Impressioni d’Africa (1938) Salvador Dalì

Impressioni d’Africa (1938)

Salvador Dalì

Olio su tela 91.5 x 117.5 cm

Rotterdam Museum Bojimans Van Beuningen

Già Collezione Edwar James

Nel 1938, Dalì e Gala si trovano a Roma, ospiti nella villa di Lord Barners; ed è proprio lì che l’artista realizza Impressioni d’Africa, una delle più raffinate operazioni concettuali, dove le impressioni sviluppate in Il grande paranoico e Spagna trovano un più sistematico svolgimento. Il titolo è la pièce scritta nel 1910 da Roussel, un testo della cosiddetta “letteratura combinatoria”, basata sullo sdoppiamento del linguaggio, sui giochi di parole e i  virtuosismi nati grazie alle omofonìe. Essi sono i mattoni della costruzione delle immagini duplici, al pari di quelle costruite da Dalì secondo il “metodo paranoico-critico”.

Dadaisti e surrealisti insiteranno molto sulle infinite possibilità creative date delle libere associazioni di parole. In questo dipinto assistiamo ad una messa in scena della memoria involontaria (quella che scaturisce non dall’intelletto ma dai sensi, dalle impressioni di un momento in cui due eventi analoghi si sovrappongono e – grazie all’uso della metafora – riportano in mente il passato perduto).

Sulla sinistra del quadro, in primo piano, il pittore si autoritrae al lavoro, seduto davanti al suo cavalletto, che noi vediamo da dietro, con la mano destra tesa in avanti, a catalizzare l’attenzione dell’osservatore. La lezione barocca sull’illusione di profondità scenica è evidente nella costruzione del braccio. Veste abiti semplici, un drappo rosso di gusto neoclassico è lo straccio con cui pulisce i pennelli e si trova appoggiato sulla sua coscia. Questa mano tesa ci vuole afferrare per condurci nei meandri della tela, e farci entrare di diritto in un mondo che prende corpo piano piano, man mano che le libere associazioni si materializzano.

L’ Africa del titolo è riduttiva e vincolante; questo landscape è di più: è un paesaggio mentale. Vediamo pescatori, rocce, sassi, un chitarrista, l’ologramma di Gala che si forma sulle arcate di un acquedotto. Il posto più vicino all’Africa che Dalì conoscesse era la Sicilia, percepibile in alcuni elementi di questa tela, anche se il dna spagnolo rimane sempre più rilevante.

Amanda Lear ricorda l’estate in cui il maestro cominciò Impressioni d’Africa; la sua gioia e la sua precisione nel dipingerlo. Usava la trementina come veicolante, pennelli di tutte le misure. Ne possedeva addirittura uno con un solo pelo di martora, per i dettagli microscopici; i dettagli erano per lui estremante importanti e dedicava loro la stessa, maniacale attenzione, che riservava alla composizione del quadro.

Ricorda di lui il suo carattere affabile, umano, così diverso dall’egocentrica figura che tutti siamo abituati a pensare. Una star sì, ma davanti a riflettori, un uomo semplice e pragmantico nel privato, che spesso chiedeva “cosa vuoi per cena?” o “hai sete?” ai suoi ospiti, senza stancarsi di farli sentire a proprio agio in sua presenza.

Era gentile coi suoi amici e collaboratori, molto diverso dall’esteta che prendeva parte alla vita sociale.

Amava molto la moglie. Erano legati da un sentimento fortissimo e simbiotico; è prorpio grazie a Gala che Dalì ha creduto nella sua pittura, che, come lei amava affermare, è una sorta di autobiografia rivolta a cogliere i turbamenti e i dolori, le ossessioni e le malattie, attraverso sofisticate geografie dell’anima, nelle quali si depositano le intime rivelazioni, gli episodi dell’inconscio, i pensieri irrazionali e gli attimi del flusso onirico.

Annunci
Contrassegnato da tag , , ,

2 thoughts on “Impressioni d’Africa (1938) Salvador Dalì

  1. Barry Leynes ha detto:

    I’d like to thank you for the efforts you’ve put
    in penning this blog. I am hoping to check out the
    same high-grade content from you later on as well.
    In fact, your creative writing abilities has inspired me to get my own, personal
    website now 😉

    • Carol Gianotti ha detto:

      Caro Barry, ti ringrazio per il tuo commento positivo e lusinghiero. Perdonami se non ti rispondo in inglese, ma la mia conoscenza limitata della lingua non mi consente di esprimermi egualmente all’italiano. Ti assicuro che i contenuti del blog artista goloso rimarranno analoghi, e, forse, potranno migliorarsi. Questo è un augurio che faccio a me stessa, ma anche a te per il tuo blog. Un augurio sincero, perché tu possa intraprendere la strada di blogger con successo, contenuti innovativi e buona qualità espressiva. Best Reguards and good lucky. 🙂 Continua a seguirmi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: