Dalì a Palazzo Reale

Articolo di Lorenza Delucchi (Mentelocale.it)

 

Salvador Dalì. Il sogno si avvicina. La mostra a Palazzo Reale
 
Dal 22 settembre al 30 gennaio 2011, 50 opere dell’artista spagnolo a Milano. Un percorso dentro al paesaggio con gli occhi del maestro di Figueres

Che sia sogno oppure no, se ne parla. La mostra Salvador Dalì. Il sogno si avvicina a Palazzo Reale è fra le più attese della stagione. L’istrionico pittore spagnolo è una specie di pop star dell’arte: è amato da critici e collezionisti, ma anche dai non addetti ai lavori: pare che nelle sue opere scorra una vena d’ispirazione capace di raggiungere tutti, anche chi normalmente non bazzica gallerie e musei.

Salvador Dalì Apparizione del viso di Afrodite di Cnido in un paesaggio, 1981, olio su tela 140x96 cm

L’idea di organizzare un’esposizione a lui dedicata a Palazzo Reale è già vincente in partenza. E le parti in causa (il Comune che l’ha promossa, 24 Ore Cultura che ne cura la produzione e i moltissimi partners) lo sanno. E non lo nascondono: in un clima di soddisfazione si è svolta la presentazione della mostra, curata da Vincenzo Trione e allestita da Oscar Tusquets Blanca, amico e collaboratore del maestro surrealista. Alla preparazione ha contribuito anche la Fondazione Gala Salvador Dalì di Figueres, città di nascita del maestro dove, dal 1974, ha sede il Teatro-Museo Dalì, vera e propria casa del “sapere artistico” del pittore surrealista.

Sono 50 le opere che – dal 22 settembre al 30 gennaio 2011 – i visitatori incontreranno lungo il percorso: «Non si tratta di una mostra retrospettiva, né di un’antologica – chiarisce il curatore Trione – «piuttosto l’esposizione mette al centro un focus che coniuga, fra ricerca e spettacolo, il tema del paesaggio. Un topos centrale, quasi un’ossessione della ricerca daliniana».
Attraverso prestiti da importanti musei di tutto il mondo – fra cui il Centro de Arte Reina Sofia di Madrid, la Peggy Guggenheim Collection di Venezia e i Musei VaticaniTrione e Blanca hanno costruito un percorso suddiviso in stanze, capaci di raccontare le fasi progressive della “poetica” di Dalì rispetto al paesaggio. Se il surrealismo è l’avanguardia più onirica fra tutte, «i paesaggi rappresentati da Dalì esistono  comunque nella realtà. Per quanto trasfigurati e resi opachi dal lavoro del pittore – spiega Trione – nelle sue tele si possono intravedere i panorami catalani, quelli della sua infanzia, le rocce, la luce gialla».

Salvador Dalì, Destino, 1946, Olio su masonite, 77x3x61 cm

Ad opere molto note come Dematerializzazione del naso di Nerone e Idillio Atomico, si aggiunge anche un cortometraggio, frutto della collaborazione fra Dalì e il maestro dei cartoons Walt Disney. I due collaborarono fra il 1945 e il 1946 per il video Destino. Il corto, la cui lavorazione non giunse a compimento, è stato ripescato nel 2003 dall’Animation Research Library della Disney – che – assemblando i disegni originali – ha compiuto la magia, rendendo fruibile il parto (visivo) di due menti un po’ folli.
E proprio per omaggiare il connubio fra il papà di Paperino&Co e il baffuto artista ispanico il settimanale Topolino ha dato alle stampe un numero speciale intitolato Topolino e il surreale viaggio nel Destino, disegnato da Giorgio Cavazzato.

Il lavoro sarà visibile nell’ultima stanza che compone la mostra, che «vuol essere una sintesi – chiosa Trione – «una sorta di pantheon nel quale i visitatori potranno trovare una selezione di quadri con riferimenti al mondo classico, ma anche al pop e ai cartoons».

 

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