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	<description>arte cucina cultura</description>
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		<title>LA NATURA SQUISITA</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 23:37:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carol Gianotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi e mostre]]></category>
		<category><![CDATA[fulvio di piazza]]></category>
		<category><![CDATA[LA NATURA SQUISITA ai confini del pop]]></category>
		<category><![CDATA[marco mazzoni]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[nicola verlato]]></category>
		<category><![CDATA[Stelline]]></category>

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		<description><![CDATA[LA NATURA SQUISITA
ai confini del pop 
a cura di Alberto Mattia Martini e Julie Kogler
dal 2 al 25 febbraio 2012, ingresso gratuito <a href="http://artistagoloso.wordpress.com/2012/02/13/la-natura-squisita/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=artistagoloso.wordpress.com&amp;blog=14862860&amp;post=2335&amp;subd=artistagoloso&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;">FONDAZIONE LE STELLINE, MILANO</p>
<p style="text-align:center;">FULVIO DI PIAZZA<br />
MARCO MAZZONI<br />
NICOLA VERLATO</p>
<p style="text-align:center;"><strong>LA NATURA SQUISITA</strong><br />
<strong>ai confini del pop </strong></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://artistagoloso.files.wordpress.com/2012/02/tumblr_lgqg4bqp7q1qeuyyqo1_500.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2340" title="" src="http://artistagoloso.files.wordpress.com/2012/02/tumblr_lgqg4bqp7q1qeuyyqo1_500.jpg?w=640" alt=""   /></a></p>
<p style="text-align:center;">a cura di Alberto Mattia Martini e Julie Kogler<br />
dal 2 al 25 febbraio 2012, ingresso gratuito</p>
<p>Ieri abbiamo visitato la splendida mostra gratuita alle Stelline (corso Magenta 61, Milano) composta dalle opere dei tre artisti più rappresentativi  delle declinazioni dell&#8217;Arte (vera) visiva italiana.</p>
<p>La mostra interpreta e pone il concetto di <em><strong>natura come sentimento d&#8217;infinito surreale</strong></em>. Un surreale vivo, che attinge alla vitalità organicamente animata. Uno spazio naturale che profuma di romantico ma il cui gusto sfocia nel pop surrealismo. Esso abbraccia il reale per strabordare nell&#8217;inconscio. Possiamo definire il mondo immaginifico dei tre &#8220;ideale sublimazionismo&#8221;. Nelle opere in mostra si evince che l&#8217;uomo non è più al centro dell&#8217;universo, ma è l&#8217;universo il centro dell&#8217;uomo.</p>
<p>&#8220;I tre artisti intraprendono una strada orientata non solo all&#8217;ambiente nel quale viviamo, ma ad una concezione sublime dell&#8217;energia della natura, mossa da quelle forze che costituiscono l&#8217;universo delle pulsioni, della fantasia e delle passioni, fonti imprescindibili per la creazione artistica.&#8221;</p>
<p>Il percorso espositivo raccoglie 25 opere dove l&#8217;occhio del visitatore non si annoia, non si pone con dubbio o difficoltà di fronte ad opere mirabili, comprensibilissime, di facile lettura e di ottima fattezza. Sono, a mio dire, il meglio della pittura e del disegno a matita colorata dell&#8217;intero panorama artistico italiano di inizio 2012.</p>
<p><strong>Fulvio Di Piazza</strong>, siracusano, classe 1969, si può reputare un contemporaneo Arcimboldo, che usa il reale al fine del suo estro immaginifico per creare figure antropomorfe e paesaggi animistici, dall&#8217;aura fantasmagorica.<br />
Strabiliante la qualità pittorica e la lucidità del colore che ricalca perfettamente le <em>texture</em> raffigurate. Enormi teste di dinosauro erbacee, dromedari infuocati e funghi atomici ricordano Dalì ma vengono reinterpretati in un modo del tutto nuovo e originale.</p>
<p><a href="http://artistagoloso.files.wordpress.com/2012/02/fulviodipiazza_untitled11.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2339" title="" src="http://artistagoloso.files.wordpress.com/2012/02/fulviodipiazza_untitled11.jpg?w=640" alt=""   /></a></p>
<p><strong>Marco Mazzoni</strong> nasce a Tortona nel 1982 e ci delizia coi suoi meravigliosi e raffinatissimi disegni a matita colorata.<br />
Volti, scorci, pettirossi e colibrì, calle e gigli, ibischi, farfalle, compongono queste straordinarie opere di dimensioni ridotte ma assolutamente affascinanti. Una grana impastata in modo unico e sapiente, il fondo perlopiù nero, i volti dall&#8217;incarnato pallido e definito in ogni tono, anche quelli freddi. Queste tavole traggono ispirazione dal volume &#8220;eretico&#8221; rinascimentale <em>Malleus Maleficarum</em>.</p>
<p><a href="http://artistagoloso.files.wordpress.com/2012/02/marcomazzoni_koolibri.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2336" title="" src="http://artistagoloso.files.wordpress.com/2012/02/marcomazzoni_koolibri.jpg?w=640&#038;h=533" alt="" width="640" height="533" /></a></p>
<p><strong>Nicola Verlato</strong>, veronese del 1965, vive a Los Angeles (patria del pop surrealismo), è stato definito il ponte fra l&#8217;arte colta europea e la cultura americana underground. Nelle sue splendide e grandi pitture a olio scorgiamo la plastica michelangiolesca e delle tematiche universali come bene/male, buio/luce, angeli/demoni, mixate con estremo gusto e ironia. Nelle tela <em>The new era is coming</em>, tre donne sospese a mezz&#8217;aria formano coi loro corpi un cavallo imbizzarrito. Sono avvinghiate, in una posa difficile e innaturale, semi nude ma con le ghette in pelle e cappello cow girl. La più eretta si strizza un seno dal quale spruzza latte, che si confonde con lo schizzo di uno shampoo per capelli sospeso anch&#8217;esso in aria come se tutto fosse in assenza di gravità. Fluttuano anche tutti gli altri oggetti che compongono l&#8217;intreccio: cotton fioc, sexy toys e altri numerosissimi particolari da scoprire. Come Yoda nell&#8217;angolo sinistro dell&#8217;opera che scruta la scena col suo faccino malinconico.</p>
<p><a href="http://artistagoloso.files.wordpress.com/2012/02/03_a_new_era_is_coming1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2337" title="" src="http://artistagoloso.files.wordpress.com/2012/02/03_a_new_era_is_coming1.jpg?w=640&#038;h=511" alt="" width="640" height="511" /></a></p>
<p>Il cielo apocalittico si apre sul fondo in un&#8217;alba rosa speranza. In mostra anche due parti di <em>Beauty of Failure</em>, 2009 (già in mostra alla Biennale di Venezia dello stesso anno).</p>
<p>Una mostra imperdibile. Zero coda, zero casino, zero euro. Opere meravigliose. Esaltanti. Provare per credere. Aperta tutti i giorni, tranne la domenica, alla Fondazione Le Stelline di Corso Magenta 61 a Milano. Fermata metro Conciliazione, via Boccaccio, poi, dal Cenacolo Vinciano, dieci metri a piedi sulla sinistra.</p>
<p>&nbsp;</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/artistagoloso.wordpress.com/2335/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/artistagoloso.wordpress.com/2335/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/artistagoloso.wordpress.com/2335/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/artistagoloso.wordpress.com/2335/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/artistagoloso.wordpress.com/2335/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/artistagoloso.wordpress.com/2335/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/artistagoloso.wordpress.com/2335/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/artistagoloso.wordpress.com/2335/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/artistagoloso.wordpress.com/2335/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/artistagoloso.wordpress.com/2335/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/artistagoloso.wordpress.com/2335/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/artistagoloso.wordpress.com/2335/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/artistagoloso.wordpress.com/2335/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/artistagoloso.wordpress.com/2335/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=artistagoloso.wordpress.com&amp;blog=14862860&amp;post=2335&amp;subd=artistagoloso&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>MOLTO COLORE PER NULLA</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 21:07:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carol Gianotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi e mostre]]></category>

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		<description><![CDATA[7 gennaio 2012 MOLTO COLORE PER NULLA collaterale allo spettacolo teatrale &#8220;Molto Rumore per Nulla&#8221; liberamente ispirato all&#8217;omonima opera di William Shakespeare, OPERE PITTORICHE DI CAROL GIANOTTI DALLE 19:00 ALLE 24:00 SALA BORSA via Ravizza, 8 NOVARA Ingresso gratuito, offerta &#8230; <a href="http://artistagoloso.wordpress.com/2012/01/05/molto-colore-per-nulla/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=artistagoloso.wordpress.com&amp;blog=14862860&amp;post=2324&amp;subd=artistagoloso&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>7 gennaio 2012<br />
MOLTO COLORE PER NULLA<br />
collaterale allo spettacolo teatrale<br />
&#8220;Molto Rumore per Nulla&#8221;<br />
liberamente ispirato all&#8217;omonima opera di William Shakespeare,<br />
OPERE PITTORICHE DI CAROL GIANOTTI<br />
DALLE 19:00 ALLE 24:00</p>
<p>SALA BORSA<br />
via Ravizza, 8<br />
NOVARA<br />
<a href="http://artistagoloso.files.wordpress.com/2012/01/70x1001.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2327" title="" src="http://artistagoloso.files.wordpress.com/2012/01/70x1001.jpg?w=640&#038;h=914" alt="" width="640" height="914" /></a></p>
<p>Ingresso gratuito,<br />
offerta libera, il ricavato andrà all&#8217;ANVOLT (associazione nazionale volontari lotta contro i tumori) e al CSV (centro di servizio per il volontariato della provincia di Novara).</p>
<p>Inzio mostra ore 19:00, inizio spettacolo teatrale ore 21:00, fine mostra e spettacolo 23:30/24:00 circa. Le opere resteranno in esposizione fino alla fine dell&#8217;intervallo. L&#8217;artista presenzierà all&#8217;evento, sarà disponibile ad incontrare il pubblico, al quale verrano elargite gratuitamente le postcards dell&#8217;opera intitolata ME-linda da catalogo 2011 (progetto grafico e stampa a cura di Alberto Gaviani per Divisione Grafica).</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/artistagoloso.wordpress.com/2324/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/artistagoloso.wordpress.com/2324/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/artistagoloso.wordpress.com/2324/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/artistagoloso.wordpress.com/2324/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/artistagoloso.wordpress.com/2324/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/artistagoloso.wordpress.com/2324/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/artistagoloso.wordpress.com/2324/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/artistagoloso.wordpress.com/2324/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/artistagoloso.wordpress.com/2324/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/artistagoloso.wordpress.com/2324/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/artistagoloso.wordpress.com/2324/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/artistagoloso.wordpress.com/2324/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/artistagoloso.wordpress.com/2324/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/artistagoloso.wordpress.com/2324/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=artistagoloso.wordpress.com&amp;blog=14862860&amp;post=2324&amp;subd=artistagoloso&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>POOR PIG BABY#3</title>
		<link>http://artistagoloso.wordpress.com/2011/12/15/poor-pig-baby3/</link>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 22:21:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carol Gianotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[percezione visiva e cromatologia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://artistagoloso.wordpress.com/?p=2320</guid>
		<description><![CDATA[Un workshop sulla produzione di video arte e sull'utilizzo delle immagini nelle performance e nei progetti teatrali. <a href="http://artistagoloso.wordpress.com/2011/12/15/poor-pig-baby3/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=artistagoloso.wordpress.com&amp;blog=14862860&amp;post=2320&amp;subd=artistagoloso&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Venerdì 16/12/2011 (dalle 11:00 alle 18:00) si terrà la nuova performance site-specific di Masbedo dal titolo Poor Pig Baby # 3<br />
presso la Cattedrale della Fabbrica del Vapore.</p>
<p>Un workshop sulla produzione di video arte e sull&#8217;utilizzo delle immagini nelle performance e nei progetti teatrali.</p>
<p>Il workshop è gratuito, aperto ad artisti, performer, curatori e studenti e lo scopo sarà quello di fondere creatività e tecnica di produzione.</p>
<p>E&#8217; organizzato da MADEINART.</p>
<p>In più potete visitare la mostra di Anish Kapoor, <em>DIRTY CORNER</em>, eccezionalmente aperta fino alle 24.00</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/artistagoloso.wordpress.com/2320/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/artistagoloso.wordpress.com/2320/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/artistagoloso.wordpress.com/2320/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/artistagoloso.wordpress.com/2320/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/artistagoloso.wordpress.com/2320/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/artistagoloso.wordpress.com/2320/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/artistagoloso.wordpress.com/2320/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/artistagoloso.wordpress.com/2320/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/artistagoloso.wordpress.com/2320/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/artistagoloso.wordpress.com/2320/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/artistagoloso.wordpress.com/2320/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/artistagoloso.wordpress.com/2320/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/artistagoloso.wordpress.com/2320/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/artistagoloso.wordpress.com/2320/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=artistagoloso.wordpress.com&amp;blog=14862860&amp;post=2320&amp;subd=artistagoloso&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>I Giovedì del Borgo (quarta edizione)</title>
		<link>http://artistagoloso.wordpress.com/2011/11/24/i-giovedi-del-borgo-quarta-edizione/</link>
		<comments>http://artistagoloso.wordpress.com/2011/11/24/i-giovedi-del-borgo-quarta-edizione/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 21:39:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carol Gianotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[food]]></category>
		<category><![CDATA[Federico Libretti]]></category>
		<category><![CDATA[GIovedì del Borgo quarta edizione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://artistagoloso.wordpress.com/?p=2308</guid>
		<description><![CDATA[I Giovedì del Borgo (quarta edizione) <a href="http://artistagoloso.wordpress.com/2011/11/24/i-giovedi-del-borgo-quarta-edizione/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=artistagoloso.wordpress.com&amp;blog=14862860&amp;post=2308&amp;subd=artistagoloso&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riapre con entusiasmo la quarta edizione delle serate eno-gastronomiche I GIOVEDì DEL BORGO al ristorante di Federico Libretti. La rassegna è stata particolarmente apprezzata e si ripropone anche quest&#8217;inverno con nuovi menù, prose e antiche memorie.</p>
<p>Ecco il programma completo delle serate alle quali potrete partecipare per ascoltare letture e conferire coi commensali, consumare le ottime cene che nascono dagli spunti culturali ad esse legate e trascorrere ore serene.</p>
<p>Il costo per persona è di euro 32.00, acqua, vino e caffè compresi. Prenotazione obbligatoria.</p>
<p>1 dicembre 2011<br />
IL CUOCO&#8230; ALL&#8217;OPERA<br />
<em>Lirica e Ottocento</em><br />
menù<br />
crostino con paté di fagiano alla Don Giovanni<br />
ouverture verdiana con tagliere di salumi emiliani<br />
tortellino Rigoletto<br />
lasagna all&#8217;emiliana Traviata<br />
medaglioni alla Rossini<br />
forma divina al cioccolato<br />
pentagramma di note dolci</p>
<p>8 dicembre 2011<br />
A MILAN NEI Dì DE FESTA<br />
<em>Vecchi e nuovi sapori della tradizione lombarda</em><br />
menù<br />
michetta del muratorino col salamino<br />
milanesina in carpione, cotechino e salame cotto sul letto di purè,<br />
nervetti<br />
risotto giallo<br />
ossobuco con gremolada<br />
formaggi lombardi (taleggio, gorgonzola, robiola, quartirolo)<br />
russomatina con quadri di panettone brisè<br />
biscotti milanesi<br />
liquore</p>
<p>26 gennaio 2012<br />
LAGHI, CITTA&#8217; E SAPORI DEL PIEMONTE<br />
<em>il Piemonte fra laghi, colline e pianure&#8230;</em><br />
menù<br />
cartoccio di frittura di lago<br />
brodo della tradizione con la pasta reale<br />
bagna cauda<br />
carpaccio di manzo<br />
falda di peperone<br />
sedano<br />
patate<br />
cruditè di verdure di stagione<br />
torta di nocciole con salsa al cioccolato<br />
gianduiotti e grappe del Piemonte</p>
<p>23 febbraio 2012<br />
CON FORCHETTA E MOSCHETTO<br />
<em>ironia sul Ventennio in tavola</em><br />
menù<br />
antipasto avanguardista<br />
tomino elettrico<br />
riso al nero<br />
pacchero all&#8217;imperiale<br />
pollo ardito rurale in crosta di grano della battaglia<br />
insalatina Bella Tripolina<br />
sorbetto agli agrumi della riviera del Garda<br />
frollino littorino<br />
liquore</p>
<p>15 marzo 2012<br />
UNA CENA ECUMENICA CON L&#8217;OCA<br />
<em>tradizione nella storia e nelle regioni italiane</em><br />
Tutto quello che avreste sempre voluto sapere sull&#8217;oca e vi siete sempre dimenticati di chiedere!<br />
menù<br />
ciccioli d&#8217;oca<br />
salame d&#8217;oca di Mortara<br />
collo d&#8217;oca insaccato e terrina d&#8217;oca<br />
ruota del Faraone<br />
(composizione di tagliatelle Frizinsal, piatto rinascimentale dello Shabbat ebraico)<br />
ragò d&#8217;oca<br />
dolce medievale<br />
biscotti con le noci</p>
<p>26 aprile 2012<br />
OMAGGIO A DE ANDRE&#8217;<br />
<em>poesia di una terra e di una cucina<br />
</em>menù<br />
quadretti di focaccia<br />
piccola fantasia di farinata di ceci e panissa alla ligure<br />
bagnun d&#8217;acciughe<br />
gnocchi della zia Maria al pesto<br />
quasi una<em> levre de cupi<br />
</em>(coniglio alla ligure in casseruola con olive taggiasche)<br />
castagnaccio<br />
amaretti.</p>
<p>Sin dall&#8217;apertura, l&#8217;Osteria del Borgo dedica molte serate del suo calendario annuale alla cultura del gusto e della cucina, grazie alla collaborazione di artisti ed esperti gastronomi.</p>
<p>Anche nell&#8217;anno 2011-2012 l&#8217;Osteria propone ai suoi clienti un ricco programma d&#8217;incontri con il &#8220;sapere del cibo&#8221;. Partecipate e ricordatevi di prenotare con anticipo.</p>
<p>Osteria del Borgo<br />
via Pietro Custodi, 5<br />
Galliate (Novara)<br />
tel. 0321-866312<br />
mail. osteriadelborgo@webgraphia.eu</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/artistagoloso.wordpress.com/2308/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/artistagoloso.wordpress.com/2308/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/artistagoloso.wordpress.com/2308/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/artistagoloso.wordpress.com/2308/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/artistagoloso.wordpress.com/2308/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/artistagoloso.wordpress.com/2308/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/artistagoloso.wordpress.com/2308/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/artistagoloso.wordpress.com/2308/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/artistagoloso.wordpress.com/2308/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/artistagoloso.wordpress.com/2308/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/artistagoloso.wordpress.com/2308/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/artistagoloso.wordpress.com/2308/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/artistagoloso.wordpress.com/2308/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/artistagoloso.wordpress.com/2308/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=artistagoloso.wordpress.com&amp;blog=14862860&amp;post=2308&amp;subd=artistagoloso&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Le polpette del bosco svedese</title>
		<link>http://artistagoloso.wordpress.com/2011/11/24/le-polpette-del-bosco-svedese/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 18:01:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carol Gianotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[food]]></category>
		<category><![CDATA[polpette del bosco svedese]]></category>

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		<description><![CDATA[le polpette del bosco svedese di Ale <a href="http://artistagoloso.wordpress.com/2011/11/24/le-polpette-del-bosco-svedese/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=artistagoloso.wordpress.com&amp;blog=14862860&amp;post=2304&amp;subd=artistagoloso&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>LE &#8220;POLPETTE DEL BOSCO SVEDESE&#8221;<br />
di Ale Borghese<br />
da <em>Cucina con Ale</em> (Realtime Tv)</strong></p>
<p><strong>Ingredienti per 4 persone<br />
</strong>300 g di macinato misto<br />
80 g di mollica di pane<br />
1/2 bicchiere di latte<br />
1 patata bollita<br />
1 cipolla<br />
1 uovo<br />
700 ml di brodo vegetale<br />
40 g di burro<br />
Farina qb<br />
Noce moscata<br />
Prezzemolo<br />
Sale<br />
Pepe<br />
Olio extra vergine d’oliva<br />
150 g di mirtilli<br />
2 cucchiai di sciroppo d’acero<br />
Sale<br />
Pepe<br />
200 ml di brodo vegetale<br />
150 g di panna acida<br />
1 cucchiaio di amido di mais<br />
Zucchero qb</p>
<p><a href="http://artistagoloso.files.wordpress.com/2011/11/alf9498.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2306" title="ricetta di Alessandro Borghese" src="http://artistagoloso.files.wordpress.com/2011/11/alf9498.jpg?w=640" alt=""   /></a></p>
<p><strong>preparazione</strong></p>
<p>Trito la cipolla e la faccio rosolare nel burro.</p>
<p>Metto in ammollo nel latte, la mollica di pane. Unisco la noce moscata, il prezzemolo, la patata schiacciata, il macinato misto e il sale. Aggiungo la cipolla rosolata.</p>
<p>Nel frattempo sciolgo in una padella l’amido con un goccio di brodo, verso la panna acida e lo sciroppo d’acero fino ad ottenere una crema densa. A questo punto aggiungo i mirtilli, lo zucchero e faccio cuocere.</p>
<p>Con l’impasto precedentemente ottenuto preparo le polpette, le infarino e le metto a cuocere in una padella con del burro.</p>
<p>Frullo la salsa di mirtilli.</p>
<p>Infine servo le polpette con la salsa d’accompagnamento.</p>
<p>Che ricetta ragazzi! Io la adoro! Ikea all&#8217;ennesima potenza&#8230;.</p>
<p><a href="http://artistagoloso.files.wordpress.com/2011/11/alf9503.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2305" title="" src="http://artistagoloso.files.wordpress.com/2011/11/alf9503.jpg?w=640" alt=""   /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/artistagoloso.wordpress.com/2304/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/artistagoloso.wordpress.com/2304/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/artistagoloso.wordpress.com/2304/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/artistagoloso.wordpress.com/2304/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/artistagoloso.wordpress.com/2304/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/artistagoloso.wordpress.com/2304/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/artistagoloso.wordpress.com/2304/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/artistagoloso.wordpress.com/2304/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/artistagoloso.wordpress.com/2304/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/artistagoloso.wordpress.com/2304/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/artistagoloso.wordpress.com/2304/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/artistagoloso.wordpress.com/2304/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/artistagoloso.wordpress.com/2304/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/artistagoloso.wordpress.com/2304/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=artistagoloso.wordpress.com&amp;blog=14862860&amp;post=2304&amp;subd=artistagoloso&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">artistagoloso</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://artistagoloso.files.wordpress.com/2011/11/alf9498.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">ricetta di Alessandro Borghese</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://artistagoloso.files.wordpress.com/2011/11/alf9503.jpg" medium="image" />
	</item>
		<item>
		<title>TOP FIV5 DI NOVEMBRE &#8217;11</title>
		<link>http://artistagoloso.wordpress.com/2011/11/21/top-fiv5-di-novembre-11/</link>
		<comments>http://artistagoloso.wordpress.com/2011/11/21/top-fiv5-di-novembre-11/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 09:32:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carol Gianotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[food]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://artistagoloso.wordpress.com/?p=2291</guid>
		<description><![CDATA[TOP FIV5 DI NOVEMBRE '11 <a href="http://artistagoloso.wordpress.com/2011/11/21/top-fiv5-di-novembre-11/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=artistagoloso.wordpress.com&amp;blog=14862860&amp;post=2291&amp;subd=artistagoloso&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ECCO LA TOP FIVE DEGLI ESERCIZI PUBBLICI<br />
SELEZIONATI PER VOI NELL&#8217;ULTIMO MESE<br />
DA<em> ARTISTA GOLOSO</em></p>
<p>Posizione NR.5<br />
<strong>Laboratorio Artistico Note di Carta</strong><br />
(Legatoria con carte pregiate)<br />
Via dei Cautieri, Novara<br />
Nicola vi accoglierà nel suo negozietto con gentilezza e professionalità, unite all&#8217;esperienza di quarant&#8217;anni di lavoro nel campo della legatoria. Cornici, album rilegati a mano, quaderni, carte di varese e carte francesi, stampe ed esposizione di opere di artisti minori presenti sul territorio. Il posto giusto per scovare tesori.</p>
<p>Posizione NR.4<br />
Tra i caratteristici vicoli medievali di Orta San Giulio, a due passi dal lago, il <strong>Ristoro Olina</strong> propone una cucina attenta alla tradizione ma con spunti creativi. Eccellenti gli antipasti (come il delizioso petto d&#8217;oca affumicato su soncino e scaglie di grana, o il prosciutto aromatizzato al ginepro con mousse di formaggio) gli sformati, le terrine, i carpacci di pesce. Paste fatte in casa, funghi e tartufi d&#8217;Alba, che a novembre son di stagione. Ottima la carbonara di salmone e il ragout giallo di scampi.<br />
Il <em>ristoro Olina</em> si trova a Orta, in via Olina, 40<br />
tel 0322.905656</p>
<p>Posizione NR.3<br />
Una pizza cotta nel forno a legna, sottilissima, croccante e ben farcita, con la mozzarella filante.<br />
Non serve andare a Napoli, basta fermarsi al <strong>Di Gennaro</strong>, ristorante pizzeria, via San Redegonda, 14. Milano.<br />
tel. 02.8053454<br />
Servizio rapido e cordiale, arredamento da vera, semplice, informale pizzeria, con il profumino inconfondibile della buona pizza. Provare per credere.  Vicinissima al Duomo e dalla Galleria Vittorio Emanuele.</p>
<p><a href="http://artistagoloso.files.wordpress.com/2011/11/pizza-margherita-pomodorini-di-corbara-di-gino-sorbillo-480x320.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2292" title="" src="http://artistagoloso.files.wordpress.com/2011/11/pizza-margherita-pomodorini-di-corbara-di-gino-sorbillo-480x320.jpg?w=640" alt=""   /></a></p>
<p>Posizione NR.2<br />
A pochi passi da Brera il vero vintage di classe.<br />
<strong>Cavalli e nastri, abiti, gioie e pizzi d&#8217;epoca.</strong></p>
<p><strong><a href="http://artistagoloso.files.wordpress.com/2011/11/cavalli-e-nasri.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2295" title="" src="http://artistagoloso.files.wordpress.com/2011/11/cavalli-e-nasri.jpg?w=640" alt=""   /></a></strong>Borsette e <em>pochette</em>, cappellini, bracciali in bachelite e orecchini con le clip, stupendi soprabiti, abiti e pellicce. Un tuffo nel vintage più raffinato e colto dai primi novecento agli anni ottanta. Rimarrete affascinati dalla capacità di riproporre solo pezzi d&#8217;alta classe di questo negozio.<br />
Il <strong>cavalli e nastri</strong> si trova in via Brera, 2. Milano.<br />
tel 02.72000449</p>
<p><a href="http://artistagoloso.files.wordpress.com/2011/11/cover2-540x360.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2293" title="" src="http://artistagoloso.files.wordpress.com/2011/11/cover2-540x360.jpg?w=640" alt=""   /></a></p>
<p>Posizione NR.1<br />
<strong>Intimissimi</strong><br />
I negozi aderenti all&#8217;iniziativa supervalutano il tuo vecchio reggiseno e ti danno tre euro per ogni capo da utilizzare contestualmente all&#8217;acquisto di  un nuovo reggiseno, per te o da regalare.</p>
<p>Il franchising di intimo più conosciuto in Italia, ogni tanto è capace di stupire con trovate intelligenti. Donne! Fino alla fine di Novembre potete dar dentro i vostri vecchi reggiseni di qualsiasi marca e tessuto e contribuirete alla realizzazione di pannelli isolanti e fonoassorbenti per mezzo di materiale riciclato.</p>
<p><a href="http://artistagoloso.files.wordpress.com/2011/11/alyssa-miller-intimissimi-2011-2012-1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2294" title="" src="http://artistagoloso.files.wordpress.com/2011/11/alyssa-miller-intimissimi-2011-2012-1.jpg?w=640" alt=""   /></a></p>
<p>Trovi tutte le informazioni su</p>
<p>http://www.intimissimi.it/Regolamento_ITA_Intimissimi_Ricicliamo.pdf</p>
<p>Concediti un completino intimo nuovo e riscopri la tua femminilità: blu navy, nero ebano, verde petrolio, grigio perla e rosa malva, cipria, talco, liquirizia, bianco artico, rosso.  Tu di che colore sei?</p>
<p><em>qualche consiglio&#8230;&#8230;.</em></p>
<p>Prova a scrivere i tuoi pensieri su un quaderno di carta bellissima, rilegato a mano&#8230;.</p>
<p>Ogni giorno fermati cinque minuti in caffetteria per bere un bel marocchino o un buon thè caldo, mentre sfogli un giornale.</p>
<p>Alla sera lo yoga aiuta a distendere i muscoli e le tensioni della giornata. Prima di Natale prenota la sauna e vacci con un&#8217;amica, è un rituale che purifica i pori ed elimina tossine, nonché un&#8217;occasione valida per stare insieme e confidarsi nell&#8217;ambiente soft del legno caldo.</p>
<p>Nutri la pelle del viso e del corpo perchè d&#8217;inverno si secca e ha bisogno di esser curata con la crema idratante.</p>
<p>Fatti un bel giro ogni tanto e fai ciò che ti piace: a me piacciono le mostre d&#8217;arte e le gallerie. E a te cosa piace?</p>
<p>Non dimenticare di bere molta acqua anche se fa freddo; spremute di agrumi e succo di mirtillo sono alleati per le difese immunitarie e fai una passeggiata ogni qualvolta si presenti l&#8217;occasione.</p>
<p>Anche un nuovo bagnoschiuma o una candela profumata possono contribuire al buonumore. Le 3 Rose di Erbolario e la Scented Oils Apple and Cinnamon con me hanno funzionato!</p>
<p><a href="http://artistagoloso.files.wordpress.com/2011/11/erbolario-linea-3-rosa.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2299" title="3 ROSA" src="http://artistagoloso.files.wordpress.com/2011/11/erbolario-linea-3-rosa.jpg?w=640" alt=""   /></a></p>
<p>Prenditi il tuo tempo! Dicembre è un mese stressante, ricarichiamo le pile in modo naturale.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/artistagoloso.wordpress.com/2291/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/artistagoloso.wordpress.com/2291/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/artistagoloso.wordpress.com/2291/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/artistagoloso.wordpress.com/2291/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/artistagoloso.wordpress.com/2291/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/artistagoloso.wordpress.com/2291/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/artistagoloso.wordpress.com/2291/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/artistagoloso.wordpress.com/2291/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/artistagoloso.wordpress.com/2291/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/artistagoloso.wordpress.com/2291/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/artistagoloso.wordpress.com/2291/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/artistagoloso.wordpress.com/2291/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/artistagoloso.wordpress.com/2291/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/artistagoloso.wordpress.com/2291/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=artistagoloso.wordpress.com&amp;blog=14862860&amp;post=2291&amp;subd=artistagoloso&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">artistagoloso</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://artistagoloso.files.wordpress.com/2011/11/pizza-margherita-pomodorini-di-corbara-di-gino-sorbillo-480x320.jpg" medium="image" />

		<media:content url="http://artistagoloso.files.wordpress.com/2011/11/cavalli-e-nasri.jpg" medium="image" />

		<media:content url="http://artistagoloso.files.wordpress.com/2011/11/cover2-540x360.jpg" medium="image" />

		<media:content url="http://artistagoloso.files.wordpress.com/2011/11/alyssa-miller-intimissimi-2011-2012-1.jpg" medium="image" />

		<media:content url="http://artistagoloso.files.wordpress.com/2011/11/erbolario-linea-3-rosa.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">3 ROSA</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>BRERA OSPITA LA COLLEZIONE PUSKIN</title>
		<link>http://artistagoloso.wordpress.com/2011/11/21/brera-ospita-la-collezione-puskin/</link>
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		<pubDate>Sun, 20 Nov 2011 22:00:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carol Gianotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[Brera]]></category>
		<category><![CDATA[Puskin]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://artistagoloso.wordpress.com/?p=2283</guid>
		<description><![CDATA[Brera incontra il Puskin. Collezionismo russo tra Renoir e Matisse. <a href="http://artistagoloso.wordpress.com/2011/11/21/brera-ospita-la-collezione-puskin/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=artistagoloso.wordpress.com&amp;blog=14862860&amp;post=2283&amp;subd=artistagoloso&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ALLA PINACOTECA DI BRERA (via Brera 28, Milano) SONO OSPITI ALCUNI DEI PIU&#8217; IMPORTANTI DIPINTI DELLA COLLEZIONE PUSKIN DI MOSCA.</p>
<p><a href="http://artistagoloso.files.wordpress.com/2011/11/800px-paul_gauguin_141.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2287" title="COME SEI GELOSA? (GAUGIN)" src="http://artistagoloso.files.wordpress.com/2011/11/800px-paul_gauguin_141.jpg?w=640&#038;h=470" alt="" width="640" height="470" /></a></p>
<p>La mostra, intitolata &#8221;Brera incontra il Puskin. Collezionismo russo tra Renoir e Matisse&#8221; ha inaugurato l&#8217;11 novembre e terminerà il 15 febbraio 2012.</p>
<p>Oggi, domenica 20 novembre, oltre al blocco del traffico in centro, l&#8217;ingresso in Pinacoteca era gratuito, tranne per la collezione Puskin, che meritava la visita.</p>
<p>Pone l&#8217;accento sulle straordinarie figure di Sergej Sčukin e Ivan Morozov, collezionisti colti e raffinati, cultori dell&#8217;arte fine ottocento primi novecento e non solo.</p>
<p><a href="http://artistagoloso.files.wordpress.com/2011/11/vincent_van_gogh-la_ronda_dei_carcerati.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2286" title="LA RONDA (VAN GOGH)" src="http://artistagoloso.files.wordpress.com/2011/11/vincent_van_gogh-la_ronda_dei_carcerati.jpg?w=236&#038;h=300" alt="" width="236" height="300" /></a></p>
<p>Il percorso apre le danze con una sala ricca di capolavori: il Ponte sulla Marna e l&#8217;Acquedotto di Cezanne, Le ninfee bianche di Monet, la Ronda dei Carcerati di Van Gogh, Sei gelosa? e Non lavorare! di Gaugin, i Pesci rossi di Matisse.</p>
<p><a href="http://artistagoloso.files.wordpress.com/2011/11/henri-matisse-goldfish.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2285" title="PESCI ROSSI (MATISSE)" src="http://artistagoloso.files.wordpress.com/2011/11/henri-matisse-goldfish.jpg?w=208&#038;h=300" alt="" width="208" height="300" /></a></p>
<p>E ancora, Derain e Picasso con il famoso Ritratto di Ambroise Vollard.</p>
<p>Chiude il percorso una sala &#8220;italiana&#8221; dedicata alle avanguradie di De Pisis, Carrà, Bonnard, Boccioni, De Chirico e molti altri.</p>
<p>UNA MOSTRA CHE VI RIEMPIRA&#8217; GLI OCCHI CON LE MERAVIGLIE DEI PIù GRANDI MAESTRI POST-IMPRESSIONISTI. Un&#8217;occasione unica di visitare i pezzi più celebri e importanti delle pittura francese <em>fin de seicle</em> che abitualmente si trovano in Russia.</p>
<address><strong>ECCO L&#8217;ELENCO COMPLETO DELLE OPERE DEL PUSKIN PRESENTI IN MOSTRA ALLA PINACOTECA DI BRERA</strong></address>
<address><strong>COSTO DEL BIGLIETTO 5.00 EURO</strong></address>
<address><strong>RIDOTTO 2.50 EURO</strong></address>
<address><strong>DAL MARTEDì  ALLA DOMENICA, ORE 8.30-19.15</strong></address>
<address><strong><br />
</strong></address>
<address><strong>Claude Monet</strong>, Il carnevale al Boulevard des Capucines, 1873<br />
Mosca, Museo Puškin<br />
<strong>Pierre Auguste Renoir</strong>, La pergola (Au Jardin du Moulin de la Galette), 1876<br />
Mosca, Museo Puškin</address>
<address><strong>Vincent Van Gogh</strong>, La ronda dei carcerati, 1890<br />
Mosca, Museo Puškin<br />
<strong>Jean François Raffaëlli</strong>, Boulevard Saint Michel, 1890<br />
Mosca, Museo Puškin<br />
<strong>Paul Gauguin</strong>, “Aha Oe Feii?” (Come, sei gelosa?), 1892<br />
Mosca, Museo Puškin<br />
<strong>Paul Cézanne</strong>, Le riva della Marna. (Il ponte sulla Marna a Creteil) 1888-1895<br />
Mosca, Museo Puškin<br />
<strong>Alfred Sisley</strong>, Radura nel bosco a Fontainebleau, 1885<br />
Mosca, Museo Puškin<br />
<strong>Paul Gauguin</strong>, Eiaha Ohipa (Tahitiani in una stanza. “Non lavorare!”), 1896<br />
Mosca, Museo Puškin<br />
<strong>Claude Monet</strong>, Ninfee bianche, 1899<br />
Mosca, Museo Puškin<br />
<strong>Camille Pissarro</strong>, Avenue de l’Opéra a Parigi. Effetto della neve. Mattino, 1898<br />
Mosca, Museo Puškin<br />
<strong>Paul Cézanne</strong>, Acquedotto, 1886<br />
Mosca, Museo Puškin<br />
<strong>Henri Rousseau</strong>, Veduta del ponte di Sèvres, 1908<br />
Mosca, Museo Puškin<br />
<strong>Pablo Picasso</strong>, La Regina Isabeau, 1909<br />
Mosca, Museo Puškin<br />
<strong>Pablo Picasso</strong>, Ritratto di Ambroise Vollard, 1910<br />
Mosca, Museo Puškin<br />
<strong>Andre Derain</strong>, La vecchia città di Cagnes (Il castello), 1910<br />
Mosca, Museo Puškin<br />
<strong>Henri Matisse</strong>, Pesci rossi, 1911<br />
Mosca, Museo Puškin</address>
<address> </address>
<p>NON MANCATE DI VISITARLA! Aperta anche la domenica&#8230;.</p>
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			<media:title type="html">COME SEI GELOSA? (GAUGIN)</media:title>
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			<media:title type="html">PESCI ROSSI (MATISSE)</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>moderno e contemporaneo in arte (in pillole)</title>
		<link>http://artistagoloso.wordpress.com/2011/10/23/moderno-e-contemporaneo-in-arte-in-pillole/</link>
		<comments>http://artistagoloso.wordpress.com/2011/10/23/moderno-e-contemporaneo-in-arte-in-pillole/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 23 Oct 2011 09:04:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carol Gianotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[arte]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://artistagoloso.wordpress.com/?p=2276</guid>
		<description><![CDATA[moderno e contemporaneo in arte (in pillole) <a href="http://artistagoloso.wordpress.com/2011/10/23/moderno-e-contemporaneo-in-arte-in-pillole/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=artistagoloso.wordpress.com&amp;blog=14862860&amp;post=2276&amp;subd=artistagoloso&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dispense utili a studenti e non&#8230;</p>
<p><strong>Tabella riepilogativa</strong></p>
<table cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="baseline"><strong>L&#8217;arte informale</strong></td>
<td valign="baseline">Indica un indirizzo generale di parte dell&#8217;arte contemporanea a cui concorrono correnti, movimenti e personalità diverse, accomunati solo dall&#8217;abbandono di ogni schema strutturale significante. Si manifesta in Europa e negli Stati Uniti a partire dagli anni &#8217;60. Realizza l&#8217;identificazione dell&#8217;artista con la propria opera mediante il gesto stesso del dipingere. Componenti essenziali: la materia, il segno e il gesto. In Francia l&#8217;informale assume connotati materici (J. Fautrier, J. Dubuffet) e segnici (G. Mathieu); negli Stati Uniti, una versione gestuale di marca espressionistico-surreale (J. Pollock, M. Tobey, W. De Kooning, e inoltre M. Rothko, A. Gottlieb, C. Still, ecc.).</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><strong>Action Painting </strong></p>
<p><strong></strong>Già durante la seconda guerra mondiale il movimento dell’Action Painting (pittura d’azione) rompe con l’arte codificata dal razionalismo e cerca un rapporto diretto tra artista e superficie dipinta dando valore espressivo al gesto sulla tela.</p>
<table cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="baseline"><strong>Jackson Pollock</strong></td>
<td valign="baseline">Jackson Pollock (1912-56) avvia la propria opera con mezzi tecnici inusuali (dripping painting, cioè colate, gocciolature di colore sulla tela) per valorizzare l’atto creativo dell’artista. Tra le sue opere: Sentieri, Numero 1, Grigiore sull’oceano e Pali azzurri.</td>
</tr>
<tr>
<td valign="baseline"><strong>La nuova figurazione</strong></td>
<td valign="baseline">Serie di movimenti che, in America e poi in Europa, recuperano il dato figurativo come strumento di protesta politica e sociale, e sono sensibili alla suggestione dei massmedia visivi.</td>
</tr>
<tr>
<td valign="baseline"><strong>New dada</strong></td>
<td valign="baseline">Il new dada si differenzia dal dadaismo per il riscatto dell&#8217;oggetto assunto come materia povera di recupero e montaggio di prodotti usurati e abbandonati dalla società. Tra gli artisti: R. Rauschenberg, J. Johns, J. Dine.</td>
</tr>
<tr>
<td valign="baseline"><strong>Pop art</strong></td>
<td valign="baseline">La pop art nata in Inghilterra e negli Stati Uniti intorno al 1955, è una reazione alla pittura degli espressionisti astratti e attinge a forme e linguaggio dai mass-media per riaccostare l&#8217;arte alla realtà quotidiana. Esponenti: in Inghilterra, l&#8217;Independent Group di Londra (1953-58); negli Stati Uniti, R. Rauschenberg e J. Johns, C. Oldenburg, R. Lichtenstein e soprattutto A. Warhol (1927-87), autore di celebri grandi acrilici con le scatole di zuppa Campbell&#8217;s, i ritratti di Marilyn Monroe.</td>
</tr>
<tr>
<td valign="baseline"><strong>Ricerche segniche e arte cinetica</strong></td>
<td valign="baseline">All&#8217;inizio degli anni &#8217;60, si manifestano ricerche che si affidano al potere evocatore del segno assimilato a scrittura, in parte ricollegandosi alla tradizione geometrica (soprattutto francese), ma con l&#8217;assunzione di categorie del processo industriale, l&#8217;uso dei materiali dell&#8217;industria (op art; arte cinetica e Vasarely) fino a trasformarsi in proposte d&#8217;ambiente (environmental art, minimal art) miranti a riqualificare e ristrutturare il paesaggio (urbano e non). La più radicale rottura, che nega ogni intenzionalità estetica all&#8217;opera; si raggiunge con l&#8217;arte povera e con l&#8217;arte concettuale (body art, land art, arte comportamentale).</td>
</tr>
<tr>
<td valign="baseline"><strong>Ritorno alla pittura</strong></td>
<td valign="baseline">Le difficoltà dell&#8217;esasperazione delle ricerche tecniche e gestuali hanno determinato il recupero delle poetiche delle avanguardie storiche con la nuova figurazione, il neoimpressionismo, la transavanguardia, l&#8217;ipermanierismo.</td>
</tr>
<tr>
<td valign="baseline"><strong>Il postmoderno in architettura</strong></td>
<td valign="baseline">Sorge in reazione al funzionalismo e al razionalismo come affermazione della ricerca estetica nell&#8217;opera architettonica; si realizza come contaminazione di stili ed epoche.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><strong>Introduzione all&#8217;argomento</strong></p>
<p><em>Il panorama della seconda metà del Novecento vede il sorgere, il fiorire, l’intersecarsi e il contrapporsi di una serie di tendenze, proposte e formulazioni d’avanguardia, ma che non hanno dato quasi mai luogo a raggruppamenti stabili di artisti e si connotano piuttosto come tentativi di classificazione da parte di critici ed estetologi.</em></p>
<p><em>La produzione artistica diventa sempre più un’incessante ricerca verso nuove formulazioni creative e soprattutto verso uno sperimentalismo che sembra alienarsi dalla dimensione di comunicazione con il pubblico.</em></p>
<p><em>Le correnti astrattiste, già diffuse in tutto il mondo al termine del secondo conflitto mondiale, sono la matrice di varie esperienze anche estranee all’astrattismo in senso stretto. Si sviluppano così i movimenti come l’informale, forme varie di oggettivismo e di naturalismo.</em></p>
<p><strong> L&#8217;arte informale</strong></p>
<p>Con l&#8217;espressione &#8220;arte informale&#8221; si designa quell&#8217;indirizzo dell&#8217;arte contemporanea nel quale si riconoscono correnti, movimenti e personalità diverse, accomunati solo dall&#8217;abbandono di ogni schema strutturale significante. Questa espressione venne usata dal critico francese M. Tapié nel libro <em>Un art autre </em>(1952) e prevalse su altre denominazioni intese a classificare criticamente tendenze e correnti, come art autre, tachisme, astrazione lirica, action painting, espressionismo astratto. La poetica dell&#8217;arte informale si manifesta in Europa e negli Stati Uniti con conseguenze destinate a caratterizzare fortemente le tendenze dell&#8217;arte contemporanea dagli anni &#8217;60 fino alla fine del Novecento. Nella messa a punto delle origini dell&#8217;arte informale va ricordato il contributo dato nella medesima epoca dal pittore tedesco Hans Hofmann (1880-1960), che, negli Stati Uniti, fondò una propria accademia, fucina di nuove idee ed esperienze.</p>
<p><strong>Poetica e diffusione</strong></p>
<p>Contestando tutti gli schemi del passato, la poetica dell&#8217;arte informale, fortemente impregnata delle teorie filosofiche fenomenologiche ed esistenziali, tende a realizzare l&#8217;identificazione dell&#8217;artista con la propria opera mediante il gesto stesso del dipingere, provocando così un&#8217;incolmabile frattura tra l&#8217;importanza nuova assunta dalla tecnica e quella non più valutata della teoria e del contenuto. Componenti essenziali dell&#8217;arte informale sono la materia, il segno e il gesto. Con il termine materico si indica la tendenza a indagare e a sfruttare la vitalità organica della materia e le sue possibilità espressive.</p>
<p>Una delle tendenze pittoriche dell&#8217;arte informale, basata sulla stesura del colore a chiazze, oppure sgocciolato, è il tachisme (principale esponente il tedesco Hans Hartung, 1904-89).</p>
<p>Pioniere dell&#8217;arte informale furono la Francia, dove questa corrente assunse connotati materici (J. Fautrier, J. Dubuffet) e segnici (Georges Mathieu, 1921), e gli Stati Uniti, che ne diede una versione gestuale di marca espressionistico-surreale. J. Pollock, Marc Tobey (1890-1976) e Wilhem De Kooning (1904-1997) sono tra i maggiori protagonisti dell&#8217;action painting; e inoltre Mark Rothko (1903-70), A. Gottlieb, Clyfford Still (1904-80). Successivamente il movimento si diffuse in Spagna con Antoni Tàpies (1923), Luis Feito (1929). Nei Paesi Bassi si esprime il gruppo Cobra: il nome di questo movimento fondato tra gli altri dal pittore olandese Karel Appel (1921-2006) è composto con le sigle di <em>Co</em>penaghen, <em>Br</em>uxelles, <em>A</em>msterdam; comune ai suoi esponenti è la matrice espressionista sfociante in una pittura segnico-gestuale, dalla materia densa e violenta, talora incandescente, che esplode sulla tela con immediatezza e vitalità.</p>
<p>In Italia, dove accanto a versioni materiche di Alberto Burri (1915-1995), ne diede un&#8217;originale interpretazione lo spazialismo di Lucio Fontana (1899-1968) teorizzato nel <em>Manifesto blanco </em>pubblicato nel 1946 a Buenos Aires, il cui intento era quello di realizzare, al di là dello stesso quadro, uno spazio plastico inteso come esperienza totale e continua (<em>Concetto spaziale</em>, 1957, Milano, collezione privata).</p>
<p><strong>La nuova figurazione</strong></p>
<p>Sul finire degli anni &#8217;50 dalle ceneri dell&#8217;informale si svilupparono, in America e successivamente in Europa, movimenti che recuperano il dato figurativo come strumento di protesta sociale e culturale. Si tratta di una nuova figurazione, non dimentica della lezione informale, ma sensibile alla suggestione dei massmedia visivi (fotografia, cinema, televisione, fumetto) e spesso realizzata con il loro sussidio, soprattutto nell&#8217;ultimo iperrealismo americano. Molteplici sono le sue articolazioni: dall&#8217;&#8221;oggetto trovato&#8221; del new dada alla parodia del prodotto pubblicitario propria della pop art. Entrambi i movimenti trovarono terreno di diffusione anche in Europa.</p>
<p><strong>New dada</strong></p>
<p>Il new dada si affermò negli Stati Uniti alla fine degli anni &#8217;50 a opera di un gruppo di artisti tra cui Robert Rauschenberg (1925-2008), Jasper Johns (1930), Jim Dine (1935), protagonisti di una nuova stagione della poetica dell&#8217;oggetto, assunto nella sua condizione di materia povera: montaggio di prodotti usurati e abbandonati dalla società che li ha sfruttati. I presupposti poetici di questo riscatto dell&#8217;oggetto costituiscono la principale differenza tra il new dada e il dadaismo, del quale tuttavia può dirsi una continuazione scaturita dagli sviluppi dell&#8217;avanguardia storica e non piuttosto una manifestazione revivalistica. Il new dada con il ricorso all&#8217;uso di oggetti e materiali estranei alla pittura si inserì con peso determinante nel processo di esaurimento dell&#8217;arte informale e di quella astratta, ponendosi all&#8217;origine della poetica della pop art.</p>
<p>Carattere diverso hanno assunto in Europa le manifestazioni neodadaiste, volte ad altri motivi di ricerca (interessanti esperienze in Italia sono quelle di Alberto Burri (1915-1995), Piero Manzoni (1934-1963), Enrico Baj (1924-2003) e dello scultore Ettore Colla, 1899-1968). Una versione europea del new dada può considerarsi il nouveau réalisme, manifestatosi in Francia negli anni &#8217;60; tra i maggiori esponenti: Yves Klein (1928-62), l&#8217;italiano Mimmo Rotella (1918-2006), il bulgaro Christo (1935), noto per i suoi impaccaggi di monumenti e paesaggi.</p>
<p><strong>Pop art</strong></p>
<p>L&#8217;espressione, forma abbreviata di <em>popular art</em>, fu introdotta dagli studiosi L. Flieder e R. Banham e adottata nel 1961 dal critico inglese Laurence Alloway, per indicare un movimento artistico di avanguardia nato parallelamente in Inghilterra e negli Stati Uniti intorno al 1955, come reazione alla pittura degli espressionisti astratti.</p>
<p>Gli artisti della pop art attinsero forme e linguaggio dal vastissimo repertorio dei massmedia; essi si servono di immagini e di oggetti già esistenti, che manipolati e presentati in vario modo si caricano di una nuova espressività. Scopo del movimento è quello di sottrarre l&#8217;operazione artistica al suo carattere di esperienza unica e soggettiva, per riaccostare invece l&#8217;arte alla realtà quotidiana. La figurazione del banale e del quotidiano della pop art, ebbe la sua prima definizione in Inghilterra attraverso l&#8217;attività dell&#8217;Independent Group di Londra (1953-58). La prima opera pop inglese, realizzata da R. Hamilton, figurò alla rassegna <em>This is Tomorrow</em> tenuta a Londra nel 1956.</p>
<p>Negli Stati Uniti la pop art scaturì dall&#8217;esaurimento delle esperienze astratte, dalle battute finali dell&#8217;informale e soprattutto dal riscatto dell&#8217;&#8221;oggetto consumato&#8221; da parte degli artisti del new dada. Capiscuola della pop art americana sono considerati R. Rauschenberg e J. Johns, anche se la loro opera appare differenziata, per molti aspetti, da quella degli artisti attivi nella fase centrale delle esperienze pop, quali Claes Oldenburg (1929) autore di sculture giganti in materie plastiche che riproducono prodotti commestibili standardizzati, Roy Lichtenstein (1928-1997) e soprattutto Andy Warhol (1927-1987), di cui sono celebri i grandi acrilici con le scatole di zuppa Campbell&#8217;s, i ritratti di <em>Marilyn Monroe</em>, le bottiglie di Coca Cola, le sequenze di fotogrammi della <em>Gioconda.</em></p>
<p>La diffusione della pop art in Europa ha dato luogo a differenti interpretazioni secondo la diversa tradizione culturale. In Italia esperienze pop sono state condotte da E. Baj, Mimmo Rotella, Valerio Adami (1935), Emilio Tadini (1927-2002), Lucio Del Pezzo (1933), Mario Ceroli (1938). Tra i rappresentanti della pop art francese e tedesca sono rispettivamente N. de St-Phalle, M. Raysse, P. Klasen e W. Gaul.</p>
<p><strong>Ricerche segniche e arte cinetica</strong></p>
<p>All&#8217;inizio degli anni &#8217;60 si svilupparono tendenze che, mutuando la loro metodologia dallo strutturalismo linguistico, perseguirono ricerche sul segno. In parte esse si affidavano al potere evocatore del segno assimilato a scrittura (Giuseppe Capogrossi, 1900-1972); in parte si ricollegavano alla mai interrotta tradizione geometrica (attiva soprattutto in Francia col gruppo <em>Espace</em>), ma con nuove componenti desunte dal mondo contemporaneo: assunzione di categorie tipiche del processo industriale, uso dei materiali dell&#8217;industria. Dal 1965 queste operazioni tendono a dilatare il loro campo d&#8217;azione, trasformandosi in proposte d&#8217;ambiente (e<em>nvironmental art</em>) miranti a riqualificare e ristrutturare il paesaggio (urbano e non), in una sintesi dove confluiscano le esperienze oramai esaurite di pittura, scultura e architettura, come pure esperienze acustiche, scenografiche e teatrali (D. Boriani, <em>Camera stroboscopica</em>, 1965-67, Roma, Galleria nazionale d&#8217;arte moderna). L&#8217;arte di protesta ideologica e sociale arriva alle sue estreme conseguenze col negare ogni intenzionalità estetica all&#8217;opera; ciò è raggiunto sia dall&#8217;arte povera, che contesta la mercificazione dell&#8217;oggetto artistico (P. Pascali, M. Pistoletto), sia più estesamente da tutta l&#8217;arte concettuale, che sviluppa in chiave intellettualistica i presupposti delle ricerche segniche (S. Arakawa).</p>
<p>La definizione di arte cinetica entrò attorno al 1960 nel vocabolario artistico e comprende l&#8217;insieme di quelle opere che, animate da un movimento virtuale o reale, promuovono un fenomeno di attivazione visuale e psicologica nello spettatore, coinvolgendolo sempre più nell&#8217;operazione artistica.</p>
<p><strong>Op art e movimento virtuale</strong></p>
<p>Op art, abbreviazione di <em>optical art</em>, è l&#8217;espressione con cui si designa il movimento artistico contemporaneo emerso alla fine degli anni &#8217;50 in clima postinformale. Il termine si riferisce a un vasto arco di ricerche sperimentali sui processi percettivi basate sui fondamenti della <em>Gestalt Psychologie</em> (psicologia della forma), da cui la definizione di &#8220;arte gestaltica&#8221; creata da G.C. Argan. Quale derivazione del processo di astrazione geometrica, l&#8217;op art offre suggestioni visive del movimento (talora impresso da un apposito meccanismo) attraverso la matematica organizzazione di forme geometriche e combinazioni di colori puri in modo da agire sulla sensibilità psicofisica percettiva dello spettatore, che viene coinvolto così in un&#8217;attiva partecipazione.</p>
<p>Strettamente intrecciato con la ricerca della op art il movimento virtuale parte dallo studio dei procedimenti ottici e psicologici iniziato con gli impressionisti e continuato con il cubismo, il costruttivismo, l&#8217;opera di P. Mondrian: il movimento è prodotto, nel caso più semplice, dalla disposizione di linee e di forme geometriche, dai loro rapporti cromatici, chiaroscurali e di estensione. Campione di queste ricerche, fin dalla metà degli anni &#8217;50, è il pittore franco-ungherese Victor Vasarely (1908-1997). Vasarely raggiunge l&#8217;effetto di attivazione visuale anche con superfici variamente ondulate o aventi applicazioni <em>optical</em>, costruite in materiale assorbente, riflettente, filtrante, rifrangente la luce (<em>textures</em>); in questo caso si richiede lo spostamento dello spettatore rispetto alla fonte luminosa. Il movimento può ottenersi anche dalla variabilità della fonte luminosa interna o esterna all&#8217;opera.</p>
<p>Sotto l&#8217;influenza di Vasarely, queste ricerche si sviluppano col gruppo internazionale <em>Nouvelle tendance</em> (mostre a Zagabria dal 1961), in Francia col Groupe de recherche d&#8217;art visuel (GRAV), in Germania col gruppo Zero di Düsseldorf, in Spagna con l&#8217;Equipo 57, in Italia con i gruppi T di Milano, N di Padova, 1 di Roma. Tra gli artisti italiani di questa corrente si segnalano G. Colombo, D. Boriani, E. Mari, G. Varisco.</p>
<p><strong>Il movimento reale</strong></p>
<p>All&#8217;interno dell&#8217;arte cinetica la corrente del movimento reale produce opere in cui il moto è generato da forze fisiche semplici o di congegni meccanici più o meno complessi, talora in concomitanza con effetti luminosi. La componente meccanica può essere presentata in chiave apologetica, di ascendenza costruttivistica (Nicolas Schöffer, 1912-92; Von Graevenitz), o in chiave polemico-caricaturale di derivazione dadaista (Jean Tinguely, 1925-91; Kramer).</p>
<p>In altri casi si ha un movimento non prevedibile, a simbologia naturale e magica, come nei <em>mobiles</em> dello statunitense Alexander Calder (1898-1976), e, in Italia, nelle &#8220;macchine inutili&#8221; di Bruno Munari (1907-1998). La partecipazione dello spettatore all&#8217;operazione artistica si fa sempre più attiva: egli non solo aziona pulsanti e manovelle per mettere in moto congegni meccanici, ma scompone e ricompone le parti dell&#8217;oggetto, collaborando, in certo senso, al risultato artistico (per esempio i quadri trasformabili di Agam, gli oggetti di P. Bury, Rot).</p>
<p><strong>Environmental art</strong></p>
<p>L&#8217;environmental art (arte ambientale), indirizzo nato negli Stati Uniti nella metà degli anni &#8217;50, partendo dalla sintesi dell&#8217;arte cinetica tra spazio, luce e movimento la supera introducendovi elementi naturali (aria, acqua, ecc.) e oggetti di consumo, al fine di creare &#8220;situazioni&#8221; in cui sia coinvolta la partecipazione dell&#8217;osservatore e di stabilire un&#8217;armonica continuità tra l&#8217;uomo e l&#8217;ambiente. Esauritasi come corrente autonoma, l&#8217; environmental art ha visto sviluppare le proprie tematiche nell&#8217;ambito di altre tendenze, da certi assemblage della pop art, alle esperienze concettuali e alla land art.</p>
<p><strong>Minimal art</strong></p>
<p>La minimal art o ABC art, è l&#8217;arte costituita da opere sfruttanti materiali tecnologici (acciaio, plastica, ecc.) adatti alla creazione di elementari configurazioni stereometriche o cilindriche (da ciò anche il nome di strutture primarie), consacrata ufficialmente a New York nel 1966, in una mostra al Jewish Museum, intitolata appunto <em>Primary Structure</em>. I più immediati precursori dei valori minimali dell&#8217;arte sono Ad Reinhardt (1913-1967) e Barret Newman (1905-70). Tra gli artisti raggruppabili nel novero dei minimalisti e delle strutture primarie si ricordano S. Lewitt, T. Smith, Robert Morris (1931), D. Judd, C. Andre, R. Serra, B. Pepper, D. Flavin, C. Willmarth, B. Nauman, L. Bell, Caro, King, Tucker; tra gli italiani, Anselmo, Zorio, Calzolari, Aricò, Carrino, Barisani, Lorenzetti, Icaro, Pardi, Perizi, Gandini, Giulio Paolini (1940).</p>
<p><strong>L&#8217;arte concettuale</strong></p>
<p>L&#8217;arte concettuale indica una tendenza dell&#8217;arte contemporanea i cui precedenti si riconoscono nella poetica dada o nel <em>Quadrato nero </em>di C. Malevic, modello di riduzione dell&#8217;operazione artistica ai suoi minimi termini intellettuali. Il concettualismo infatti concepisce l&#8217;attività dell&#8217;artista come formulazione mentale a cui la realizzazione non aggiunge alcunché di significativo. Gli artisti, rifiutando l&#8217;oggetto (in quanto mercificabile), si esprimono attraverso gesti, azioni pubbliche, fotografie, happening o attraverso il<em> citazionismo</em> (uso colto e talvolta dissacrante dell&#8217;immagine di opere d&#8217;arte del passato che accomuna artisti come G. Paolini, L. Ontani e C. Parmeggiani). Le prime formulazioni si sono avute dopo il 1965 negli Stati Uniti con S. LeWitt e J. Kosuth (caposcuola del gruppo americano) e in Inghilterra con il gruppo di Art and Language. Nell&#8217;ambito concettuale rientrano diverse correnti artistiche di cui le quattro fondamentali sono l&#8217;arte povera, la body art, l&#8217;arte comportamentale e la land art.</p>
<p><strong>L&#8217;arte povera</strong></p>
<p>Nasce nel 1966 e comprende artisti come Mario e Marisa Merz, L. Fabro, G. Penone, G. Anselmo, A. Boetti, G. Zorio, J. Kounellis, M. Pistoletto, P. P. Calzolari, E. Prini, le cui opere si basano sull&#8217;associazione ambientale di materiali prelevati dal quotidiano (legno, stoffe, terra, ecc.). La definizione Arte Povera venne coniata dal critico Germano Celant<br />
nel 1967 per definire l’insieme di processi creativi che, utilizzando materiali solitamente estranei all’arte, si concentrano sulla scoperta di quelle forze espressive ed immaginifiche sprigionate dal contatto con i materiali, vissuti nel loro valore primario, lontano da quello che assumerebbero nella società dei consumi.</p>
<p><strong>La body Art</strong></p>
<p>La body art si distinse per l’uso del corpo umano come mezzo di espressione e si manifesta tramite “azioni”, “eventi”, happenings, togliendo così valore all’oggetto artistico. Gli artisti, in questo caso, si esprimono in tempo reale, con i loro corpi, mettendo a nudo la loro interiorità e dividendola con lo spettatore, coinvolto così, attraverso le proprie reazioni, nella creazione artistica. Fra gli artisti più noti sono J. Beuys, A. Rainer, V. Acconci, G. Pane, V. Pisani, Gilbert &amp; George. Fra le artiste ricordiamo Vanessa Beecroft, Orlan, Gina Pane, Marina Abramovic, Shigeko Kubota, Valie Export.</p>
<p><strong>L&#8217;arte comportamentale</strong></p>
<p>Si basa sull&#8217;utilizzazione del corpo come forma di espressione artistica ma si fonda su atteggiamenti e azioni di cui l&#8217;artista stesso è protagonista o deuteragonista e per lo più mette in luce componenti autoerotiche, narcisistiche, masochistiche, filtrate in genere da atmosfere surreali e colte. Tra gli esponenti più significativi vanno ricordati J. Beuys, B. Vautrier, V. Acconci, A. Rainer, U. Lüthi, Gilbert &amp; George, H. Nitsch e gli italiani G. De Dominicis, V. Pisani, G. Pane.</p>
<p><strong>L’arte comportamentale</strong><br />
Si basa sull’utilizzazione del corpo come forma di espressione artistica ma si fonda su atteggiamenti e azioni di cui l’artista stesso è protagonista o deuteragonista e per lo più<br />
mette in luce componenti autoerotiche, narcisistiche, masochistiche, filtrate in genere da atmosfere surreali e colte. Tra gli esponenti più significativi vanno ricordati J. Beuys, B.<br />
Vautrier, V. Acconci, A. Rainer, U. Lüthi, Gilbert &amp; George, H. Nitsch e gli italiani G. De Dominicis, V. Pisani, G. Pane.</p>
<p><strong>La land art</strong></p>
<p>È detta anche <em>earth art</em> o arte ecologica, si esprime mediante interventi diretti di modificazione estetica sul territorio, che hanno lo scopo di esercitare un controllo su di esso. Alla base di questo tipo di azione artistica c’è una forte critica nei confronti del rapporto uomo-natura e l’esigenza di creare nuovi modi per interpretare il linguaggio ambientale. Le operazioni, svolte su vasti territori (deserti, laghi gelati, prati, ecc.), sono fissate poi con riprese fotografiche o filmate. Tra i suoi esponenti W. De Maria, D. Oppenheim, R. Long, Christo Javacheff, M. Boyle.</p>
<p><strong>L’ iperrealismo</strong></p>
<p>Questa tendenza, nata in America nei primi Settanta, si esprime attraverso un tipo di pittura e scultura “più vera del vero”, mediante un uso esasperato della tecnica, ossia dando con le opere non un’interpretazione della realtà, ma una riproduzione meccanica di essa. Tutto ciò non ha l’intento di ironizzare sulla società, ma solo di presentarla in modo<br />
spersonalizzato, non offre nessun tipo di intervento critico, ma è un’arte unicamente descrittiva. Tra i maggiori esponenti troviamo Duane Hanson, John De Andrea, Stephen Posen e l’italiano Domenico Gnoli.</p>
<p>L&#8217;arte degli anni &#8217;70-&#8217;80 è stata caratterizzata da un duplice orientamento: un ritorno alla pittura (con la nuova figurazione, neoespressionismo, transavanguardia, ipermanierismo) e dalla ripresa e dallo sviluppo delle ricerche già condotte dai diversi movimenti nei decenni precedenti. Affini a questi per poetiche sono dunque i vari movimenti cosidetti &#8220;neo&#8221; (neofuturismo, neoconcettualismo, ecc.) del panorama artistico postmoderno.</p>
<p>La nuova figurazione è nata dall&#8217;opposizione al linguaggio informale; si discosta dal realismo per i toni surreali ed espressionisti con cui descrive la realtà: in questo senso può indicare in F. Bacon come il precursore di tale corrente. In Italia prossimi o direttamente collegabili alla nuova figurazione sono B. Romagnini, G. Ferroni, L. Cremonini e Renzo Vespignani (1924-2001).</p>
<p>Il neoespressionismo rappresenta la corrente pittorica sorta in Germania verso la fine degli anni &#8217;60, caratterizzata da un ritorno ai valori pittorici, al segno. Tra i suoi esponenti troviamo A. R. Penck, J. Immendorff, M. Lupertz e G. Beselitz.</p>
<p>La transavanguardia. Così definita da Achille Bonito Oliva sulla rivista &#8220;Flash art&#8221; nel 1979, rappresenta il movimento sorto in Italia alla fine degli anni &#8217;70 dopo le esperienze dell&#8217;arte povera e della minimal art. Essa recupera la pittura e il disegno figurativi, nell&#8217;intento di ritrovare un linguaggio capace di maggiore apertura e libertà espressiva e di restituire il primato, nella pittura, all&#8217;intensità tecnica. Tra gli esponenti storici troviamo S. Chia, F. Clemente, E. Cucchi, N. de Maria e M. Paladino.</p>
<p>L&#8217;ipermanierismo, o anacronismo, o pittura colta, è la corrente contemporanea alla trasavanguardia e come questa orientata a una ripresa della creazione pittorica. Gli artisti ipermanieristi come F. Pirica, S. di Stasio, A. Abate, O. Galliani, P. Pizzi Cannella si ispirano a iconografie e stili dell&#8217;arte del passato rielaborandoli liberamente.</p>
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<td valign="top"><strong>Il postmoderno in architettura</strong></td>
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<td valign="middle"> <span class="Apple-style-span" style="border-collapse:separate;color:#444444;font-family:Georgia, 'Bitstream Charter', serif;">Postmoderno è un termine coniato negli Stati Uniti alla fine degli anni &#8217;70 con riferimento, in architettura, a un movimento di rivisitazione del passato, in netta reazione al funzionalismo e al razionalismo. Il postmoderno si è espresso come una contaminazione di stili di secoli diversi e un rilancio della creatività dell&#8217;artista. Affine all&#8217;eclettismo storico dell&#8217;Ottocento, quando il revival degli stili del passato era considerato uno stimolo a nuove creazioni, il postmoderno si è diffuso poi anche nelle arti figurative, esprimendo il superamento delle avanguardie e del loro linguaggio. Tra le opere più significative del postmoderno vanno segnalate: un blocco di uffici pubblici a Portland (1978-82) di M. Graves, il complesso edilizio a Marne-la-Vallée (1979-82) di R. Bofill, la piazza d&#8217;Italia a New Orleans (1975-78) di C. Moore e il grattacielo AT&amp;T a New York (1980-84) di Philips Cortelyou Johnson (1906-2005).</span></td>
</tr>
</tbody>
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<p><strong>Dispense di storia dell’arte contemporanea &#8211; Appunti per studenti</strong></p>
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<li>La grande Jatte di Seurat 1884-1886 Uso illimitato di colori con la tecnica del puntinismo o divisionismo Rappresentato un parco divertimento fuori Parigi di borghesi, Compaiono riferimenti allegorici es. la scimmia L’atmosfera ultraterrena è enfatizzata da un elemento: la proporzione tra le figure quiete e inconsce d’esistere non è corretta.</li>
<li>La Danza di Matisse 1910 Serena composizione rappresenta la risposta al cubismo Ha un significato mitico-cosmico: il suolo è l’orizzone terrestre, la curva del mondo, il cielo ha la profondità degli spazi interstiziali; e le figure campeggiano giganti danzando alla vita. Matisse opera al di là di tutti gli schemi valori e registri espressivi consegnati dalla Tradizione. La superficie è colorata fino alla saturazione</li>
<li>Le Demoiselelles d’Avignon di Picasso 1907 Ispirato ai ricordi della malfamata via D’Avignon. Con tale tela si rovesciao i canoni della prospettiva grottesca: le 3 dimensioni sono tutte schiacciate nella policromia degli oli e ogni figura sembra costituirsi e prendere corpo, presa da diverse angolazioni. La spigolosa intersezione delle linee contribuisce al magico risultato. Opere simili di Braque e Derain</li>
<li>Dinamismo di un cavallo in corsa + case di Boccioni 1914-1915 Opera avanguardista, offre uno sguardo sulla capacità sperimentale dell’autore che dichiara già dal titolo un valore polemico contro l’accadentismo. Opere futuristiche di solito incomplete, in questa manca il fondo delle case. Boccioni vorrebbe sia giungere a una nuova sintesi plastica della figura umana in continuità con la tradizione rinascimentale e classica, sia completare e rinnovare i materiali e il rapporto che la scultura intrattiene con lo spazio che la circonda</li>
<li>Impressione V (parco) di Kandinskij 1911 L’autore, nei primi del 900 giunge all’idea di una pittura non figurativa. Il suo punto di partenza è impressione V, dove mette in discussione uno studio dal vero, Infatti in questo dipinto orizzonte, i tonchi, gli alberi e i contadini, elemmenti rinoscibili nello studio, divergono nell’impressione V puro tratto grafico, non si tratta più di un Paesaggio ma delle impressioni che da esso ne ricava l’autore, dipinge come un musicista Potrebbe trafigurare le impressioni ricavate da un paesaggio e comporne una melodia.</li>
<li>Composizione IV di Kandinskij 1911 La scoperta per l’astrazione per l’artista è come la gioia per un’esperienza intensa. Sosteneva che il contenuto delle sue opere non doveva essere visto immediatamente ma sentito lentamente. ( storia del suo quadro appeso su un lato) Il quadro può sembrare un dipinto astratto ma a un esame piu attento compaiono le figure: Al centro un monte azzuro, un castello con una strada battuta, davanti alla montagna tre Figure con mantella, a sinistra un gigantesco cavallo con criniera e un arcobaleno.</li>
<li>Natura morta con asso di fiori di Braque 1911. L’artista, nel cubismo, interpreta il rigore e il metodo. (lavorò con Picasso) Il dipinto è una natura morta con pochi Oggetti sulla tavola; essendo nella realtà le sole dimensioni certe l’altezza e la larghezza. Elimina dunque la distinzione tra volumi solidi e fondo, riducendo una giustapposi- zione gli oggetti: il grappolo d’uva, mela, carte da gioco. Braque nega la terza dimensione perché depositaria di emozioni, dell’inconscio e dell’onirico. Risolverà il problema della terza dimensio- ne con linee oblique, come Picasso risolverà col colore. Suddivide con puntuale dovizia per quadri eliminando i chiaro scuri e trasformando tutto in cromatismi di grigio. Altro fattore è il tempo che scompone l’oggetto, (immaginare inclinazione e posizione incerte)</li>
<li>Nudo che scende le scale n 2 di Duchamp 1912-16 Il dipinto, come le Demoiselles d’Avignon mette in crisi il cubismo analitico Si era dichiarato contrario a una pittura puramente retinica, finirà per abbandonare la pittura tradizionale per divenire uno dei massimi esponenti del Dada. Contesta il carattere statico del cubismo analitico e mette sulla tela una figura di nudo che scende le scale, studiandone il movimento e pertanto introducendo l’elemento cinetico sulla tela. Il movimento umano diviene movimento meccanico, perché nel scendere le scale si innesca una ritmia ripetitiva che lo avvicina al movimento delle macchine. In Duchamp il movimento conforma l’oggetto, lo smembra, ne altera il tipo morfologico e il suo sistema. Arrivo a negare che l’arte sia il processo con cui l’attività esteca si realizza</li>
<li>Motivo perpetuo di Man Ray 1971 L’artista, o fa riprese dall’alto e sfrutta al massimo le potenzialità della macchina fotografica o costruisce oggetti facendo appello in qualche misura alla psicologia. Quest’opera fa si che chi la osservi segua l’occhio incollato sull’estremità del metronomo; l’automatismo viene a essere processo liberatorio degli impulsi profondi. Per Man Ray l’opera d’arte è per lo più un oggetto antipatico con cui non è facile convivere. L’uomo non deve trovarsi a suo agio con gli oggetti che crea, poiché, solo senza di essei potrà essere veramente autentico.</li>
<li>Paesaggio Catalano di Mirò 1923-24 L’artista si avvicina alle avanguardie, ritroviamo spesso nelle sue opere il paesaggio catalano con la sua realtà contadina, fino al 1923, dopodichè abbandonerà il particolarismo per avvicinarsi a tematiche surrealiste, senza però rinunciare complessivamente ad esse; organizzerà una specie di pseudo-cubismo con un’attenzione quasi ossessiva per i particolari e la definizione a livello internazionale di un nuovo modo di dipingere, quasi si trattasse di una stenografia pittorica.( disco sole, sagome di uccelli, occhio, ruota, scala, foglia, lettere in libertà) Nel dipinto notiamo una pittura infantile, priva di simmetrie, né un centro e né una prospettiva, quasi che il lettore dell’opera potesse godere di una pura immersione nel giallo. Nulla di oscuro e tenebroso, tutto è permeato da un’innocente vitalità.</li>
<li>La Condizione umana I di Magritte 1933 L’artista, uno tra i surrealisti più noti, possiede il dono della semplicità. Si avverte un interessamento alle avenguardie, I concetti cari ai futuristi, dinamismo e spazialità, lo introducono allo “spaesamento” e alla poetica surrealista, lo spingono ad investigare questa nuova dimensione dell’arte. L’opera, se osservata con maggiore diligentza fa individuare qualcosa di distorto che ci prende alla sprovvista, si tratta di un cavalletto su cui l’immagine-finestra poggia. Se continuiamo ad osservarlo l’attrazzione percettiva aumenta e ci conduce al dubbio figurativo, l’incertezza si insinua a noi, finchè la visione di un particolare ci restituisce l’immagine reale: sono proprio la punzonatura della tela e il tendaggio a disvelare il raffinato e surreale trompe-d’oil. Al d la di uno stile dimesso e di un ironia vitale il quadro pone l’attenzione sulle problematiche del “vedere”.</li>
<li>La Peristenza della Memoria di Dalì 1931 All’inzio sperimenta un’originale forma di cubismo, tuttavia l’interesse per la psicologia lo avvicinerà a Freud e al surrealismo. L’opera raffigura l’assolato paesaggio di port Lligat, lo località spagnola dove decide di vivere. Immagini molli in contrasto con il paesaggio roccioso, sono in accordo con la teoria di breton sugli oggetti a “funzionamento simbolico”, secondo cui alcuni oggetti manipolati, decontestualizzati e stravolti nelle loro fattezze sono in grado di stimolare la percezione dello spettatore e nel contempo sono la rappresentazione simbolica dei desideri della libido dell’artista, una specie di rappresentazione sessuata dell’universo. Ritiene che l’opera debba guidare verso i sogni e provocarli, non illustrarli, infatti rifiuta il sogno;le immagini vengono a galla da una dimensione onirica mentre lui le immagini le associa con un atto di volontà delirante.</li>
<li>Le Muse Inquietanti di De Chirico 1916 La colonna, il regolo di legno, una testa di gomma e una specie di scatola policroma a motivi triangolari, assistiamo all’avvenuta geometrizzazione dello spazio: il regolo altro non è cheun righello, il parallelepipedo una squadra triangolare e la testa una sfera. La linea retta, il triangolo e la sfera altro non sono che gli attributi dello spazio e gli strumenti grazie ai quali lo spazio si conforma e si realizza. Dunque lo spazio si confonde con le cose ed è immanente delle cose. Le muse sono 3: 1 ricoperta di un peplo secondo la moda greca, 2 senza testa simile a statua greca e l’ultima una figura puludata e incerta dal capo privo di volto. Sullo sfondo il castello di Ferrara, città metafisica sopra le altre, più a sinistra le ciminiere di una fabbrica a memoria della compenetrazione del moderno col medievale. I colori caldi si oppongono alle linee squadrate dei solidi, la stessa luce ricea un senso di svuotamento poiché immobile. E’ una specie di speculazione filosofica sulla nullità dell’essere, funziona come un meccanismo che crea nel pubblico sbigottimento di fronte a una solitudine silenziosa e irreale. Tale processo di accostamento di oggetti diversi stimola all’astrazione e rivela l’anima segreta delle cose.</li>
<li>L’Amante dell’Ingegnere di Carrà 1921 Nell’opera vediamo rappresentato un paesaggio oscuro e spoglio, una testa di donna alla cui destra compare un regolo e su un piano tridimensionale una squadretta e un compasso. Oggetti, accostamento e metodologia sono quelli di De Chirico ma la prospettiva vibra e i colori avvolgono la tela. La tematica metafisica per l’artista è solo uno stimolo a cercare qualcosa di nuovo, a indagare un rinnovato rapporto sensorio tra la forma e lo spazio essenziale della tela.</li>
<li>Natura Morta di Morandi 1919 Dipinge nature morte misteriose, servendosi di un limitato repertorio di brocchette tazze, bottiglie e fruttiere disposte su un semplice piano. Se notiamo bene tali oggetti sono evocativi di una realtà altra, quasi che standosene immobili sulla tela volessero comunicare con noi e ripeterci le medesime frasi all’infinito. Il punto di vista in questo quadro è rialzato ed esalta la comunicazione visuale degli oggetti medesimi. L’unità del dipinto è data dai colori che rimandano gli uni agli altri. La luce è liscia, piana, compatta contribuendo a levigare gli oggetti. L’opera è fortemente connotata dalla tematica linguistica: si tratta di un’investigazione sul mondo e sul suo linguaggio attraverso forme e oggetti.</li>
<li>Composizione con rosso, giallo e blu di Mondrian 1921 Nonostante l’asimmetria dei colori, la composizoine appare cmq equilibrata; tutta l’opera trova infatti il suo equilibrio nel bilanciamento quantitativo. La linea, il piano, il colore sono elementi che contribuiscono al bilanciamento quantitativo. Secondo l’artista il cubismo è razionale, ma non arriva alla sintesi. I quadri degli anni 20-40 si assomigliano e sono una griglia di coordinate con intervalli di colore bianco e campiture di varia misura con i colori primari. Cosciente della responsabilità dell’artista di fronte al mondo, tenta di offrire attraverso la percezione un’occasione di riflessione su di esso. Dopo Cezanne è la più alta, la più lucida, la più civile cosciennza nella storia dell’arte moderna.</li>
<li>Nudo sdraiato a braccia aperte di Modigliani 1917 Il geometrismo rimana a cezanne, come l’inquadratura dall’alto concentra lo sguardo sulla monumentalità corporea e sul senso della voluttà. Gambe e braccia tagliate, la centralità della grande tela è tutta sul nudo femminile, messo in luce da un’ulteriore rosso e azzuro di fondo. La luce non è chiaroscurata ma solo incalanata attraverso il colore che crea il contrappunto. L’incarnato è quasi rosa, ecco perché intitolata Nudo Rosa. Gli occhi neri e privi di pupille, il pittore infatti disdegna l’approfondimento psicologico dei suoi figurini, l’introspezione, l’esibizione dei sentimenti p completamnte demandata al carattere scultoreo delle sue opere.</li>
<li>Woman 1 di De Kooning 1950-52 Il dipinto fa parte di una rassegna molto ricca, dedicata alla donna e al mondo femminile. L’impressione è di straripante aggressività: ghigno sulla bocca, corporità quasi mascolina corpo scomposto e in posizione quasi intimidatoria. A dare un senso di smania aggressiva è la pennellata veloce e schizzata che paralizza il mondo femminile al ruolo di donna degli eccessi, donna impulsiva, ma non è solo l’atto del dipingere che ci restituisce un’immagine cosi violenta , a questo risultato contribuisce anche il colore acceso e contrastante tonalità. Si può leggere con chiarezza il segno e l’emozione della scarica compositiva che ha coinvolto il pittore nell’impresa creativa.</li>
<li>Le Bateau Ivre di Wols 1945 Cresciuto a contatto con i surrealisti di Pargi da cui eredita l’amore per la casualità dell’atto creativo, mette a punto un’originale scrittura segnica. Osserviamo un’immagine non chiaramente visibile, intravediamo la sagoma di un vascello d’altri tempi. L’immagine è data dal fitto intreccio di segni-gesti che ci fanno pian piano distinguere i remi, la prua e gli alberi. L’opera da un lato possiede un carattere vagamente figurativo, dall’altro appare come un sismogramma dell’animo. E’ un esponente di punta del’informale segnico ed è profondamente legato alla filosofia esistenzialista di Jean-Paul Sartre.</li>
<li>Plurimo Omaggio a Dada Berlin di Vedova 1964-65 Adotta una pittura gestuale, costituita da un’infinità di segni astratti e dalle intense pennellate di colore. Influenzato dal gruppo Corrente e dalla pittura di Picasso, studia anche l’espressionismo americano. Iniziato nel 1961, costituito da vaste e labirintiche costruzioni di legno dipinto e graffito come omaggio al DADA BERLINESE, il ciclio dei plurimi, avvolge lo spettatore attraverso dei tentacoli lignei e coinvolge il pubblico in un nuovo linguaggio.</li>
<li>Superfie 154 di Capogrossi 1956 L’artista si impone come una delle figure di maggior spicco della pittura segnico-informale. Esso non possiede alcun valore naturalistico o semantico, è semplicemente un archetipo privo di implicazioni descrittive. Inoltre si presta a un’infinità di interpretazioni e ad ogni possibile composizione ritmica che l’estro creativo consenta. Nell’opera vediamo una fitta dialettica di piccoli candelieri monocromatici neri sullo sfondo e candelieri più grandi in primo piano. La tessiura è equilibrata e si compone di trama e l’ordito, quasi fosse un drappo da un vago sentore orientale; le pennellate rosse e gialle scompongono l’ordine di gusto quasi giapponese, per restituirci una realtà segnica che per essere decodificata deve coinvolgere da vicino l’interpretante, ossia il singolo fruitore dell’opera.</li>
<li>La Donna Luna di Pollock 1942 Notiamo la connotazione coloristica che suggerisce le linee femminee della “donna luna”. Dipinto è un omaggio a una poesi di Baudelaire, dove la donna ha il capo leggermente reclinato verso destra e pertando si può scorgere solo un occhio, peraltro, incastonato in mezzaluna. Chiarissima è la fronte picassiana del notissimo Guerica. Presenza di serpente e tartaruga (simbolo di forza interiore in cina, diviene carico di negatività a causa della credenza popolare secondo cui la tartaruga comparirebbe solo in forma femminile e si accoppierebbe ai serpenti, divenendo simbolo di spudoratezza. Questo tipo di associazione dell’animale a un attributo negativo è poco frequente. L’artista quindi conosce la cultura cinese e anche questa antica credenza popolare. Il carattere dell’opera rimane visionario e fantastico per via dei colori e delle linee spezzate grosse e fini che rendono la tela vagamente totemica. Si intravede una scritttura che ha la tendenza a privilegiare la superficie ignorando profondità e continuità della linea.</li>
<li>Attese di Fontana 1965 L’artista diluisce una idropittura industriale di colore rosso ricoprendo uniformemente la tela e realizza con un rasoio tre tagli perfetti in lunghezza ma diversi nella direzione. I tre tagli riproducono una cadenza ritmica che aggredisce la continuità del tono cromatico e interrompe la luminosità. Le ombre che si producono sono reali e non surrettiziamente ottenute. Lo spazio dell’opera diviene cosi reale da dialogare concretamente con il suo uditorio. Lo spazio seppur piatto diviene cosi tridimensionale e la tela assume valore plastico. I tagli come buchi si situano nella continua e ricorrente ricerca operativa di Fontana, che non disdegna nemmeno le nuove tecnologie Non è l’opera descritta, foto non presente sul web</li>
<li>Cavaliere di Marini 1953 Si situa nella tradizione celebrativa equestre ma è libera nella sua forma sintetica da qualsiasi volontà retorica. Le fonti sono la scultura greco-romana antica, quella etrusca ed egizia. La vibrazione muscolare del cavallo e del corpo è resa attraversole linee scure che costituiscono l’unità artistica affidandosi all’attributo plastico. I cavalli dopo anni 50 diventano pregni di dolore, notiamo specialmente che il cavaliere è mancante di mani è pare trovarsi nell’atto di saltare. L’opera torna ad essere catartica sebbene con linee e movenze assolutamente moderne. L’autore scarica la passione, l’inquietudine, la morte,ma anche la sofferenza ,la disgrazia, oppure la fantasia, sentimenti che se ti restano dentro ti fanno male, attraverso una scultura che se liberati ti danno felicità Non è l’opera descritta, foto non presente sul web</li>
<li>Cardinale di Manzù 1955 L’artista comincia a scolpire cardinali dopo la visita in San Pietro che lo coinvolgerà emotivamente al punto di dedicare parte della sua produzione al clero. La struttura dei suoi cardinali è tronco-conica, spesso sormontata da una piccola testa, quasi sempre molto allungata dal copricapo cardinalizio. Notiamo che non vi è nessuna monumentalità, anzi qualche incertezza nell’equilibrio della forma plastica.</li>
<li>Three Flags di Johns 1958 Dipinte con l’antica tecnica dell’encausto, sono prive di retorica tipica dell’espressionismo astratto e in diretta polemica attraverso un linguaggio ironico con l’idealogia america. La bandiera viene moltiplicata intre, con tale maestria che l’occhio quasi non ne recepisce una sulla tela ma effettivamente 3. L’oggetto del discorso non è più la bandiera con la sua fisicità corrotta dall’atto moltiplicatorio, ma la pennellata o se vogliamo la fisicità della pittura. Tecnica dell’encausto antica, consiste nel miscelare i colori alla cera che vengono poi stesi sul supporto, il risultato è una gradevole e resistente patina. Le fonti di tale opera: Duchamp e Cage.</li>
<li>Antropometria di Klein 1960 L’artista rivisita il nudo femminile, nelle sue opere l’oggetto d’arte non è il ritratto femminile ma il corpo stesso diventa lo strumento pittorico. Con le sue performance dal vivo, perciò non replicabili, tenta, provocando il movimento dada e cercando nuove soluzioni tecniche, di decodificare il nuovo linguaggio artistico. Colori più frequenti blu e oro. Utilizza questi colori e non altri perché le sue finalità, oltre che linguistiche sono spirituali; ritiene che la pittura in qualche misura debba aiutare a trascendere.</li>
<li>Spazio Elastico di Colombo 1967 L’opera consta di fili elastici che tesi tra soffitto e pavimento sul fondo nero, illuminato da una lampada wood, creano una suggestione emotiva d’attesa. Lo spazio, che potrebbe appartenere al quotidiano, dopo pochi secondi dal momento in cui lo spettatore ha messo piede nella stanza, inizia ad animarsi: i fili infatti incominciano ad incurvarsi e piegarsi costringendo l’occhio a una percezione instabile e precaria, tanto che per potere proseguire nella deambulazione ed evitare di cadere lo spettatore deve rallentare l’andatura. La finalità di questo come di altri autori del GRUPPO T è quella di portare lo spettatore alla conoscenza della fragile capacità percettiva dell’essere umano.</li>
<li>Just what is it that makes today’s home so different, so appealing? Di Hamilton 1956 Inquieta il pubblico e impone tale opera come icona della pop art inglese che caratterizzerà gran parte della cultura degli anni 60. Vediamo una casa con elettrodomestici allora in voga, una pin-uo sul divano e un body-builder in posa, con un lecca-lecca tra le mani. Ogni immagine ricalca lo stereotipo dell’epoca, la bella donna che anticipa il filone della mercificazione della sessualità femminile, l’uomo sano e aitante, e la madre di famiglia a pulire casa, non mancano il verso della diffusione di massa di prodotti elettronici per la casa e l’ironia nei confronti dell’industrializzazione</li>
<li>Marylin Torquoise di Warhol 1964 Inzia ad occuparsi di Marylin appena dopo la sua scomparsa, comprende che è venuto meno un eroe, un mito. Non produce nulla di nuovo tecnicamente e non utilizza linguaggi nuovi, se non attraverso la ricodificazione di vecchie tecniche e strumentinoti, come appunto la serigrafia. L’operazione si rivela straordinaria, è la manipolazione di fotografie di volti noti (Brando, Taylor, Kennedy) per creare un personaggio fissato in colori piatti e iridescenti che mettano in risalto le caratteristiche e gli attributi che lo hanno reso celebre. Nell’opera, mette in risalto, occhi, bocca sensuale, il colore del fondo esalta il bel volto e partecipa alla glorificazione del mito nella collettività contemporanea. Il linguaggio è fatto di stereotipi: ritiene che sia inutile negare la presenza di tipi fisici astratti, poiché essi ci permettono in qualche misura di relazionarci e di instaurare le nostre abitudini, cosi l’arte di Andy riesce nell’intento di porsi come fredda e distaccata.</li>
<li>French Fries and Ketchup di Oldenburgh 1963 L’artista ama gli oggetti quotidiani e non sopporta nessun tipo di etichettatura, come un po’ altri artisti legati al nuovo realismo o alla pop art. Le sue opere tridimensionali nascono con l’intento pratico di fornire un supporto agli happening e con l’intento emotivo di allontanarsi da altri colleghi. In un intervista:” è la prima volta che un’arte urbana non sentimentalizza l’immagine urbana ma la usa così com’è”. L’opera è una delle prime sculture soffici, eseguite con tela di canapa e con vinile riempito di capok. Prende a prestito dal mondo alimentare un elemento quotidiano della dieta americana. Soft toilet invece, in lucente vinile bianco ricorda la porcellana delle tazze casalinghe. Scegli di modellare a mano le forme per maltrattare lo spazio ossia per naturalizzare un prodotto sintetico che altrimenti risulta lontano dalla quotidianità.</li>
<li>Hopeless di Lichtenstein 1963 Basati su un contenuto fumettistico, immagini semplici, colori primari, niente sfumature tradizionali. La componente fumettistica la introduce nel 1961. Le immagini sono particolarmente evocative ed intriganti, soprattutto per le dimensioni. Il disegno tratto da un popolare fumetto americano che l’artista ripropone letteralmente, si tratta di un prodotto di bassa cultura a largo consumo che grazie al trasferimento di campo assume un alto contenuto semantico. L’immagine cosi proposta non può più essere consumata e gettata ma solo interpretata criticamente. La grande tela appare ancora più attraente grazie all’uso dei colori acrilici che donano alla donna una lucentezza che il fumetto non conosce. La mimesi si spinge fino alla maniacale riproduzione dei puntini sul volto.</li>
<li>Gran Cairo di Stella 1962 La tendenza minimal in pittura è stata una caratteristica dell’arte americana. La pittura usata è semplice acrilico su tela e l’effetto ottenuto è quello di incanto e ammaliamento della vista che guardando intensamente il dipinto si trova intrappolata in un labirinto ottico. Sfrutta le tonalità gialle, rosse, blu e nere per pervenire al medesimo effetto illusionistico, creando però singolari effetti di avanzamento e arretramento.</li>
<li>Vb43.069 di Beecroft 2000 Inizia a utilizzare il corpo umano come fosse una tela, creando dei veri e propri quadri viventi all’interno di performance più ampie in occasione di allestimenti museali. La finalità è quella di provocare una riflessione e un dialogo sulla libido, sul desiderio, e sulla frustazione connessa al piacere, ma anche sul mondo della moda. Le modelle uniformate private di ogni possibilità di dialogo sollecitano la meraviglia e lo stupore degli astanti imbarazzati da queste presenze nude e mute. Inoltre il loro mutismo vorrebbe sollecitare l’introspezione dello spettatore verso le tematiche sensuali.</li>
<li>Spiral Jetty di Smithson 1970 Enorme spirale (45 metri) collocata a pelo d’acqua sul grande lago salato nello Utah, ottenuta con tonnellate di pietre. L’obiettivo è la trasformazione artificiale di un luogo incontaminato. La scelta è quella di una figura spiraliforme che allude al principio del genere umano, alla preistoria, e quindi una figura archetipica appartenuta alle origini dell’umanità. L’impresa per proporzioni e sforzo è assolutamente titanica.</li>
<li>Wrapped Pont Neuf di Christo e Jeanne-Claude 1975-85 Esponente del nuovo realismo C. raggiunge la notorietà con imprese di misura ciclopica; celebre per i suoi rivestimenti di complessi architettonici. Questo packging moderno segue la teoria per cui un monumento occultato manifesta più chiaramente la sua forma e perciò maggiormente apprezzabile. Queste performance o opere al alto contenuto temporale sembrano seguire il mondo moderno e le sue apsettative: l’idea di evento fa la sua comparsa sulla scena dell’arte e lo scultore si trasforma in impresario teatrale. L’artista ricopre a parigi il ponte più antico e celebre sulla Senna. (Wrapped=impacchettato)</li>
</ol>
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		<title>OPUS 5.7</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Oct 2011 22:31:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carol Gianotti</dc:creator>
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		<category><![CDATA[eventi e mostre]]></category>
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		<description><![CDATA[ESPOSIZIONE D'ARTE CONTEMPORANEA OPUS 5.7 <a href="http://artistagoloso.wordpress.com/2011/10/02/opus-5-7/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=artistagoloso.wordpress.com&amp;blog=14862860&amp;post=2263&amp;subd=artistagoloso&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>INAUGURA OGGI (sab 1 ottobre 2011) al centro la Riseria di Novara<br />
L&#8217;ESPOSIZIONE D&#8217;ARTE CONTEMPORANEA <strong>OPUS 5.7</strong><br />
(in partnership con la settima Giornata Internazionale del Contemporaneo).</p>
<p>Visitabile anche domani, dom 2 ottobre 2011 e il prossimo weekend.</p>
<p>Una collettiva organizzata da Alessandro Binotti e lo staff del centro La Riseria nello splendido ambiente espositivo della Sala Sant&#8217; Elia.  Un appuntamento fisso per molti artisti che si riuniscono in una collettiva che vuole far luce sulle ultime produzioni e integrarle nel tessuto artistico europeo. Un dialogo tra tecniche, metodi, idee e messaggi.</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://artistagoloso.files.wordpress.com/2011/10/pict0145.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2266" title="" src="http://artistagoloso.files.wordpress.com/2011/10/pict0145-e1317506967701.jpg?w=225&#038;h=300" alt="" width="225" height="300" /></a>Alessandra Barocco</p>
<p>Come sempre si tratta di una mostra ricca ed eterogenea, ben allestita, che riserva un eccellente visibilità alle opere; una collettiva che vi piacerà visitare. I commenti  a caldo si sono rivelati positivi, alcune delle opere migliori hanno fornito interessanti spunti di dialogo e riflessione.</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://artistagoloso.files.wordpress.com/2011/10/pict0171.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2265" title="" src="http://artistagoloso.files.wordpress.com/2011/10/pict0171.jpg?w=300&#038;h=225" alt="" width="300" height="225" /></a> installazione di Mario Brugo</p>
<p>Una vetrina sempre più apprezzata dai novaresi e non solo, dove espongono artisti piemontesi e lombardi.</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://artistagoloso.files.wordpress.com/2011/10/pict0187.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2267" title="" src="http://artistagoloso.files.wordpress.com/2011/10/pict0187.jpg?w=300&#038;h=225" alt="" width="300" height="225" /></a>Ruggero Pezzaga</p>
<p>&#8220;Nell&#8217;ambito della manifestazione promossa per la valorizzazione e la diffusione dell&#8217;arte contemporanea, il Centro La Riseria ha voluto aderire anche quest&#8217;anno, attraverso l&#8217;organizzazione della mostra OPUS 5.7 alla settima edizione della GIORNATA DEL CONTEMPORANEO. Questo importante progetto espositivo, proposto nell&#8217;ambito dei 22 anni di attività del centro vede, per questa sua quinta edizione, la partecipazione di trentasei noti artisti, di area piemontese e lombarda, appositamente selezionati dai responsabili del centro, per rappresentare, attraverso le varie ed interessanti opere pittoriche, scultoree e fotografiche presenti in rassegna, aspetti e orientamenti dell&#8217;arte contemporanea del nostro territorio.&#8221;</p>
<p>Questa la presentazione di Alessandro Binotti che ci introduce correttamente alla &#8220;lettura&#8221; della mostra.</p>
<p>Espongono anche: Davide Arisi, Vanna Bossi, Antonella Preti, Enzo Foglia, Emilio Mera, Andrea Vandoni, Giacomo Sala, Giorgio Bongiorni, Riccardo Cavalieri, Enzo Mainini, Claudio Roatta, Carol Gianotti e molti altri.</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://artistagoloso.files.wordpress.com/2011/10/pict0128.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2269" title="" src="http://artistagoloso.files.wordpress.com/2011/10/pict0128.jpg?w=300&#038;h=225" alt="" width="300" height="225" /></a>Pier Alberto Luzzana</p>
<p>L&#8217;ingresso è gratuito. La Riseria si trova in via Conti di Biandrate 11 a, Novara.</p>
<p style="text-align:center;">Partecipate, partecipate, partecipate! L&#8217;arte fa bene!</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/artistagoloso.wordpress.com/2263/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/artistagoloso.wordpress.com/2263/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/artistagoloso.wordpress.com/2263/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/artistagoloso.wordpress.com/2263/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/artistagoloso.wordpress.com/2263/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/artistagoloso.wordpress.com/2263/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/artistagoloso.wordpress.com/2263/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/artistagoloso.wordpress.com/2263/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/artistagoloso.wordpress.com/2263/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/artistagoloso.wordpress.com/2263/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/artistagoloso.wordpress.com/2263/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/artistagoloso.wordpress.com/2263/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/artistagoloso.wordpress.com/2263/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/artistagoloso.wordpress.com/2263/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=artistagoloso.wordpress.com&amp;blog=14862860&amp;post=2263&amp;subd=artistagoloso&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>una visita alla GALLERIA GIANNONI</title>
		<link>http://artistagoloso.wordpress.com/2011/09/19/una-visita-alla-galleria-giannoni/</link>
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		<pubDate>Mon, 19 Sep 2011 21:36:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carol Gianotti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[cosa c'è di bello da vedere alla Galleria d'arte moderna Paolo e Adele Giannoni di Novara? <a href="http://artistagoloso.wordpress.com/2011/09/19/una-visita-alla-galleria-giannoni/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=artistagoloso.wordpress.com&amp;blog=14862860&amp;post=2254&amp;subd=artistagoloso&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato pomeriggio ero a Novara per consegnare un dipinto alla Riseria di Alessandro Binotti per la mostra di ottobre intitolata OPUS, partner della giornata internazionale del contemporaneo. Non è la prima volta che partecipo, è un appuntamento fisso degli ultimi anni. Ero in netto anticipo. Così mi son detta, perchè non farsi un giro alla Giannoni intanto che aspetto? Così, per ammazzare il tempo. Sfrutto qualche ora per visitare una galleria che sta in centro a Novara e che io, da quasi novarese non ho mai visto. E&#8217; incredibile quanto la gente si muova, percorra chilometri, per andar a vedere mostre lontane e non si avvicini alle gallerie della propria città. Sono entrata in un ambiente museale nuovissimo, che non ha nulla a che invidiare alle migliori sale espositive milanesi o torinesi.</p>
<p>La Galleria si trova all&#8217;interno del Broletto, inserita in un contesto esterno medievale ma con architettura interna contemporanea, design semplice e ben delineato, sale ampie, pulite, con illuminazione adeguata, con sensori che si attivano potenziandosi al passaggio del visitatore. Il pian terreno vede copie di artisti famosi, il primo piano i pezzi più illustri della galleria.</p>
<p>STORIA DELLA GALLERIA GIANNONI DI NOVARA</p>
<p>Alfredo Giannoni.<br />
l&#8217;interesse di A.G. per la pittura e la scultura del proprio tempo si manifesta dal primo decennio del novecento: acquisti sicuri, effettuati nell&#8217;ambito delle rassegne indette dalla Famiglia Artistica Milanese, sono tuttavia documentati solo negli anni della prima guerra mondiale.</p>
<p>Inizialmente Giannoni si orienta verso artisti lombardi, ma grazie all&#8217;amicizia stretta con Carlo Fornara e Giovanni battista Ciolina, nel contempo si apre anche alla pittura di Enrico Cavalli e, in generale, degli artisti della Val Vigezzo.</p>
<p>Ben presto altri stimoli intervengono a irrobustire una passione ormai divenuta testimonianza di uno status sociale sempre più autorevole e sicuro: dal rapporto con il direttore dei musei civici di Novara A.Viglio alla parentela acquisita col noto tenore G.Borgatti, che accentuò i riferimenti di Giannoni alle interelazioni tra musica, pittura, poesia, favorendo il suo incontro con Plinio Nomellini di cui entrarono, di cui entrarono in collezione capolavori divisionisti.<br />
E, nell&#8217;ambito del divisionismo, Giannoni acquista opere di Angelo Morbelli, Rubaldo Merello, Enrico Lionne e Camillo Innocenti; ancora Nomellini è forse tramite per un allargamento verso la pittura Toscana degli allievi di Fattori, del gruppo Iabronico e in particolare di Lorenzo Viani.</p>
<p>Nel corso degli anni Venti la raccolta diventa ricca e complessa grazie ad opere acquistate sul mercato e in occasione di importanti rassegne. I gusti di Giannoni si rivelano eterogenei, spaziando dall&#8217;ottocento tardo romantico e dalle sue implicazioni veriste al primo novecento intimista e rassicurante: il Naturalismo viene declinato in tutte le sue articolazioni regionali, dai piemontesi (Fontanesi, Delleani) ai lombardi (Gignous, Mariani, Formis, Rapetti, Sala), dai veneti (Ciardi, Dall&#8217;Oca Bianca, Milesi, Tito) ai toscani (Fattori, Lega, Signorini, Gioli), dai romani (Corrodi) ai napoletani (De Nittis, Palizzi).</p>
<p>Consolidando il rapporto con il critici Raffaello Gioli, il collezionista acquista un compatto nucleo di opere rappresentative del Novecento italiano, punto di arrivo della raccolta. Con questi sviluppi, la collezione, iniziata in maniera localistica e lombarda, esula dal solo taglio tradizionale o regionale per orientarsi verso un più ampiospettro di rappresentatività nazionale.</p>
<p>GLI IMPERDIBILI</p>
<p>Ecco una sorta di elenco delle opere che ho preferito della Collezione.<br />
Non ho potuto fotografare e non ho trovato immagini in rete da usare allo scopo di illustrarvele. Accontentatevi degli appunti che vi lascio per prestare attenzione a queste opere che sono, a mio parere, da considerarsi fiore all&#8217;occhiello della Giannoni.</p>
<p>RITORNO DOPO LE MANOVRE (cavalcata di soldati nel bosco), G.Fattori, 1898-1899<br />
Una tela enorme, che raffigura alcuni soldati garibaldini di ritorno ai quartieri d&#8217;inverno. Scendono per un pendio scosceso in sella ai loro cavalli. La scena esprime dinamismo e concitazione eppure regna l&#8217;armonia. I cavalli magistralmente realizzati denunciano la grande capacità di Fattori nel risolvere figure animali in grandi dimensioni. Le tinte dominanti sono i bruni, gli ocra e verdi desaturi del terreno, a contrasto con il bianco della neve e delle nuvole, su un cielo denso.</p>
<p>LA ROSSA AVANGUARDIA SULLE ALPI e L&#8217;IMBARCO DEI MILLE A QUARTO, Plinio Lomellini, 1917<br />
Due esempi magistrali ma poco conosciuti rispetto alle opere di Seurat di un solido e pregiato divisionismo, o cromoluminismo.<br />
Altre due tele di grandi dimensioni, realizzate con insolite composizioni formali e una tecnica coloristica dall&#8217;effetto unico.</p>
<p>sezione / il naturalismo e le sue articolazioni regionali<br />
SUL LAGO DI MERGOZZO, Paolo Sala, 1910<br />
opera raffinatissima, veduta del lago di Mergozzo al tramonto, con bagnanti; la superficie del lago risolta con tocchi morbidi, invasa dalla luce rosata e da bagliori acquatici.</p>
<p>PAESAGGIO SUL LAGO MAGGIORE NEI DINTORNI DI STRESA, Guido Boggiani, 1910-1915<br />
altra tela naturalista magistralmente realizzata dal Boggiani, raffigurante il lago maggiore, le sue coste, le ville che si stagliano in alto, con cromìe ricche e un occhio attento all&#8217;insieme ed al particolare.</p>
<p>Notiamo nel quadro di Emilio Gola LA SPIAGGIA DI ALASSIO del 1918-1919, le prime forme semplificate che preannunciano le correnti astratte. La veduta è quella della spiaggia ligure, con barche e persone, il punto di vista leggermente alzato rispetto allo spettatore, il bagnasciuga violaceo staglia rispetto alla spuma del mare bianca; la sabbia è grigia, tutto è molto esemplificato ma lirico, la pittura è sublime. Alcune figure sono risolte con applicazioni nette di colore, senza perdersi in dettagli: questo mi ha fatto pensare al coraggio di un modo pittorico simile, agli inizi del novecento e non ho potuto non ricordare le prime esperienze di smaterializzazione pittorica che hanno aperto la strada al blaue raiter.</p>
<p>Vi segnalo anche lo splendido ritratto di donna POPOLANA ABRUZZESE, di Francesco Paolo Michetti. Tutto giocato sui toni del grigio, del bianco con punto luce sulla collana corallo. Meravigliosa la resa dei tratti somatici e fisici, della camicia e del gioiello: il tutto offuscato da uno sfumato sapiente che non toglie nulla all&#8217;espressività ma conferisce un senso di disorientamento onirico.</p>
<p>Interessantissima anche la pittura del Fornara, materica e dai colori vividi, accostamenti audaci ed atmosfere raccolte tipiche vigezzine. Tutto questo mi ha ricordato le tele di Van Gogh, non tanto per il modo di raschiare e applicare colore, ma per il gusto, gli accordi cromatici e le scene proposte, dove una natura dai colori sgargianti e minacciosi si integra con le figure di povera gente dai volti umili in processione.</p>
<p>Molte altre le opere che mi hanno colpita, ma delle quali non dirò nulla, perchè non voglio rovinarvi  la visita, mi piace lasciare un bel margine di suspance. Ovviamente vi invito a recarvi presso la galleria d&#8217;arte moderna Paolo e Adele Giannoni che si trova al complesso museale Il Broletto, in via fratelli Rosselli 20 a Novara. Potete parcheggiare la macchina in Piazza Martiri (parcheggio a pagamento) e l&#8217;ingresso costa 5 euro. Se invece arrivate coi mezzi pubblici da Piazza Garibaldi il percorso migliore è quello dal Baluardo o da corso Cavour, poi corso Italia con ingresso al Broletto da c.so Italia.</p>
<p>Ho passato alcune ore tra dipinti di grande valore e molto belli. Provateci. Poi  mi dite!</p>
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