ALBERO AUTUNNALE MOSSO DAL VENTO

ALBERO AUTUNNALE MOSSO DAL VENTO

o Albero d’Autunno II

articolo di Carol Gianotti

ALBERO AUTUNNALE MOSSO DAL VENTO

Egon Schiele, Albero d’Autunno II, 1912

olio su tela 80 x 80.5 cm

Ad un occhio inattento questa tela può sembrare una composizione astratta. Tale impressione nasce dalla frammentazione dello sfondo in formazioni nuvolose (forse non riconoscibili a prima vista come tali) e della segmentazione in rami grandi e piccoli di una chioma d’albero, il cui collegamento col terreno, il tronco, è altrettanto difficile da individuare.
Schiele ha, infatti, risparmiato il colore al tronco sbiancato dell’albero al fine di isolare i rami e, dall’altro lato, il terreno e il lontano orizzonte collinare, con lo scopo di far risaltare il chiaroscuro e la composizione cromatica dell’ insieme.
Tali elementi si trovano, in questo modo, in reciproca contrapposizione formale. Tuttavia, più osserviamo il quadro, più ci appare concreto.
Con le diverse forme dei rami sembrano emergere diverse, possibili condizioni esistenziali.
La tempesta piega come fruste i rami superiori, agita come bandiere al vento i ramoscelli che si protendono verso il cielo dall’esile ramo in alto a sinistra.
Altri rami ancora sono deformati in un’ardua lotta per la vita; i rami in basso a destra hanno cessato di lottare e pendono esanimi.
Sopra i campi coltivati, di color rosso ocra, il lungo crinale delle colline sembra sollevarsi e proiettarsi in lontananza grazie alle sue tonalità blu nere.  Mai, in tutta la sua produzione d’artista, Schiele ha dipinto un cielo con altrettanto coinvolgimento, con una tale ricchezza di tonalità grigie, con la stessa sensibilità nell’uso della sfumatura.
Le ultime foglie dell’albero sono circondate da parti chiarissime, simili ad aureole.
Questi tocchi luminosi, detti “luci di neve”, compaiono spesso in giorni ventosi che precedono l’inverno, annunciando l’arrivo di una nevicata.
Anche questi dettagli, come molti altri appaiono poco naturalistici, ma, tuttavia, è riuscito a rendere in maniera assai convincente un fenomeno naturale, addirittura il soffio del vento che preannuncia l’arrivo dell’inverno.
Inoltre l’artista riesce a rappresentare con un quadro di grande effetto l’immagine di un’esistenza abbandonata e minacciata, eccellente metafora della vita.


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