BIOGRAFIA DI EGON SCHIELE

BIOGRAFIA DI EGON SCHIELE

ARTICOLO DI CAROL GIANOTTI

Come per numerosi altri artisti, anche il caso di Schiele, testimonia la capacità dell’ antico Impero Austroungarico di attrarre personalità ed etinie diverse, in uno stato multietnico ma unitario. Benchè il padre di Schiele sia nato a Vienna, la sua famiglia proviene dalla Germania; tutti rispettabili esponenti della solida borghesia tedesca, tra cui religiosi, ufficiali e impiegati statali di grado superiore, dei quali il giovane poteva sentirsi orgoglioso.

Dice di se: “in me scorre sangue tedesco e, spesso, sento in me la natura degli avi. Pronipote del consigliere di giustizia Friedrich Karl Schiele, sono nato da padre viennese e madre di Krumau”.

Il nonno di Schiele, Karl Ludwig Wilhelm Bellenstedt, figlio del sopracitato consigliere di giustizia, era architetto; nel 1884 diviene ingeniere della k.u.k. Kaiser Ferdinand Nordbahn (la imperial regia linea ferroviaria settentrionale Kaiser Ferdinand), in Moravia, e, in quanto tale, contribuì alla costruzione delle “privilegiate ferrovie occidentali boeme” per le quali svolse le funzioni di Primo Ispettore Generale, diventando un funzionario al servizio della monarchia.

Sua madre, Marie Soucup o Soukop (1862-1935) nasce a Krumau, oggi Cesky Krumlov in Boemia. I suoi avi erano contadini, artigiani e commercianti, provenienti dal sud della Boemia. Alcuni di essi avevano origini ceche. La disparità sociale fra la sua famiglia e quella del futuro marito è evidente.

1890

Il 12 giugno, nella piccola città di Tulln, in Bassa Austria, nasce Egon Schiele, terzo figlio dell’ Oberoffizial delle ferrovie imperial-regie Adolf Eugene Schiele e di Marie Schiele.

Viene battezzato col nome di Egon Adolf Leo.

Ha due sorelle: Elvira, nata nel 1883, che morirà a soli dieci anni, e Melanie, nata nel 1886. Nel 1894 nascerà l’ultima figlia, Gertrude. Ella, la preferita di Schiele, poserà spesso per i disegni e i dipinti del fratello e sposerà l’amico pittore Anton Peschka.

1890-1905

In questi anni il padre è capostazione a Tulln, dove abita con la famiglia in un appartamento di servizio. Alle elementari Schiele già disegna, ritaendo spesso la stazione di Tulln e i treni fermi o in manovra.

A dieci anni frequenta il Realgymnasium (ginnasio) di Krems. Visti i cattivi risultati scolastici, il padre lo iscrive, nell’autunno del 1902, al Landes-Real-und Obergymnasium di

Klosterneuburg. Gli insegnati non tardano a denunciare la poca attenzione del bambino, e il suo continuo disegnare su qualsiasi tipo di supporto.

Il padre si ammala. Non riesce più a lavorare, così tutta la famiglia si trasferisce a Klosterneuburg. Adolf Schiele muore il giorno di Capodanno del 1905, molto probabilmente per una paralisi progressiva. Egon ne soffrirà moltissimo. Il tutto confermato da numerose lettere invitate all’amico Peschka.

1906

L’ingeniere Leopold Czihaczek, marito della zia paterna e suo padrino di battesimo, viene nomianto tutore legale del giovane Schiele.

Egli, analogamente al padre prima di lui, mirava ad iscrivere il giovane al politecnico.

Ma i cattivi risultati (nel 1906 ripete l’anno) inducono la madre a rivolgersi alla sorella Olga, sposata con il propietario di uno stabilimento chemigrafico, dove Egon potrebbe trovare lavoro come disegnatore.

Marie riceverà, però, un netto rifiuto da parte della sorella, come si legge in una lettera del 9 giugno 1906 a lei indirizzata:

“…il fatto che un giovane…possa arrecare tali preoccupazioni alla madre: mio marito considera questo comportamento una grave offesa…per il ragazzaccio anch’ io non provo compassione alcuna, un giovane deve studiare e far bene…solo le persone pratiche riescono a fare qualcosa nella vita.”

Viene presa in considerazione la Kunstgewerbeschule (scuola di artigianato) di Vienna.

Leopold è contrario, ma due professori del Realgymnasium- l’insegnante di disegno Strauch e il canonico Pauker- insieme al pittore Max Kahrer sostengono l’ opportunità che il giovane intraprenda studi in campo artistico.

I disegni presentati di Schiele alla Kunstgewerbeschule vengono giudicati così positivamente che gli viene consigliato di iscriversi all’ Accademia di Belle Arti. Quando Egon supera con successo l’esame d’ammissione anche gli scrupoli del tutore svaniscono. Il 13 Ottobre 1906 Czihaczek telegrafa alla moglie “Egon è passato brillantemente!”

1907

Schiele s’ immerge con entusiasmo negli studi.

Ben presto, però, ha seri contrasti col professor Christian Gripenkerl, dalle note tendenze reazionarie e tuttora ancorato alla RingstraBenstil (stile della RingstraBe)

Già durante quest’anno Egon cerca di incontare Gustav Klimt. Va in vacanza in Italia (a Trieste) con la sorella Gertrude dove esegue pregiatissimi schizzi nella zona del porto. Al suo ritorno prende in affitto il suo primo studio nel secondo distretto di Vienna, al n.6 della Kurzbauergasse.

1908

Espone per la prima volta dieci opere alla mostra che si tiene dal 16 maggio a fine giugno nella Kaisersaal del convento agostiniano di Klosterneuburg

1909

Espone quattro opere all’ Internationale Kunstschau, il comitato organizzativo è presieduto da Klimt. In questa occasione conosce l’architetto Josef Hoffmann tramite il quale, in seguito, entrerà in contatto con la Wiener Werkstatte. Per contro, riceve giudizi sfavorevoli da tutti i suoi docenti dell’ Accademia.

I contrasti di opinione col professor Griepenkerl si acuiscono fino a che, nel mese d’aprile, Egon abbandona l’istituto dopo tre anni di studio.

Schiele fonda la Neukunstgruppe con alcuni amici che condividono le sue idee sull’arte e sulla pittura. Tra di essi ricordiamo Anton Faistauer, Rudolf Kalvach, Franz Wiegele, Hans Ehrlich, il pittore e attore Erwin Dominik Osen ed il compositore Arthur Lowenstein.

In seguito aderirono al gruppo di cui Schiele è segretario Hans Bohler e Albert Paris Gutersloh. In dicembre la Neukunstgruppe organizza una mostra al Salon Pisko di Vienna. Su esortazione dello stesso Schiele, Faistauer ne disegna il cartellone mentre Egon scrive un manifesto che nel 1914 verrà pubblicato sul n.20 della rivista Die Aktion.

Durante la mostra Schiele incontra diverse personalità della vita culturale viennese: i collezionisti Carl Reininghaus e Oskar Reichel, l’editore Eduard Kosmak e il critico d’arte della rivista Arbeiterzeitung, Artur Roessler.

1910

Il primo febbraio si innaugura la seconda mostra della Neukunstgruppe, al circolo delle artiste tedesche di Praga. Oltre a quelle di Schiele, vi sono opere di Bohler, Faistauer, Gutersloh, Kalvach, Kolig, Pesckha (suo futuro cognato) e Wiegele.

Anton Kolig è l’autore del manifesto della mostra; (ovviamente a mano, su carta da pacco con l’impiego di gouache, dall’effetto opaco e piatto).

La Wiener Werkstatte pubblica tre cartoline bastate sui disegni di moda realizzati da Schiele. Tramite Josef Hoffmann, direttore della Wiener Werkstatte, Egon partecipa all’ Internationale Jagdausstellung da maggio ad ottobre, dove espone un nudo femminile seduto a grandezza naturale.

All’inaugurazione della mostra, l’Imperatore Francesco Giuseppe si mostra colpito in maniera particolarmente sgradevole da questo quadro, oggi purtroppo perduto.

Il 12 maggio parte per Krumau con l’amico Erwin Dominik Osen dove rimane fino al primo giugno. Richiede 40 corone allo zio che rinuncia definitivamente al suo incarico di tutore dopo soli quattro anni.

Tornato a Vienna Schiele va ad abitare nel nono distretto, in uno studio al n.39 della AlserbachstraBe; in seguito si trasferisce al n.31 della GrunbergstrBe, nel dodiciesimo distretto.

Secondo Roessler fu Otto Wagner a consigliare a Schiele di ritrarre i personaggi famosi a grandezza naturale e si offre di posare.

I più importanti sono quelli di Zakovsek, di Roessler e di Kosmak.

In autunno espone nuovamente al convento di Klosterneuburg. Il funzionario delle ferrovie Heinrich Benesch è talmente affascinato dal dipinto di un girasole che desidera incontrare Schiele di persona.

Diventerà il più tenace collezionista dei disegni e degli acquerelli del pittore, che oggi formano una parte consistente delle opere di Schiele dell’Albertina.

1911

A soli vent’anni Schiele è un artista indipendente, ma non ha ancora ricevuto un riconoscimento pubblico. Malgrado ciò, nel 1911, Albert Paris Gutersloh gli dedica un saggio dal titolo Egon Schiele Versuch einer Vorrede, e molti critici scrivono articoli su di lui. Quest’anno Schiele partecipa alla prima importante mostra collettiva che si tiene da aprile a maggio presso la galleria Miethke di Vienna. La Wiener Werkstatte gli rifiuta i disegni per cinque graziose cartoline.

Esprime in una lettera al futuro cognato l’intenzione di lasciare Vienna, “(…)presto. Tutto qui mi disgusta. La gente è invidiosa di me, è subdola; i colleghi di un tempo mi guardano con ipocrisia. Tutto è ombra a Vienna, la città è nera, tutto sa di imposizione. Voglio starmene da solo. Andare nel Bohmerwald.”

All’inizio della primavera si stabilisce a Krumau, città natale della madre. Intraprendendo una convivenza (all’epoca in maniera del tutto inusuale) con la modella da poco conosciuta Wally Neuzil.

Qui inizia un periodo di grande creatività. Realizza, tra le altre opere, paesaggi urbani visionari e fantastici. Ben presto però la mentalità provinciale degli abitanti del paesino viene disturbata, non solo dal fatto che Schiele inviti giovani ragazze a posare, ma anche (e soprattutto) dalla sua convivenza more uxorio con Wally.

E’ dunque costretto ad abbandonare la cittadina, trasfrendosi nuovamente a Vienna e successivamente a Neulengbach, un paese a pochi chilometri dalla capitale.

In settembre, tramite Roessler, conosce il mercante d’arte di Monaco Hans Goltz.

In novembre viene accolto nel circolo artistico Sema, di cui fanno parte anche Alfred Kubin e Paul Klee.

1912

All’inizio dell’anno la Neukunstgruppe espone alla Casa degli Artisti di Budapest. Dal 13 febbraio a al 15 marzo, a Monaco, Hans Goltz espone dipinti e grafiche di Schiele insieme ai lavori del famosissimo gruppo Der Blaue Raiter di Wassilij Kandinskij.

Il successo è enorme; poco dopo lo stesso Goltz invierà i lavori di Schiele al francese Emile Zoire al Museum Folkwang dove, in aprile, Karl Ernst Osthaus allestirà una mostra rappresentativa di grande rilievo internazionale.

Tra marzo e aprile Schiele partecipa con altre opere all’esposizione della Secessione di Monaco. Il gruppo Sema pubblica la sua litografia Autoritratto Nudo.

Questo periodo, ricco di sviluppi, conosce però una brusca interruzione. Il 13 aprile l’artista  viene sottoposto ad un provvedimento di carcerazione preventiva a Neulengbach; il 30 aprile viene demandato al tribunale distrettuale di Sankt Polten. La principale accusa , quella di aver sedotto una minorenne, si rivela infondata. Tuttavia, il ritrovamento nel suo atelier di nudi dai volti infantili spinge la corte a condannarlo a tre giorni di reclusione (che si uniscono ai ventuno di carcerazione preventiva) per il reato di “diffusione di opere immorali”.

La vicenda gli causa un profondo shock. In questo periodo termina uno dei momenti più creativi della sua vita.

Scrive sul suo diario il 17 aprile 1912:

“(…) Sono stato arrestato il 13 aprile 1912 e mi hanno messo sotto chiave nel tribunale distrettuale. Perchè? Perchè? Perchè? Non lo so.

Alle mie domande non hanno dato risposta. Nessun grido riecheggia stridulo attraverso Vienna denunciando il mio arresto; perchè ancora nessuno sa che sono stato vittima di una violenza e mi hanno fatto sparire dalla circolazione. E se lo si sapesse si griderebbe? Si accorerebbe in aiuto? Forse qualche amico come Gustav Klimt o Roessler, ma gli altri si nasconderebbero vilmente e T. F. farebbe il gesuita, col volto rigido e gli occhi privi d’espressione, si stringerebbe nelle spalle reputandosi migliore di questo tizio qui, di me, sentendosi segretamente liberato di uno che gli stava tra i piedi.

Inferno! Quello in cui sono stato improvvisamente gettato è uno dei possibili inferni, un inferno di abiezione, volgarità, sporcizia, vergogna.

Polvere, ragnatele, scaracchi, strati di sudore hanno insudiciato l’ intonaco sgretolato di questa stanzetta. (…) Adesso so cos’è una segreta. (…) Solo il pulsante del campanello elettrico sopra la testata del tavolaccio non si accorda col resto, è roba nuova, è moderno. Perciò mi rendo conto di non sognare, di non avere visioni. No, non sogno. Io vivo, subisco – a meno che la vita non sia un sogno popolato da incubi.”

19 aprile 1912:

“Ho dipinto il giaciglio della mia cella. Al centro del grigio sporco delle coperte sfavilla un’arancia che mi ha portato Wally, unica luce ad illuminare l’ambiente. La piccola macchia di colore mi ha fatto incredibilmente bene.”

Un giorno di maggio:

“Il mio arresto non è un malinteso!

Non sono stato arrestato a causa di una ragazzetta isterica, bensì (e immagino grazie ai sospetti del mio tutore)  perchè indiziato di atti osceni coi minori, per aver eseguito disegni erotici, vale a dire osceni, che avrei mostrato ai bambini o comunque avrei negligentemente lasciato in giro fuori dalle cartelle.

Insomma, finalmente so perchè sono al fresco! E’ uno scandalo! Una grossolanità da non credere! Che meschinità! E che enorme, enorme stupidaggine! E’ una vergogna per la cultura, una vergogna per l’ Austria che a un artista possa accadere, nella sua patria, una cosa simile.

Non lo nego. Ho realizzato disegni e acquarelli che sono erotici. Ma sono pur sempre opere d’ arte! Questo posso dirlo io e persone che ne capiscono qualcosa e lo confermano volentieri. Altri artisti non hanno forse dipinto quadri erotici? Rops, ad esempio, ne ha fatti solo di questo genere. Ma nessun artista è mai stato messo in carcere per simili motivi. Nessun opera d’arte erotica è una porcheria, quand’è artisticamente rilevante, diventa una porcheria solo tramite l’osservatore, se costui è un porco. Potrei citare molti, molti nomi di artisti famosi, anche quello di Klimt; ma con questo non voglio affatto giustificarmi, non sarebbe degno di me. Dunque non lo nego. Dichiaro, invece, del tutto falso il fatto che avrei mostrato intenzionalmente a dei bambini tali disegni, che avrei corrotto dei bambini. E’ una menzogna!

(Tuttavia so che ci sono molti bambini corrotti. Ma cosa significa poi “corrotti”? Gli adulti hanno dimenticato quanto essi stessi erano corrotti da bambini, cioè stimolati ed eccitati dall’impulso sessulale? Hanno dimenticato come il terribile impulso li bruciava e li tormentava quando ancora erano bambini? Io non l’ho dimenticato. Perchè mi ha fatto soffrire tremendamente. E credo che l’uomo sarà costretto a soffrire il tormento del sesso finchè sarà sensibile allo stimolo sessuale).”

8 maggio 1912:

“24 giorni sono stato in prigione! Ventiquattro giorni o cinquecentosettantasei ore! Un’eternità! L’indagine si è sgonfiata miseramente, ma io ho sofferto come un cane, in modo indicibile. Sono stato terribilmente punito senza condanna.

Nel corso del dibattimento uno dei fogli sequestrati, quello che era appeso in camera da letto, è stato solennemente bruciato con la fiamma di una candela dal giudice in toga! Autodafè! Savonarola! Inquisizione! Medioevo! Castrazione! Trionfo dell’ipocrisia! Allora andate nei musei e fate a pezzi le massime opere d’arte.

Chi rinnega il sesso è un sudicione e infanga nel modo più basso i genitori che l’ hanno fatto venire al mondo.

Come dovrà vergognarsi di fronte a me, d’ ora in poi, chiunque non abbia sofferto con me! (…) Non mi sento guarito. Ne purificato. Imprigionare un artista è un crimine, come uccidere la vita sul fiorire. Per la mia arte e per chi mi ama, però, ho saputo sopportare.”

Klimt al processo rilascia delle dichiarazioni in favore dell’amico Schiele, desideroso di aiutarlo: “Sono molto scosso, un disegno che era appeso da me è stato bruciato. Quello che oggi accade, senza giustizia, a uno, domani può accadere a un altro; non avremo mai la possibilità di fare ciò che vogliamo.”

L’ 8 maggio è finalmente scarcerato. Per distrarsi viaggia molto: Klangenfurt, Trieste, Lindau, Bregenz, Monaco. Infine va in affitto nello studio di Osen, a suo dire lo studio più economico che abbia mai trovato. Trascorre l’estate a Krumau, Dal 25 maggio al 30 settembre espone tre opere alla Internationale Sonderbund Ausstellung; espone anche a Dresda alla Galleria Arnold e, in luglio, è presente alla mostra della Hagenbund con sette oli, tra cui Gli Eremiti. In questa occasione conosce Franz Hauer, proprietario di un ristornate di lusso e amante dell’arte.

In novembre l’ennesimo trasloco; trova uno studio molto grande e adatto alle sue esigenze  nel tredicesimo distretto a Vienna (al n. 101 della Hietzingen HauptstrBe) dove resterà fino alla morte.

Klimt è tra i pochissimi artisti austriaci ad apprezzare veramente l’arte di Schiele e lo presenta ad uno dei suoi collezionisti più facoltosi, l’industriale August Lederer, che lo invita a Gyor (Raab). Qui l’artista trascorre il Natale ed il Capodanno e ritrae il figlio di August, Erich, che diventerà suo allievo.

1913

Il 17 gennaio viene accolto nel Bund Osterreichischer Kunstler (lega degli artisti austriaci), con i quali espone, nel mese di marzo a Budapest, quattro dipinti e venti disegni. Come l’anno precedente partecipa alla mostra primaverile della Secessione di Monaco. Dal 26 giugno al 15 luglio la Galleria Goltz gli dedica un’ ampia e articolata retrospettiva.

Le sue opere vengono esposte anche a Berlino, Dusseldorf e Vienna dove prende parte all’ Internationale SchwarzweiBaustellung e alla XLIII Austellung der Wiener Secession.

Anche nel ’13 viaggia molto. Spesso si reca nella valle della Wachau, dove si dedica alle vedute della città di Stein. Poi Krumau, Villach e Tarvisio. Durante l’estate è prima a casa di Roessler sul lago di Traun, poi sul lago Ossiach in Carinzia con la madre e Wally.

Diviene collaboratore della rivista Die Aktion, settimanale berlinese di politica, arte e  letteratura a cura di Franz Pfemfert, che dal 1913 pubblicherà i suoi disegni e i suoi versi.

1914

Partecipa per la prima volta a mostre organizzate al di fuori del territorio austroungarico e della Germania. E’ la volta di Roma, dove espone alla II Internazionale della Secessione, poi Bruxelles e Parigi. In Germania le sue opere sono presenti in due gallerie di Dresda, al Kunstverein di Amburgo, alla Secessione di Monaco e alla Werkbund Ausstellung di Colonia. In primavera Robert Philippi lo introduce all’arte della xilografia e dell’acquaforte; durante l’estate realizza le sue prime cinque incisioni all’acqauforte.

Il fotografo Anton Josef Trcka esegue una serie di originali fotografie dell’artista.

Conosce Heinrich Bohler, cugino dell’amico pittore Hans Bohler, che diventerà suo collezionista e allievo.

Si invaghisce di Edith, la ragazza che abita di fronte a lui. E’ la figlia del fabbro Johann Harms.

A gennaio compie i primi tentativi di avvicinarla, assieme alle sorella Adele, ma farà la loro conoscenza solo a fine anno.

La sua storia con Wally è agli sgoccioli.

Lo scoppio della prima guerra mondiale alla fine del mese di luglio non turba la sua attività creativa, visto che per due volte viene dichiarato inabile al servizio militare e può dunque continuare a dipingere.

1915

In gennaio la Galleria Guido Arnot di Vienna gli dedica un’ importante retrospettiva. Il 31 maggio viene nuovamente convocato alla visita di leva, e questa volta, è dichiarato abile.

Nel frattempo ha deciso di sposare Edith Harms.

Le nozze vengono celebrate il 17 giugno 1915, quattro giorni prima della sua partenza per Praga, dove raggiunge la sua guarnigione.

A luglio viene trasferito a Vienna, dove continua il servizio militare. In dicembre la Secession di Berlino lo invita ad esporre un gruppo di disegni e tre dipinti alla Wiener Kunstschau. Tra questi figura Levitazione, che viene collocato di fronte a Morte e Vita di Klimt.

1916

La rivista Die Aktion gli dedica un numero speciale (35/36) che, oltre a varie riproduzioni di disegni, contiene anche la xilografia dei Bagnanti e la poesia Abendland (Occidente).

Dall’ 8 marzo al 30 settembre Schiele tiene un diario di guerra. Nel tempo libero gli viene concesso di lavorare nel suo atelier, ma il tempo a disposizione per l’arte è poco. La moglie lo va a trovare vicino ad un cancello, fuori dalla caserma. Disegna molti ufficiali e prigionieri; in tutto il 1916 completa una sola tela di grandi dimensioni: Il mulino in rovina.

1917

In gennaio viene destinato all’ Imperial Regio Istituto dei costumi per i soldati dell’esercito del fronte, diretto a Vienna dal tenente dott. Hans Rosé. Il quale incarica Schiele di disegnare gli spazi più importanti dell’istituto e quelli delle 28 filiali sparse per tutto l’Impero. Gli viene anche assegnato l’incarico di organizzare, assieme ad Albert Paris Gutersloh, la Mostra di Guerra al Prater. Ciò lo angoscia molto, soprattutto perchè ne lui, ne gli artisti del Neukunstgruppe hanno a disposizione opere da loro prodotte il cui tema sia riconducibile alla guerra.

Solo per questo motivo il suo quadro Resurrezione verrà reintitolato Tombe di Eroi-Resurrezione.

In autunno vede esaudito un desiderio a lungo coltivato, quello di essere destinato al Museo Militare, dove avrà molto più tempo da dedicare alla sua produzione artistica, benchè, a causa della guerra, l’arte austriaca rimanga esclusa dal contesto internazionale. Viene comunque invitato a partecipare a diverse mostre; Amsterdam, Stoccolma, Copenaghen.

Progetta una comunità di lavoro che, con la partecipazione di letterati, artisti visivi, musicisti e pittori, dovrà contribuire alla rinascita culturale all’ indomani del conflitto.

Il progetto, al quale aderirono in molti, non potrà essere realizzato a causa dell’insufficenza delle risorse finanziarie.

Dice della guerra: “Da quando ci è piombato addosso il cruento orrore della guerra, molti hanno compreso che l’arte è assai più che un lusso borghese.”

1918

Il 6 febbraio 1918 muore Gustav Klimt.

Il giorno successivo, all’Ospedale generale, Schiele ritrae per tre volte il suo viso, che nel frattempo era stato rasato. Pubblica su una rivista il suo necrologio; e più precisamente sul  Flugblatt 3 del periodico Der Anbruch.

Sui due numeri precedenti della stessa rivista erano apparsi alcuni suoi disegni.

In marzo, a Vienna, Schiele e il Neukunstgruppe organizzano una mostra al Palazzo della Secession. Nella sala principale l’artista presenta 19 dipinti e 29 disegni in parte acquarellati. Dal punto di vista artistico come da quello materiale, questa esposizione è per l’artista il primo vero, importante successo riconosciuto.

Espone poi quattro quadri e numerosi disegni alla mostra Ein Jahrhundert Wiener Malerei, che si tiene dal 12 maggio al 16 giugno alla Kunsthaus di Zurigo. Dopo il successo dell’esposizione alla Secession, insieme a Johannes Fischer e Albert Paris Gutersloh dà vita al gruppo Neue Secession Wien, che vivrà solo alcuni mesi e organizzerà a Praga la sua unica mostra. Al Rudolfinum di Praga, il Kunstverein fur Bohem allestisce una mostra in cui Schiele e il suo gruppo presentano 200 opere grafiche.

In seguito la mostra fa tappa a Dresda, presso la Galleria Arnold. Il Presidente della Wiener Secession, Richard Harlfinger, lo invita a partecipare alla mostra di ritratti prevista per l’autunno seguente. Il 5 luglio prende in affitto un nuovo studio a Heitzing, Wattmangasse n.6, ma tiene anche quello vecchio.

Tra luglio e agosto Schiele cerca spazi espositivi adatti al suo gruppo, che al momento ha sede presso il mercante d’arte Gustav Nebehay, nel primo distretto di Vienna.

Il 21 agosto Carl Moll, a nome dello stesso Nebehay, gli chiede di mettere a disposizione una piccola collezione per la mostra Nassauischer Kunstverein di Wiesbaden.

Il 2 settembre 1918, in seguito ai continui contrasti con Fischer e Guntersloh, Schiele, assieme ad alcuni membri fedeli della Neue Secession Wien, fonda il gruppo Sonderbund.

Presidente del Sonderbund è Gustav Nebehay. E’ intenzione di Schiele invitare a far parte del gruppo Oskar Kokoschka, Alfred Kubin e Johannes Itten.

Il progetto non sarà portato a termine.

Il 20 settembre Egon scrive ad Albrecht Harta e Broncia Koller che, per quanto il nuovo studio gli vada a genio, l’umidità e per lui un problema sgradevole, che gli fa temere di ammalarsi.

Da uno dei suoi ultimi scritti è possibile ricostruire che il 19 ottobre, la moglie incinta di sei mesi, si ammali di influenza spagnola.

Scrive alla madre il 27 0ttobre 1918:

“Cara mamma Schiele, otto giorni fa Edith si è ammalata di spagnola e in più si è presa la polmonite. Oltretutto è al sesto mese di gravidanza. La malattia è molto grave e pericolosa, già mi preparo al peggio, dato che ha continuamente difficoltà respiratorie.

Un carissimo saluto a te e Melanie. Egon”

Sul suo diario annota Edith: “Ultime parole di Egon Schiele! La guerra è finita e io devo andarmene. I miei quadri dovranno essere esposti in tutti i musei del mondo! I miei disegni saranno divisi tra voi e i miei amici! E potranno essere venduti dopo dieci anni.”

Edith morirà nove giorni dopo essersi ammalata, il 28 ottobre alle 8 del mattino. La sera prima l’artista l’aveva ritratta due volte.

Sono i suoi ultimi disegni. Anche lui ha già contratto la malattia che lo porterà alla morte il 31 ottobre all’una di notte, all’età di 28 anni.

Martha Fein lo fotografa sul letto di morte e Gustinus Ambrosi realizza il calco del suo volto per la maschera mortuaria. Viene sepolto il 3 novembre 1918, nel cimitero di Ober Sankt Veit.

per concludere:

una poesia di Schiele

ICH EWIGES KIND (Io Eterno Bambino)

“Io eterno bambino, – ho sempre seguito i passi della gente cupida

e non volevo essere tra loro, dicevo; – parlavo e non parlavo,

stavo in ascolto e volevo sentirli chiaramente, più chiaramente,

e guardarli dentro.

Io eterno bambino, – mi sacrificavo per gli altri, per quelli che mi compativano,

per quelli che erano lontani o non vedevano che io vedevo.

Ho portato doni, ho mandato loro incontro occhi e tremori d’alito sfarfallante,

ho sparso davanti a loro percorsi superabili e – non parlavo.

  • – Presto alcuni riconobbero la mimica di chi sa guardare dentro

e allora non chiesero più nulla.

Io etrno bambino, – maledissi subito il denaro

e ridevo accettandolo, con commiserazione,

l’atto tradizionale, l’imperativo di massa, l’oggetto di scambio, il denaro del profitto.

Consideravo l’argento come nichel,

il nichel come oro, e argento e nichel, e tutto come cifre variabili

e per me prive di valore, che non m’interessavano,

eppure riderò di commiserazione sul denaro del profitto.

  • – Cosa me ne facevo. Cosa? – qualcuno dice: il denaro è pane.
  • – qualcuno dice: il denaro è merce. – qualcuno dice: il denaro è vita.
  • – ma chi dice: tu sei il denaro? – un prodotto? – sarebbe merce – Oh
  • – animati esseri viventi! – dove sono i vivi?

Nessun affare.

Tutti gli stati nascondono i pochi vivi. Essere se stessi! Essere se stessi!

  • – Dove cominciano gli ex libris, comincia la vita,
  • – dove comiciano gli scolari, cominciano i morti viventi.

Vivere? – Vivere significa sprizzare semi,

vivere significa gettar fuori semi,

sperperarli, per? – Forse per altri infelici,

per gli eterni scolari.

Oh – gli eteni scolari!

Oh- gli eterni conformisti!

Oh- gli eterni stati;

il lamento di quelli del pubblico,

di quelli del popolo, della massa,

dei soldati, degli impiegati,

degli insegnanti, degli inutili,

artigiani, chierici, indifferenti, nazionalisti, patrioti, calcolatori,

livellati, ridotti a numero.

La variante?

Chi agisce e chi non agisce.

Il bluff è già azione,

nella misura in cui viene escogitato.

Parlare in realtà non è azione, al massimo un’azione morta.

  • – Dove volano le parole?
  • – Chi si esprime è l’ artista.

La persona viva è rara.

  • – Comprate! Non quadri, non prodotti, non lavoro,

Quadri?

  • – Da dentro di me non da me. – Acquistarmi ——— Frammenti.”

Bibliografia

Catalogo Skira “Schiele e il suo tempo”

Saggi e documenti del Novecento “Egon Schiele, ritratto d’artista”

Kai Artingen “Egon Schile, vita e opere”

Storia dell’ Arte Moderna Zanichelli ed. Major

Carol Gianotti, 7 maggio 2010

 


 

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One thought on “BIOGRAFIA DI EGON SCHIELE

  1. bebba ha detto:

    amo questo magnifico artista…. un po’ del suo tocco magico e….

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