LA LIBERTA’ CHE GUIDA IL POPOLO DI EUGENE DELACROIX

La Libertà che guida il Popolo

articolo di Carol Gianotti

La libertà che guida il popolo, Eugene Delacroix, 1830

Opera realizzata nel 1830

Olio su tela

misure 235×260 cm.

Museo del Louvre, Parigi

Parigi, 1829.
Il Re di Francia Carlo X, successore al trono di Luigi XVIII, insedia un governo clericale-reazionario, il cui Primo Ministro, Polignac, è capo di una congregazione Gesuita.
Tale governo, dopo la vittoria dell’opposizione alle primarie, scioglie il Parlamento prima ancora della convocazione e sospende la libertà di stampa. Modifica anche il sistema elettorale a proprio vantaggio, annunciando le seguenti, nuove, votazioni.
Nelle giornate tra il 27 e il 29 luglio 1830 (le Tre Gloriose Giornate) il popolo parigino insorge contro il governo e le nuove leggi, obbligando Re Carlo X ad  allontanare per sempre il Polignac dalla vita politica e revocare le ordinanze emesse. Polignac è costretto a dimettersi dalla carica di Primo Ministro.

I fatti sanguinari e la battaglia dei cittadini insorti del 1829 sono gli accadimenti storici cha hanno ispirato l’opera di Delacroix esposta al Salon l’anno successivo (1830).
E’ un quadro che fa parte dell’immaginario collettivo, pregevole, dinamico, di forte impatto, populista fino ad incarnare la libertà stessa ed il suo ideale.
La composizione risente di influssi realisti e romantici ma, sicuramente, innovativa. La scelta cromatica è maturata in funzione dell’accentuazione del pathos, ovvero della sofferenza e del sacrificio del popolo che lotta per i diritti, contro i soprusi, al fianco di una libertà in carne ed ossa, possente e statuaria come una Venere di Milo, che regge il tircolore francese ed esorta i combattenti.
Il braccio è teso, la sua figura che emerge in mezzo a tutte le altre, guida i rivoluzionari. Guida il Popolo.

La composizione del quadro è di tipo piramidale, analogamente alla Zattera della Medusa di Theodore Gericault.
L’apice della figura è la mano destra della
Libertà, gli angoli inferiori vanno identificati nei due cadaveri più visibili, adagiati su numerosi altri personaggi esangui.
L’angolo destro si trova in corrispondenza del cranio dell’uomo in divisa bluastra. L’angolo sinistro coincide con il cranio dell’uomo seminudo.

Nella linea notiamo un’evoluzione considerevole: essa abbandona il modus neoclassico per dirigersi verso una maggiore emotività ed espressività tipica dei soggetti romantici. E’ legata alle figure chiave dell’opera. I personaggi in primo piano sono trattati con una linea netta, tonale, che ben ne descrive la fisicità. Per quanto riguarda il secondo piano non si può parlare di una vera e propria linea, ma di campiture definibili come indizi di profondità.
L’architettura della Cattedrale di Notre Dame, seppur realizzata con poche e secche pennellate, è perfettamente riconoscibile, e aiuta l’osservatore, assieme alla bandiera, a inquadrare il “dove”.

Il corpo statuario della Libertà (che può esser considerata a tutti gli effetti una figura allegorica ) nasce da una linea sapiente, che ne demarca il mezzobusto, il profilo classico, il copricapo frigio, la morbida veste di una tonalità ocra schiarita. Molte delle tinte del quadro sono schiarite e desaturate, al bianco e al nero, in varie gradazioni.

Il cielo appare cupo, polveroso. Il grigio è rischiarato qua e là dai bagliori della battaglia, dalle cannonate e dalle schioppettate. A sinistra notiamo una moltitudine indistinta, quasi monocroma, fatta di armi e concitati combattenti.

Le cinque figure più importanti, poste su un piano inferiore a quello della Libertà, sono (partendo da sinistra) il volto del gendarme con berretto blu.
Il popolano, con una grande fascia legata in vita, copricapo basco, camicia bianca e rivoltella infilata nella cinta.
Il borghese con la tuba ed il cilindro neri, pantaloni color terra bruciata, che stringe la carabina in una mano e la spada sguainata nell’altra. L’uomo prostrato, che si regge a fatica sulle braccia, e guarda ipnotizzato la Libertà con aria di supplica. Porta un camice bluastro, un foulard e una cinta rosse.
Infine, il ragazzino che corre, vicino alla Libertà, col gilet e la camicia logora, il baschetto, e due rivoltelle, una per mano.

Nel suo capolavoro, Delacroix, racconta tutto della guerra civile, la ragionevolezza dei motivi che hanno portato agli scontri, la barbarie di essi, l’azzeramento delle classi unite nella battaglia, per un bene comune, la morte, il sacrificio, il coraggio, l’energia del nuovo che supera il vecchio, la fugacità della vita umana.

E’ sicuramente un’opera di carattere politico, nata per essere emblema della democrazia e della libertà nel senso più vasto del termine. Ancora attuale dopo 180 anni.

 

 

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4 thoughts on “LA LIBERTA’ CHE GUIDA IL POPOLO DI EUGENE DELACROIX

  1. Alberto ha detto:

    §§§§§
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  2. michele ha detto:

    mi piace molto

  3. wonna 00 ha detto:

    grazie a chiunque abbia scritto questa analisi : mi hai salvato la vita !!!

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