L’ESPRESSIONISMO

Schemi utili per capire e memorizzare il fenomeno artistico detto “Espressionismo”

dal corso di STORIA DELL’ARTE MODERNA e CONTEMPORANEA

2006/2007

Professor Walter Bacchella

L’ Espressionismo interessa vari campi:

  1. GRAFICA
  2. PITTURA
  3. SCULTURA
  4. ARCHITETTURA

Poetica:

  • IMPRESSIONISTI: guardano la realtà dall’esterno

Impressione, sole nascente di Monet

  • ESPRESSIONISTI: guardano la realtà dall’interno
    il referente è di tipo interiore, la natura prende forma solo se filtrata dell’ interiorità dell’autore.

La fanciulla malata di Munch

I PADRI dell’ Espressionismo sono VINCENT VAN GOGH ed EDVARD MUNCH.

I GRUPPI:

  1. DIE BRUKE   (“Il Ponte”)
    Kirchner, Heckel, Nolde
  2. DER BLAUE REITER (“Il Cavaliere Azzurro”)
    Kandinskij, Klee, Marc

CARATTERI:

  1. Acutizzazione psicologica dell’oggetto
  2. Vita interiore/spiritualità

L’apporto dell’arte espressionista è stato collegato alle motivazioni etnico-culturali germaniche e dell’Europa del Nord.
Nell’uomo originario esiste una contraddizione tra materia e spirito, tra reale e irreale: è sentita come una tormentata ricerca e una rivolta sociale.
I soggetti espressionisti sono: dolorosi, inquietanti.
La realtà raccontata é: brutale, violenta, tecnicamente rapida e istintiva, per alcuni sciatta e maldestra.

Gli Espressionisti eseguono una pittura bidimensionale, tutta linea e piano.
Il loro programma è quello di rappresentare non oggetti ma sentimenti, espressi con immediatezza.
Deformazione sì, ma in funzione del disegno, della linea dura, angolosa, che conforma un effetto immediato.
Si oppongono agli Impressionisti: troppo legati alla natura esteriore e superficiali.

Lo stile: è la deformazione.

Il rapporto con la storia
Gli espressionisti rifiutano ogni codice visivo, ogni tradizione accademica.

Tuttavia non negano ogni esperienza precedente, ma affermano una scelta di deformazione espressiva di ascendenza Jugenstil:

  • recupero di una smarrita religiosità
  • interesse per le culture esotiche e primitive (negre e polinesiane)

Per un modo di rendere interiore una più vasta realtà.


gli ARTISTI raccontati attraverso le opere:


Kirchner

Kirchner "MARCELLA" 1910

  • colore aggressivo
  • deformante “violenza”
  • esasperazione psicologica

Heckel

Heckel "RAGAZZA CON BAMBOLA"

  • disegno rudimentale, quasi primitivo
  • linee tonali rigide, un pò spigolose

Nolde

 

Nolde "Profeta" 1912

  • dipinge molti paesaggi dalle pennellate brevi e larghe stesure, usa il colore puro per i fiori, le maschere, le ballerine aborigene
  • tema della condizione umana
  • soggetti religiosi, terribili e grotteschi

Marc

Marc "La tana della volpe"

 

  • intonazione simbolista di derivazione tardo-romantica
  • senso di calma inquietante
  • geometrizzazione
  • colore non più descrittivo ma interiore (si va verso l’astrattismo)

Gaugin

Gaugin “MANAO TUPAPAO“ 1892

  • ritorno alla spiritualità medievale
  • padre dell’arte “mistica” e onirica
  • tecnica del cloisonisme
  • il senso del colore è dato dalla sua espansione sulla tela e dal suo significato
  • motivazione etico-sociale: semplificazione iconica dell’immagine, sentimenti profondi, autentici, elementari
  • riduzione della pittura a campiture piatte, ritmica grave dei contorni

Rouault

  • esaspera il cloisonisme: riduce il colore a vantaggio del segno grafico
  • temi: riscatto sociale e religioso
  • attraversa due periodi artistici: il primo dedito ad una marcata deformazione umana e al dolore; il secondo ad un’ artisticità più libera

Modigliani

  • pittore della sfera mondana ( collezionisti d’arte, nobildonne decadute, modelle, artisti, pittoreschi alcolizzati)
  • il miglior italiano a dipingere la società bohémienne tra il 10 e il 20 del Novecento
  • è un caso unico: il suo modo pittorico unisce Primitivismo, Linearismo e Art Nouveau
  • gran disegnatore  e gran colorista (colore tonale dei veneti)
  • deformazione nei colli e nelle braccia allungate, niente chiaroscuro

 

Giacometti

Giacometti, "Minigatto"

 

  • firma legata al cubismo, al primitivismo di Brancusi, infine al surrealismo
  • stile: sottili sculture
  • figure senza spessore, ma fortemente plastiche ed espressive

De kooning

De Kooning, "No Title"

  • artista a contatto con la poetica dell’ informale
  • il suo stile è ambiguo: a cavallo tra astrattismo e figurazione
  • i suoi volti sono deformi, le membra disfatte e morbide
  • i suoi quadri appaiono, alla prima occhiata, un impasto di colori, di fattura veloce e impulsiva

Bacon

Bacon, "Qualche interiore dialogo della follia"

 

  • rielaborazione deforme dei ritratti del passato
  • ritrae l’uomo contemporaneo nel suo contesto
  • campo neutro attorno alle figure
  • l’uomo appare menomato,  guance scavate, nasi affilati, un’unica testa rappresentata in circonduzione, da tutti i lati
  • fa pensare agli esperimenti clinici

 

Kochoschka

Kokoschka, "La sposa del vento"

  • uso del colore intimo e personale
  • pittura vibrante e materica
  • forte accentuazione del chiaroscuro-soggettivo
  • esasperazione psicologica della condizione umana
  • tratto spesso e profondo

Schiele

Schiele "KlassMod"

 

  • sfondo abolito
  • interesse per la figura, soprattutto nuda, la linea tonale è eloquente, non necessita del colore
  • disegnatore formidabile, Klimt è il suo padre spirituale
  • di impianto fortemente espressionista, i suoi nudi ci appaiono asciutti, quasi taglienti, con occhi che scrutano, dai quali trapelano le emozioni umane

Klee

Klee, " Testa di un uomo"

  • espressionista
  • astrattista espressionista
  • surrealista
  • inventore di un’arte naive sui generis
  • anche se, in effetti, per il suo assoluto soggettivismo mal s’inquadra in queste tendenze, e, di fatto le trascende tutte.
  • le sue opere sono una specie di diario della sua vita interiore: parla di diario per la narrativa onirica, di metamorfosi per la dimensione ridotta delle sue opere, e di bolle d’aria per la mancanza di gravità; con i lapsus rivela fenomeni inconsci

Kandinskij

Kandinskij, "Circles"

 

  • non nasce astrattista espressionista, un giorno vede un quadro al rovescio e capisce le possibilità infinite dell’astrazione
  • stabilisce un parallelo tra musica e pittura
  • crea un codice per l’anima dei colori, studia la psicologia dei colori , le sensazioni delle forme e delle tinte, il rapporto fra le dimensioni dei colori ed il loro potenziale coloristico
  • comprende che quanto più è libero l’elemento astratto dalla forma, tanto più pura e quindi primitiva, ne è la risonanza. E che con ogni tipo di immagine astratta si possono esprimere le “necessità della vita interiore”.

articolo di Carol Gianotti

 

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