DADA

DADA

articolo di Carol Gianotti

Movimento artistico d’avanguardia che coinvolge i molteplici mezzi espressivi e linguaggi dell’arte, in un atteggiamento estetico di rivolta e di scardinamento dei canoni culturali occidentali.
All’origine del fenomeno contribuiscono sia l’impostazione dissacratoria del futurismo, sia la posizione delle avanguardie storiche, che hanno contestato già prima della Guerra Mondiale.

Rivista Cabaret Voltaire

Il movimento Dada o Dadaismo, rifiuta l’ipotesi costruttiva e positiva delle accademie cubiste e futuriste, i cosiddetti laboratori formali. Rifiuta di produrre arte “finalizzata ad ammucchiar denari ed accarezzar borghesi“.
La strada dell’iconoclastia e la poetica legata ai risultati artistici casuali si prospettano già dal 1916 come l’unica risposta all’accademismo e all’allontanarsi dell’arte dalla vita.
Come spiega Hans Arp, “dada è contro la formula accademica del compito scolastico tedesco ma a favore della fono-poesia, delle maschere di carta colorata e di tutte quelle attività che somigliano alla raccolta dei fiori per farne bouquet.”
I sentimenti sovversivi generati dalla devastazione bellica della Prima Guerra Mondiale e dall’eccessivo formalismo sociale determinarono la nascita di dada, che si materializzò con la creazione a Zurigo del Cabaret Voltaire, nel 1916.
Alla fondazione presiedettero il regista cinematografico H.Ball e l’artista E.Hennings, che si ispirarono al famoso Cabaret Pantagruel di W. Serner dove operavano gli artisti fuggiti in Germania all’inizio del conflitto bellico.
Nel programma del Voltaire le attività performative (performance) occupano un ruolo di primaria importanza.
Danza, lettura di testi poetici e teatrali, musica sperimentale, gare di fonemi e fonìe, attività artistiche corporali e sistemi artistici innovativi sono gli ingredienti che compongono le giornate. La dimensione dei contributi emerge in tutta la produzione dada del Voltaire.

manifesto di Hans Arp

Durante la programmazione eterogenea delle serate gli artisti mettono in scena le soirées nègres, La prima avventura celeste del signor Antipyrine del Manifesto Dada (1918), il Manifesto sull’amore debole e l’amore amaro (1920).

In queste occasioni Tristan Tzara precisa senza sosta “il rifiuto

dadaista del sistema di comunicazione convenzionale“, propugnando quella scrittura libera da ogni regola sintattica che sta alla base dei teoremi di Ball giocati sull’accostamento delle parole (poesie simultanee) e dei fonemi (poesie fonetiche).

volantino Dada

Per ciò che riguarda l’atteggiamento Dada nei confronti delle Arti Visive notiamo il concretizzarsi di un accentuato sperimentalismo tecnico che includeva, a fianco della pittura convenzionale, l’aerografo, il collage, l’assemblage, il fotomontaggio.
L’impiego del collage, in particolare, riflette la volontà Dada d’immergersi nella realtà della guerra e utilizzare i frammenti non tanto per creare arte, quanto per fabbricare oggetti nati dalla riconfigurazione di frammenti di quotidiano in quanto tali e non immediatamente monetizzabili come l’arte borghese.
La tecnica, già approfondita da Arp, venne estremizzata dai successivi Ready Made di Marcel Duchamp

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