ATELIER DEL PITTORE DI GUSTAVE COURBET

“ATELIER DEL PITTORE”
ovvero “ALLEGORIA REALE DETERMINANTE UN PERIODO DI SETTE ANNI DELLA MIA VITA ARTISTICA E MORALE”

articolo di Carol Gianotti

L'Atelier del Pittore, Gustav Courbet, 1855

Opera realizzata nel 1855

Olio su tela

misure 359×598 cm.

Acquistato dal Museé d’Orsay di Parigi con l’aiuto di una sottoscrizione pubblica e della Societè des Amis du Louvre nel 1920.

L’ Atelier fu concepito da Courbet col desiderio di presentarlo all’ Esposizione Universale del 1855.
I personaggi raffigurati sono tutti personaggi reali, che hanno fatto parte degli ultimi 7 anni della vita del pittore al  momento della realizzazione. Alcuni rappresentano loro stessi, altri allegorie. Nel quadro ci sono i suoi odi e le sue amicizie, gli ideali, le repulsioni, le simpatie. Essi manifestano le emozioni dell’uomo e i gusti del pittore.
Poiché la tela venne rifiutata dalla giuria del  Salon, insieme all’altra enorme tela Un funerale, che Courbet avrebbe voluto affiancare, costruì un suo capannone per le esposizioni, il Pavillon du Réalism nel quale espose una quarantina di opere.

Nell’Atelier emergono molte delle peculiarità artistiche di Courbet: ritrattista, esponente della corrente realista, paesaggista, colorista, grande esperto della figura (umana, animale e nature morte).

La tela ha un carattere autonomo e particolare se raffrontata alle tele dell’epoca. E’ misteriosa e poetica, la luce è soffusa, l’ambiente polveroso come si confà ad uno studio, reso artificialmente scuro e buio in progressione ( a gradiente ).
Ci da la sensazione di un mondo onirico.
“Un ebreo, un prete, un repubblicano del 1793, un cacciatore, un falciatore, un ercole, un buffone, un mercante di abiti galloni, una moglie di un operaio e un operaio, un becchino, un teschio di un irlandese…” i personaggi sulla sinistra.
Al centro dell’opera notiamo il trittico composto da Courbet autoritrattosi mentre dipinge una veduta di Ornans, un bimbo e la modella semi nuda con panneggio e gatto bianco.

modella

“E’ la storia fisica e morale del mio atelier, sono le persone che vivono della vita e che vivono della morte. E’ la società raccontata nella sua parte alta, intermedia e bassa. In poche parole è il mio modo di vederla nei suoi interessi e nelle sue passioni. E’ il mondo che viene a farsi dipingere da me.

Il colore ad olio è steso per gradazione, a velature, questo ci consente di percepire le due diverse stesure dell’ intonaco sul muro di fondo. La luce, che dovrebbe aprirsi in un forte fascio dall’apertura di destra, crea strani e giochi. Ora si fa penombra, ora una fievole illuminazione.

Nell’ Atelir compaiono gatti e cani, strumenti a corda, libri, scrivanie, ma ciò che impregna il dipinto di un terreno spiritualismo sono le persone. La commedia umana in una posa rubata così naturale da sembrarci fotografica, eppure così pregna di poesia e spiritualismo.

E’ considerato uno dei più alti capolavori di Gustav Coubert

Annunci
Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: