AEROPITTURA

AEROPITTURA

appunti di Carol Gianotti

L’ Aeropittura (o Nuovo Futurismo) è una corrente artistica nata all’interno del secondo futurismo con il Manifesto dell’ Aeropittura del 22 settembre 1929, nel quale si esalta l’estetica del volo e dell’aeroplano.

Tale nuovo manifesto comprende sia i grandi nomi del primo futurismo, (tra i quali figurano Balla, Prampolini e De Pero) sia nuovi aderenti (Dottori, Crali, Benedetta, Fillia, Tato).

RITMI VENEZIANI di Depero

Retroterra teorico dell’ aeropittura sono le prospettive aeree inusuali.

Dice Crali : “… [il volo] colmò tutta la mia avidità di vedere, sentire, conoscere: l’ondata del decollo, la voce prepotente dei motori, l’intransigenza dell’elica, la sorpresa della sospensione a cento, cinquecento, mille metri sul mare, l’ubbidienza dei comandi e l’indisciplina della bora, i vuoti, le impennate, tutto era meraviglioso e quando mi trovai a terra era come se m’avessero derubato. “

PARACADUTE di Tullio Crali

 

Il momento centrale di questa nuova stagione futurista è la rappresentazione della percezione dal punto di vista dell’aereo, della sua velocità e del suo dinamismo.

AERODANZATRICE di Crali

Probabilmente negli anni Trenta dello scorso secolo l’interesse di molti artisti si focalizzò su queste nuove interessanti teorie di rappresentazione, poiché le macchine , la velocità del moto, il volo dell’aereo erano tutte cose nuove.

FUTURO di Crali

Quindi dobbiamo concepire l’interesse enorme suscitato sulle persone, persone che vedevano per la prima volta l’aeroplano! Non come oggi, cosa che non ci stupisce più perchè l’abbiamo immagazzinata, fa parte di quei fenomeni che la nostra coscienza classifica come normali.

Allora la gente cominciava pian piano ad interagire con quel tipo di progresso che preannunciava l’incredibile sviluppo digitale e virtuale delle macchine di oggi.

Ma gli artisti, che ne subivano il fascino, non potevano resistere alla tentazione di coglierne il dinamismo. Il movimento, il volo. L’uomo si era sostituto a dio, poteva volare, grazie ad una macchina da lui creata.

E poteva guardare il mondo non più solo dall’alto; ma anche dall’alto procedendo in un moto! Ecco perchè l’aeropittura è “un incessante e graduata moltiplicazione di forme e dei colori con dei crescendo e diminuendo elasticissimi”.

Nel 1931 gli esponenti maggiori del movimento fecero una collettiva alla Galleria Pesaro di Milano. Tra di loro un giovane Bruno Munari risolve la sua partecipazione all’aeropittura con un astrattismo fortemente geometrizzante.

Parole chiave come sintesi, velocità, dinamismo e vista dall’alto tornano anche nella produzione di Diulgheroff.

Il coinvolgimento dell’ aeropittura con le dittature della Seconda Guerra Mondiale è dimostrato dal fatto che il Ministro dell’ Informazione del Terzo Reich Joseph Goebels finanziò una mostra itinerante dell’aeropittura. Tutto questo nel 1934, data che coincise con lo scioglimento del Regime fascista in Italia e del gruppo artistico stesso.

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