IL FUMETTO

Racconto realizzato per mezzo di sequenze di disegni e testi giustapposti.

Il termine fa riferimento al riquadro a forma di nuvoletta (baloon) che sembra uscire dalla bocca dei personaggi e contiene le parole che si immaginano da loro pronunciate. I termini usati in altre lingue sottolineano altri aspetti:

l’inglese strip e il francese bandes dessinées fanno riferimento alla disposizione in strisce orizzontali dei disegni mentre l’inglese comics, lo spagnolo historietas e il giapponese manga si riferiscono a un genere quello comico o satirico, predominante agli inizi della storia del fumetto moderno.

Predecessori del fumetto moderno, caratterizzato dalla larga diffusione a mezzo stampa e dalla costituzione di un linguaggio e di un ambito professionale proprio, sono lo svizzero Rodolphe Topffer con L’histoire de M. Vieux-Bois (1827), il francese Christophe (Georges Colomb) con La famille Fenouillard (1889) e lo statunitense James Swinnerton, autore di Little bears (1892), apparso sul quotidiano Examiner di San Francisco.

La data di nascita del fumetto moderno è considerata il 1895, quando, sulle pagine del supplemento domenicale del New York World di J. Pulitzer, apparve The Yellow Kid in cui R. F. Outcault raccontava le umoristiche avventure di un ragazzino monello vestito di giallo. I magnati dell’editoria statunitense intuirono presto le potenzialità commerciali di questa nuova forma di comunicazione e dei personaggi da essa creati. Negli inserti domenicali dei quotidiani si moltiplicarono le stisce. Trovarono così la via del successo fumetti quali: Katzenjammer Kids – Bibì e Bibò (1897) di R. Dirks, Little Nemo (1905) di Winsor McCay, Mr.Mutt (1907) di Bud Fischer.

In Italia Il Corriere della Sera, ospitava la domenica Il Corriere dei Piccoli, dove si pubblicarono le prime strisce, americane e nostrane (A. Rubino con Lollo e Lalla e S. Tofano con Il Signor Bonaventura).

In Italia il fumetto degli albori era prettamente comico, mentre negli Stati Uniti prese la strada della satira familiare ( Bringing up father,1913), dell’assurdo e grottesco Popeye,1929 e della violenta satira sociale (Li’l Abner,1924).

Nel 1929 Hal Foster trasporta in fumetto Tarzan of Apes e disegna Buck Rogers in the year 2429 AD. Nel ’31 Dick Tracy e nel ’34 Flash Gordon,Therry and the pirates e Mandrake.

Da ricordare anche Tin Tin del belga Hergé del ’29.

Dopo il ’34 le strisce vennero sostituite dai comic books.

Superman (1938), disegnato da Joe Shuster e sceneggiato da Jerry Siegel appare per primo su Action Comics.

Al super eroe del pianeta Krypton fecero seguito personaggi quali Batman (1939), The Flash (1940), Capitan America (1941)e The Spirit (1940) di Wil Eisner.

Il periodo fascista risparmiò alla censura solo l’americano Topolino.

Nel dopoguerra i generi di fumetto si allargarono, spaziando dalla feroce parodia di riviste come Mad del ’52, all’horror di The Crypt of Terror del’50, all’erotismo soft di Romeo Brown del’54.

Le dicerie sul fatto che i fumetti erano fuorvianti per i comportamenti giovanili prese presto piede, causando numerose censure. Si cercava di pubblicare fumetti,infatti, che potevano favorire comportamenti corretti grazie alla morale contenuta nelle sceneggiature.

In America è il momento dei fumetti di Jack Kirby e Stan Lee, di Blacke e Mortimer, e Asterìx e Obelìx di Goscinny del ’59.

In Italia si diffondono le strisce su riviste cattoliche, come Primavera, e i comic books Walt Disney (TopolinoPaperino). In Spagna i super eroi, in Giappone nasce il manga moderno con i fumetti di O.Tezuka, inventando un metalinguaggio proprio e unico nel suo genere.

La contestazione degli anni Sessanta tocca anche il mondo del fumetto. In America attraverso la nascita del fenomeno underground (Crumb-Rodriguez) e in Europa con la satira socio-politica di Wolinsky e Bretècher.

Nel ’65 in Italia inizia la pubblicazione della rivista Linus che prende il nome dall’omonimo Peanut nel 1950.

I curatori del primo editoriale furono intellettuali come U.Eco e Oreste del Buono, aprendo la strada al fumetto d’autore, legittimando un medium considerato precedentemente solo un prodotto sottoculturale.

Accanto a Linus nasce AlterLinus dove compaiono i fumetti sofisticati e sensuali di Crepax, Pratt ,  Milo Manara, la satira politica di Staino e Altan.

Nei Settanta la maggior fucina della ricerca espressiva è la rivista francese Mètal Hurlant (1975), seguita dai geniali autodidatti italiani Pazienza, Mattioli e Liberatore.

Nel 1986 Frank Miller disegna The dark knights return, basata sul personaggio di Batman. In Italia  ai successi di personaggi noir come Diabolik del ’62 e Satanik del ’74 seguirono i prodotti della casa editrice Bonelli (Tex/1948- Dylan Dog/1986- Nathan Never/1991).

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