è sempre stata, con il suo viso etereo, con quelle lentiggini fini che sembrano polvere di stelle. Ma ultimamente è davvero bellissima.
Tutti noi, (ovvero io, i suoi due cani Buck e Sghembo, i gatti Iena e Romeo e le piante) gravitiamo attorno a lei.
Poi di colpo il cielo si è scurito e ha fatto un temporale fitto fitto, grigio cemento. La pioggia cadeva di sbieco per le correnti d’aria, i cipressi della sciura Clelia ondeggiavano come tarantolati, abbiamo pensato che per potarli così lunghi e magri avesse qualche problema con il marito. A letto intendo.
Camilla, invece, ama i girasoli, le fresie, le gerbere. Lei sta bene, con Beppe, con il suo corpo e con quel pallino che le sta crescendo nell’utero. Una magìa la gravidanza, come la fotosintesi, come la nascita di un vitellino, la gestazione di un balenottero, i gattini appena venuti alla luce, tutti sporchi di vernice caseosa e sangue, con mamma gatta che lecca senza sosta. Sì, siamo vivi.
La grandine di oggi ha lasciato piccoli regali ghiacciati sui capelli della mia splendida amica. I miei panni stesi hanno preso la pioggia.

Carol

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3 thoughts on “l’eco di Camilla

  1. Patrizia Villa ha detto:

    Camilla è Trilly-e così vive la sua attesa, non solo come ogni mamma con gioia, serenità, paura, impazienza e mille domande, ma anche con la grande consapevolezza di aver vinto la grande sfida che la vita le ha messo davanti. Camilla ha avuto coraggio, ha sfidato il male che era in lei e lo ha cacciato dalla sua meravigliosa vita. e io che sono la sua mamma, sono orgogliosa di lei, di Beppe e di Puntino. Loro sono la forza che mi fa vivere!
    Pat

  2. GUGLIELMO ha detto:

    NON MI PIACE IL TUO POST

  3. artistagoloso ha detto:

    posso chiedere cosa non ti è piaciuto?

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